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Impermanenza




I fenomeni sono dovuti a cause e condizioni perciò esistono.Noi utilizziamo l’addestramento in cui viene detto che tutti i fenomeni composti sono impermanenti, per impermanenza intendiamo due significati: una grossolana, quella con cui vediamo le cose decadere pian piano, ed una sottile, a livello microscopico. Se guardassimo una nostra foto di qualche anno fa potremmo notare molti cambiamenti, vediamo qualcosa che esisteva ed ora non esiste più. Se al mattino ci rasiamo il capo, verso sera vediamo che qualcosa sta cominciando a ricrescere. Questi cambiamenti grossolani sono il risultato visibile di un continuo cambiamento microscopico. Il cambiamento che si manifesta in un anno non potrebbe apparire improvvisamente, in un attimo. Tutto questo arriva gradualmente. Siamo testimoni di questo processo di cambiamento. Vediamo anche gli effetti del mondo tecnologico che ci circonda. Nuovi macchinari vengono ridotti e qui c’è un grande cambiamento progressivo. La mente anche in un minuto vi son infiniti cambiamenti, ed anche in un secondo vi sono cambiamenti. Da queste esperienze è noto che non esiste alcun fenomeno che sia permanente. Anche se non vediamo l’impermanenza a livello sottile possiamo percepire quella a livello grossolano. Quindi tutte le cose sono della natura del cambiamento e nulla può fermare questo cambiamento. Quando Buddha insegnò le 4 nobili verità parlò dei due livelli di impermanenza, grossolano e sottile. Tutti i fenomeni dipendono da cause. Non è possibile che cause qualsiasi diano risultati qualsiasi. Da una causa deriva un risultato congeniale. Quindi c’è questo cambiamento legato alla natura dei fenomeni. Nel bodhisattvacharyavatara troviamo due cause: una a livello fisico ed una a livello mentale. Per quanto riguarda la realtà fisica il processo di causalità è iterabile all’infinito, vi sono cause sostanziali a loro volta causate da altre cause. Mentre a livello della mente la causa fondamentale è il karma. L’azione ed il risultato corrispondono al’intenzione che è la causa. A livello di causa l’elemento dell’intenzione è accompagnato dalla potenzialità di sperimentare un momento piacevole o spiacevole. A livello finale per quanto riguarda gli esseri viventi la causa principale è l’intenzione. Gioia, felicità e sofferenza non sorgono dal nulla ma sorgono da precise cause e condizioni. Le azioni positive porteranno una intenzione che produrrà gioia. E’ importante considerare le azioni che vengono indotte dall’intenzione. Molte specie di uccelli sembrano essere più vicini alla comprensioni della legge di causa ed effetto. Ci sono fenomeni che sembrano non avere un risultato immediato. Non può esserci una relazione casuale ma sempre causale. Nella nostra vita quotidiana ci sono così tanti fattori che se guardassimo una particolare relazione la possiamo analizzare con il passato ed il futuro, penetrando il significato di causa ed effetto otterremo una comprensione maggiore: tutti i fenomeni sono mutamenti designati. E’ sulle basi di questa profonda conoscenza che dobbiamo coltivare sempre di più la nostra relazione. Il livello sottile dell’originazione interdipendente è proprio questo: ogni fenomeno non esiste di per sé, senza dipendere da altri. Nelle scritture si trova molto chiaramente la linea di demarcazione che stabilisce qual è il livello di esistenza dei fenomeni che non è né eternalismo né nichilismo. Noi Buddhisti siamo profondamente ammirati dalla fisica moderna quando scoprono che Nagarjuna aveva avanzato ipotesi sulla realtà simili a quelle che la scienza modern sta facendo oggi. La scienza ha un punto di vista imparziale, senza preconcetti, è importante questo. L’omniscienza è molto rara e non si ottiene così facilmente ma è una cosa che va realizzata percorrendo il sentiero. Vi sono delle relazioni tra le cause e l’effettto. Quindi questa produzione viene vista in termini di cause, proprie cause, che portano ad una produzione specifica. Vi deve essere la causa completa perchè vi sia un risultato completo. Tutte le cose non possono nascere dal nulla, tutti i fenomeni sorgono da cause e tutte le cause devono essere corrette per dar origine ad un’effetto coretto. Vi sono persone più portate alla gelosia, rabbia ed anche se accumulano molte ricchezze non sono migliorate in questo senso. Se non si prende il Dharma nel proprio cuore tutti i titoli che si possono ricevere saranno sempre macchiati da queste emozioni disturbanti. Nel caso di qualcuno con meno riconoscimenti, una situazione materialmente meno agiata, può essere anche intellettualmente sfavorito ma se ha preso nel cuore anche poco Dharma pian piano otterrà una grande ricchezza spirituale. Io non incoraggio il praticare divinità mondane per accumulare ricchezza materiale, è molto più importante accumulare ricchezze mentali che materiali, a volte le ricchezze materiali invece che essere di aiuto, potrebbero risultare di danno perché ci possono portare fuori strada. Gli agi materiali non potranno stare per sempre con noi nelle vite future mentre la pace interiore sì. Chiunque può accumulare la concentrazione, penetrare dentro se stessi, raggiungere il calmo dimorare, la visione speciale…dobbiamo impegnarci a studiare ed una volta che abbiamo deciso di imboccare questo sentiero lo dobbiamo praticare fino in fondo. Nel Buddhismo parliamo di diverse discipline e la più importante è quella spirituale. Nei paesi sviluppati si inizia ad avere interesse tra gli scienziati alle emozioni. Nella tradizione non solo Buddhista ma anche sanscrita si motiva all’applicarsi allo studio graduale. Non tanto sulla recitazione dei testi ma sulla comprensione profonda dei testi fino ad arrivare ad una consapevolezza che abbraccia tutto il mondo interiore.

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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