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I Ching e Inverno




 Nella sequenza del Calendario, dopo l’esagramma 23, L’Usura, La Frantumazione, Lo Sgretolamento, è il tempo dell’esagramma n°2 Slancio Ricettivo: le linee yang dei mesi precedenti sono state completamente sostituite da quelle yin cresciute dal basso

E’ il periodo del solstizio d’inverno, il 21 dicembre è la giornata più corta dell’anno; periodo che va dai primi di dicembre ai primi di gennaio. L’oscurità giunge al suo massimo e la natura ci sembra al minimo della sua attività, ma in effetti l’energia viene conservata e concentrata nella terra per preparare, nel ciclo dei mutamenti, Il Ritorno, 24. E’ l’inizio delle feste più care a molti popoli: feste come il Natale, Capodanno, Epifania e Carnevale, che rappresentano nella stagione invernale un punto simbolico di svolta (dopo il 21 dicembre le giornate ricominciano ad allungarsi), non soltanto nella tradizione cristiana (nascita del Cristo) ma anche negli usi delle preesistenti festività pagane e degli antichi riti della rinascita. Ricordiamo che in Cina gli equinozi e i solstizi rappresentano il centro delle quattro stagioni e non già l’inizio, come da noi.   L’inverno è “chiudersi nell’interiorità e tesaurizzare”. La TERRA non ha più relazione con il CIELO, non produce più ma “nasconde e tesaurizza, preparando attraverso il suo ritirarsi la radice di un nuovo rifiorire”. Il ruolo dell’UOMO è allora quello di appartarsi, nascondersi, ripiegare verso sé stesso e ridiventare padrone di sé. 

 

Esagramma n°2, Kun, Lo Slancio Ricettivo. Questo esagramma e l’esagramma n°1, Qian Lo Slancio Creativo, descrivono, nel taoismo, i due principi fondamentali, chiamati anche Lo Spazio e La Forza, La Materia e L’Energia: flussi, rispettivamente del Grande Yin e del Grande Yang. Il Libro dei Mutamenti, per mezzo di questo esagramma, ci comunica che ci sono stagioni e momenti nei quali noi possiamo restare in equilibrio (in accordo con il nostro Dao!) soltanto se adottiamo una strategia prevalentemente yin. Perciò è detto all’Uomo Nobile che intende intraprendere qualcosa: “Chi vuole precedere si smarrisce e perde la strada; chi segue, con pazienza e tenacia, trova una direzione durevole”. Ciò vuol dire che ci sono momenti nei quali siamo tentati inconsciamente di prendere le cose di petto, di assumere iniziative, di essere “puro yang”, di agire “sul” mondo senza aprirci ad esso: così si produce un blocco. La soluzione può trovarsi nel saper essere “yin”, nel permettere con cedevolezza al movimento del mondo di portarci. E’ in questo modo che si trova una direzione, non legata alle decisioni personali ma tesa al farsi modellare dalle circostanze anziché al cercare di modificarle. Spesso un atteggiamento saggiamente yin, e quindi femminile, può anche presentarsi come un correttivo a certe tendenze, tipicamente maschili, troppo idealiste, significando – in simili casi – che bisogna essere più concreti e pratici… Malintesi occidentali, incoraggiati anche da una certa parte della storia cinese che ha relegato la donna ed il femminile in posizioni di inferiorità e subordinazione all’uomo, tendono ad associare valori di positività allo yang (e al maschile) e negatività allo yin (e al femminile). In tal modo la società contemporanea ha purtroppo favorito costantemente ciò che è yang a scapito di ciò che è yin e, in conseguenza, la conoscenza razionale e scientifica (più maschile – emisfero sinistro) a scapito di quella intuitiva ed emotiva (più femminile – emisfero destro). Ma nella mente umana, come nel cosmo, il razionale e l’intuitivo, lo yang e lo yin, il maschile ed il femminile, sono forze e movimenti complementari in cui uno dei due può essere momentaneamente prevalente rispetto all’altro, ma mai solo, nella ricerca continua dell’equilibrio. Pertanto è sbagliato giudicare che ciò che è yin o yang è bello o brutto, che è positivo o negativo, perché il focus va spostato piuttosto sull’equilibrio/squilibrio dinamico di queste due forze primordiali tra di loro. Infatti, quando i cinesi antichi distinguevano lo Yin/Yang come negativo/positivo, constatavano soltanto delle qualità complementari inscindibili e sempre compresenti, nonché leggi naturali (legge delle polarità e legge d’analogia) vigenti in ogni fenomeno, ma non esprimevano mai giudizi di valore – come tendiamo a fare noi – su tali forze e direzioni elementari.

Autore: 1406 1406



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