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Intervista a Eckhart Tolle-Gli Affari, il Presente, il Divino




Anche un insegnante spirituale come Eckhart Tolle ha il suo business e la sua azienda con un suo statuto e una cosiddetta mission e scopo principale. Sapete qual è? L’unione con il Divino... Di Ray Hemachandra
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Ray Hemachandra: Sul tuo sito dichiari che lo scopo ultimo dell’Eckhart Teaching Inc (attuale azienda di Tolle, ndt) è “l’unione con il Divino.” Ciò mi colpisce come l’affermazione della più audace visione che abbia mai letto. In che modo tale visione – letteralmente l’idea di essere uno – può essere funzionale nel campo del business?
Eckhart Tolle: Vuol dire che tutto quello che fai nel business deriva da uno stato interiore di allineamento con la vita e con la fonte della vita stessa, per cui la pace fluisce in tutto quello che fai. Ciò non cambia necessariamente quello che fai, anche se può cambiare la situazione, ma trasforma l’energia che fluisce in quello che fai. Proviene da uno stato interiore di pace. Piuttosto che volere o aver bisogno di cambiare qualcosa in modo da poter essere in pace a un certo punto nel futuro, sei già in uno stato di pace. Sei già allineato con la vita. Questo è il fondamento per qualunque cosa tu faccia.
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Hemachandra: Alcuni rivenditori e professionisti lottano per mantenere l’equilibrio tra la loro idea del mainstream, sul modello del business orientato al profitto, e la loro comprensione di un più alto scopo. Fare i soldi e l’insegnamento spirituale sono a tutti i livelli in contraddizione?
Tolle: Se lo scopo principale delle nostre azioni è fare soldi, certo, sì. Utilizzi quello che fai come un mezzo per raggiungere un fine, che non è il modo risvegliato di vivere. Il fine potrebbe essere il denaro, il potere, o un qualche tipo d’immagine mentale di ciò che la vita dovrebbe essere – come, ad esempio, il rivoluzionario o il terrorista, che hanno una qualche immagine di ciò che vogliono ottenere. Il momento presente diventa un mezzo verso un fine. Quando vedi il momento presente stesso e tutto quello che fai in quel momento come un mezzo verso un fine, si tratta di pensiero e azione non illuminati. Questo crea ulteriore sofferenza, non importa quale sia il finale. L’energia che fluisce in quello che fai non è allineata con la vita, perché tu non sei allineato con la vita. Parti da una coscienza egoica. Il denaro è un buon esempio. Un business illuminato non è interessato primariamente a fare soldi, perché quando si è interessati a fare soldi si desidera più il futuro che il presente. Ogni volta che si desidera il futuro rispetto al presente, l’intelligenza vera, che può fluire in quello che facciamo solo quando si è totalmente allineati con il momento presente, non può fluire in ciò che stiamo facendo. In altre parole, quello che fai è ego, o viene dall’ego. Naturalmente, quando intraprendi un’azione, c’è sempre uno scopo, che è nel futuro. Qualunque cosa tu faccia nella vita quotidiana, guidare da qui a lì, cercare di parlare con qualcuno al telefono, fare questo o quello, vai sempre verso qualche altra parte. Questo è inevitabile. Ma la domanda è: tal fine nel futuro è per te più importante di ciò che stai facendo nel presente? Se lo è, allora è una forma di ego. L’ego guarda sempre verso il momento successivo alla ricerca di appagamento. Riallineamento significa che lo scopo principale della tua vita è ogni azione che stai facendo in questo momento. Lo scopo principale della vita è essere pienamente in ciò che si sta facendo. Diciamo che devi prendere un aereo, e che fai la valigia muovendoti velocemente. La maggior parte delle persone lo chiamano stress. La maggior parte delle persone vive così tutto il tempo. La prossima volta che hai un qualche tipo di scadenza, e devi intraprendere un’azione fisica – esser pronto, rispettare la scadenza – indaga e vedi: È possibile essere così presente a quello che fai che il momento futuro non è primario, ma la qualità di come lo fai nel momento presente è primaria? Ciò significa farlo consapevolmente. Ciò significa gioire del fare stesso. Sì, devi raggiungere l’aeroporto. E tu godi dell’elevato flusso di energia di questo momento, mentre raccogli le cose, le metti in valigia, e sei attento a ciò che ti serve. Anche correndo a prendere un treno o un taxi, puoi godere dell’energia alta del momento. Le persone si stupiscono quando si rendono conto che anche correndo verso un appuntamento, si può godere il momento, piuttosto che lasciarsi stressare dal momento. Se ti piace, non puoi essere stressato! E egualmente puoi essere veloce! Stress significa che c’è qualcosa di sbagliato, e che non sei allineato con la vita. Certo, la maggior parte delle persone a questo mondo sono stressate e la maggior parte di coloro che non sono stressati sono totalmente annoiati! (Ride)
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Hemachandra: Perché lo stress è così comune, Eckhart, e quali sono le conseguenze del vivere la vita basandola sullo stress?
Tolle: Il mondo intero accetta che lo stress sia il modo normale di vivere. In realtà, la gente pensa di dover essere stressata per avere successo. Pensano che se non si è stressati, c’è qualcosa di sbagliato. Ma ogni azione che nasce dallo stress è di bassa qualità, e contribuisce alla sofferenza umana. Lo stress è una forma di sofferenza. Se potessi guardare il tuo corpo e vedere cosa fa lo stress al tuo corpo e alle sue funzioni – ciò che fa al cuore, alla circolazione, al sistema immunitario, alla funzione digestiva, al fegato – se potessi esaminare tutto ciò, vedresti che lo stress è estremamente dannoso per l’organismo. Puoi essere consapevole del fatto che quando sei stressato, è sempre un segno che hai perso il momento presente. Una volta che ti accorgi di aver perso il momento presente, puoi scegliere di ritornare nel momento presente. Anche in un momento di stress, puoi dire: “OK, posso godere del fare stesso? Posso godere del flusso di energia di questo momento? ” E, naturalmente, puoi! Allora il futuro si ritira. Diventa periferico. Lo sai che c’è. È necessario arrivare, sì. Ma puoi godere il momento presente, e puoi allinearti con il fare. La presenza fluisce in quello che fai. Anche se ciò che fai può essere lo stesso, vi è una differenza fondamentale: l’energia che fluisce in quello che fai, anche se può essere alta è un’energia molto tranquilla. Così, questo è ciò che le persone hanno da imparare: è possibile essere efficienti in questo mondo senza essere stressati. Non è necessario fare le cose in uno stato di ansia o di angoscia. Non è questo il modo di essere allineati con la vita.
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Hemachandra: Qual è il modo più diretto per cominciare ad allinearci con la vita?
Tolle: Lavorare per iniziare a riconoscere l’importanza primaria del momento presente. Un buon indicatore è chiedersi: “Qual è il mio rapporto con il momento presente? Come mi sto relazionando con esso?” Queste sono domande importanti che possono riportarti a realizzare che l’adesso è tutto ciò che sempre hai. Non c’è nient’altro. Quindi, potresti anche fare l’adesso tuo amico. In caso contrario, sei fuori allineamento con la vita stessa.
Puoi vivere in questo modo, come un amico dell’adesso, e allora molti cambiamenti fanno il loro ingresso nella tua vita. Quando non rendi il momento presente un mezzo per uno scopo, lo stesso accade con ogni essere umano che incontri – in azienda e anche a casa, in famiglia – non è più un mezzo per raggiungere un fine. Quando vuoi sempre la prossima cosa, ogni essere umano diventa un mezzo per raggiungere un fine. Anche quando le persone sono con i loro figli: “Hai fatto questo? Dai, fai questo, lo devi finire. ” Se si va in alcune famiglie, tutta la loro vita consiste di, “Qual è la prossima cosa che dobbiamo fare? Andiamo, andiamo.” Questo non è il modo di vivere.
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Hemachandra: Che cosa significa questa comprensione, allora, per un affare, un’azienda o un’organizzazione?
Tolle: Quando incontri i clienti nella tua azienda: sono mezzi per un fine? Se il presente è solo un mezzo per un fine, anche le persone che incontri diventano parte di questo, perché vuoi qualcosa da loro. Desideri l’affare. Vuoi le informazioni che sono in procinto di darti. Vuoi i loro soldi. Qualunque cosa vuoi, diventano un mezzo per un fine. Il che riduce tremendamente la qualità delle interazioni umane. Le interazioni umane diventano egoiche, perché poi anche le altre persone fanno di te un mezzo per raggiungere un fine. Quando s’incontra un altro essere umano e il momento presente è primario, allora l’evento principale è ciò che Un Corso in Miracoli dice: «Ogni volta che incontri qualcuno, è un incontro sacro». L’evento principale è il campo energetico di presenza che si crea tra voi e l’altro essere umano. C’è gioia profonda nel meeting (nella riunione). Quindi, qualsiasi cosa che si desidera raggiungere è secondaria: l’affare, lo scambio d’informazioni, qualunque essa sia. Sì, anche questo avviene, ma c’è un fondamento più profondo. Se ottieni l’affare, bene. Se non l’ottieni, va anche bene. Mi sembra che quelle persone che già vivono così, perché alcuni lo fanno già, abbiano in realtà molto più successo di quelli per i quali ogni persona che incontrano è un mezzo per raggiungere un fine.
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Hemachandra: Vuoi dare un esempio di una tale persona nel mondo degli affari a partire dalla tua esperienza?
Tolle: Quando ho comprato una macchina qualche anno fa, il commesso era totalmente in uno spazio di gioia. Ho preso atto che non gli importava se compravo la macchina oppure no. Gioiva nel mostrarmi la macchina e nel farmi fare un test di guida. E alla fine gli ho detto: “Sì, la prendo.” Ma so bene che se avessi detto: “Non credo di prenderla”, egli sarebbe rimasto lo stesso. E, forse, fra tre anni se compro un’altra macchina, andrò di nuovo da lui a comprarla. Diciamo che anche tu hai intenzione di comprare una macchina. Se il venditore ti vede come un mezzo per un fine, quindi se non gli compri la sua auto dopo che lui ti ha parlato per un’ora, ti ha mostrato le automobili, e ti ha fatto fare i vari test di guida, alla fine è sconvolto, infastidito. Così, tutto quello che voleva da te è avere i tuoi soldi e che tu comprassi quella macchina. Non era interessato a te come essere umano. Non era interessato al momento presente. Era interessato al momento futuro. Le persone sentono quando sono trasformate soltanto in un mezzo per raggiungere un fine. E sono molto meno propense a fare quello che vuoi che esse facciano – prendi l’esempio della compera dell’auto – quando avvertono di esser ridotte a un mezzo per raggiungere un fine. Tutto scorre con maggiore facilità quando la gente vive come un tutt’uno con il momento presente. Poi, è un tutt’uno con gli esseri umani che incontra, e questo è l’unico modo in cui il mondo possa davvero cambiare. Il mondo è in un tale caos a causa del continuo conflitto che nasce tra gli esseri umani, non solo tra gli individui, ma tra le tribù, le nazioni e i gruppi. Ma il cambiamento può avvenire solo quando le persone iniziano da loro stesse. Ognuno deve cominciare con se stesso. Le nazioni sono composte da individui. E ogni individuo ha da portare una qualità diversa nella sua vita, nella sua azienda e professione – la qualità della coscienza risvegliata! E, allora, tutto cambierà. Quando abbastanza esseri umano lo mettono in pratica, i rapporti tra le nazioni cambieranno. La follia che tuttora sperimentiamo, che è la vecchia coscienza, arriverà alla fine.

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Insidie della spiritualit

Possiamo leggere i Sutra, recitare il Padre Nostro, conoscere a memoria la Bhagavad Gita e il Tao te Ching, applicare il Transurfing, ma è solo quando la mente si ferma  che si può entrare in contatto con il proprio vero Sé e riportarlo in superficie.
La spiritualità va sempre più di moda. Ben venga che succeda così ed è del tutto naturale dato che sempre più persone iniziano ad avvertire questa tensione di riscoperta della propria dimensione interiore. Quando incominci a capire determinati concetti inizi ad avere “fame” di maggiore chiarezza e conoscenza, da qui le innumerevoli letture, i video su youtube, i seminari e le conferenze.

La prima fase
Questa è una fase, una delle prime per chi si avvicina alla spiritualità in senso lato: inizia ad imbattersi in letture e conoscenze che gli fanno risuonare qualcosa dentro, lo aiutano a riportare a livello  conscio ciò che fino ad allora era avvertito solo come una flebile intuizione fumosa e senza contorni netti. Un argomento ne porta con sé un altro, e poi un altro ancora e via così, diventiamo persone più centrate, più sveglie, più erudite, più auto-coscienti, e questo è indubbio, ma tutto ciò alla lunga si rivela un’arma a doppio taglio nel cammino verso la consapevolezza.

L’ego è un nemico subdolo e infame, ti fa passare dall’essere una persona inconsapevole all’essere una persona spirituale, benevola e compassionevole, e ciò probabilmente è un bene, ma ti tiene comunque distante dalla consapevolezza dell’individuo che si cela dietro il personaggio.

Perpetuazione dell’identificazione
Non fai altro che passare da un’identificazione con una persona inconsapevole ad una con una persona consapevole ma sei pur sempre identificato e paradossalmente trascendere questa identificazione può risultare più difficile rispetto al continuare a rimanere del tutto inconsapevoli. Questo perché nel momento in cui diventi una “persona spirituale” il tuo ego ti illude di essere arrivato, ti senti pacifico, amorevole, compassionevole e questo stato di benessere non ti fornirà la spinta e la crisi necessaria per migliorarti e trascendere TUTTE le identificazioni, a meno che tu non sia cosciente di questi pericoli e lavori per approdare allo step successivo, ovvero quello della totale trascesa dell’ego, la scoperta dell’individuo che agisce dietro tutte le personificazioni della nostra esistenza.

Anche perché ti puoi illudere fin che ti pare di essere arrivato, ma presto o tardi la verità arriva a galla, succede un evento che ti destabilizza totalmente e tutta la tua calma, la tua benevolenza e la tua pace vanno a farsi benedire. Ti toccherà ripartire da zero, con l’aggravante del recente “fallimento” sulle spalle. Una volta invece che ti sei ritrovato, non puoi più tornare indietro, è un processo irreversibile.

Il territorio della non-mente
Tutte le conoscenze in ambito spirituale/esoterico che accumuliamo durante questa prima fase, se all’inizio ci forniscono il carburante giusto per procedere, con l’andare del tempo finiscono per diventare un fardello sempre più gravoso da portarsi appresso, anche perché la propria essenza autentica può essere ricontattata e risvegliata veramente solo entrando nel territorio della “non mente” ovvero nel momento in cui la mente si ferma totalmente.

Si sentono spesso persone spirituali parlare e dibattere tra loro “Hai letto questo? Hai visto quella conferenza? Osho dice così, Krishnamurti colà, quello è più inconsapevole di me ecc ecc”. Poi se si chiede  loro quanti minuti di meditazione praticano al giorno quasi sempre rispondono che non l’hanno mai fatta. Questo è un classico esempio di come anche nella spiritualità vi sia troppa mente, troppa conoscenza, troppe pratiche, troppi culti, troppo ego, cosa paradossale se pensi che questo territorio non si presta ad essere indagato dalla mente: o resti nella mente o entri nello spirito (almeno per qualche minuto al giorno) le due cose non possono coesistere, per lo meno fintanto che non ti sei totalmente riscoperto, allora in quel momento anche la mente in stati standard di veglia, viene illuminata inevitabilmente dalla consapevolezza dello spirito.

Integrazione di mente e spirito
La cosa ideale sarebbe integrare i due ambiti, ovvero leggere, apprendere e conoscere, per poi andare a ricercare questo conoscenze intuitive sentendole dentro di sé in fase di meditazione. Posso fornirvi testimonianza diretta di ciò in quanto ho notato su di me in prima persona, che è proprio dall’integrazione di mente e spirito che si ha il propulsivo migliore verso la propria riscoperta. Il mio consiglio è, se già non lo fai, di dedicare un’ora in più alla meditazione e un’ora in meno alla conoscenza in linea di massima, anche se la mente per natura è molto abile a convincerti a nutrirla costantemente con nuove informazioni, sforzati di chiudere il libro che stai leggendo e abbi la forza di dire “Ok, ora basta, mi prendo un po’ di tempo per fermare totalmente la mente, restando solo con me, coltivando la presenza”.

Essere una persona spirituale ed essere l’individuo che si esprime attraverso questa personalità sono due stati diametralmente opposti che però a prima vista possono dare vita ai medesimi comportamenti e alle medesime azioni, ma mentre nel primo stato si vive ancora in un’illusione (credendola vera) nel secondo ci si è svegliati e si è entrati in contatto con la Verità che è custodita segretamente nel nostro cuore.

Fonte http://francescopirani.info/





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