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La legge del sentiero - Sri Aurobindo -Meditazione




Innanzitutto sii sicuro del richiamo e della risposta della tua anima. Perché se il richiamo non è quello vero, se non è il tocco dei poteri di Dio o la voce dei suoi messaggeri, ma la lusinga del tuo ego, la conclusione del tuo tentativo sarà un misero fiasco spirituale o anche un grande disastro.
E se non è il fervore dell’anima, ma solo l’assenso o l’interesse della mente che risponde ai richiami divini, o se è soltanto il desiderio della vita inferiore che si aggrappa a qualche attrazione secondaria dei frutti del potere o dei piaceri dello Yoga, o se è soltanto un’emozione passeggera che si alza come una fiamma instabile mossa dall’intensità della Voce, o dalla sua dolcezza e grandezza, anche allora il difficile sentiero dello Yoga può essere per te poco sicuro.
Gli strumenti esteriori dell’uomo mortale non hanno la forza di condurlo attraverso i severi ardori di questo viaggio spirituale e di questa titanica battaglia interiore, di affrontarne le prove terribili e inflessibili, o dargli la forza di affrontarne e superarne i pericoli sottili e formidabili. Solo la ferma e augusta volontà del suo spirito e il fuoco inestinguibile dell’ardore invincibile della sua anima sono all’altezza di questa difficile trasformazione e di questa impresa altamente improbabile.

Non illuderti che la via sia facile: la via è lunga, ardua, pericolosa, difficile. Ad ogni passo un’imboscata, ad ogni svolta un precipizio. Migliaia di nemici visibili o invisibili si muoveranno contro di te, terribili nella loro sottigliezza contro la tua ignoranza, formidabili nella loro forza contro la tua debolezza. Quando, con molto dolore, li avrai distrutti, altre migliaia sorgeranno a prenderne il posto. L’Inferno vomiterà le proprie orde per opporsi a te, accerchiarti, ferirti e minacciarti; il Cielo ti verrà incontro con i suoi esami spietati e i suoi freddi, luminosi dinieghi. Ti troverai solo nella tua angoscia, con i demoni furiosi sul tuo cammino, con gli Dei indifferenti sopra di te. Antichi, potentissimi, crudeli, mai sconfitti, vicini e innumerevoli sono i Poteri oscuri e terribili che traggono profitto dal regno della Notte e dell’Ignoranza, che non vogliono il cambiamento e sono ostili.

Distanti, lenti ad arrivare, remoti, rari e brevi nello loro visite sono gli Esseri Luminosi che sono disponibili, o ai quali è consentito, venire in soccorso. Ogni passo in avanti è una battaglia. Ci sono discese a precipizio, ascese interminabili e vette sempre più alte da conquistare. Ogni altopiano conquistato non è che un momento del percorso e rivela dietro sé altezze interminabili. Ogni vittoria che credi essere l’ultimo trionfale combattimento si rivela non essere che il preludio di cento battaglie feroci e rischiose. Ma tu dici che la mano di Dio sarà con te e la Madre Divina ti sarà vicina col sorriso grazioso di soccorso? E non sai dunque che la grazia di Dio è più difficile da avere o conservare del nettare degli Immortali o i tesori inestimabili del Kuvera? Domanda ai suoi prescelti e loro ti diranno quanto spesso l’Eterno ha coperto loro il suo volto, quante volte si è ritirato da loro dietro il proprio velo misterioso e loro si sono trovati soli nella morsa dell’Inferno, abbandonati nell’orrore dell’oscurità, nudi ed indifesi nell’angoscia della battaglia. E se anche si percepisce dietro il velo la sua presenza, è come il sole d’inverno dietro le nubi, che non salva dalla pioggia, dalla neve, dalla rovinosa tempesta, dal freddo pungente, dal grigiore di un’atmosfera carica di tristezza e da una grigia, opprimente stanchezza.

Senza dubbio l’aiuto è presente anche quando sembra sia stato ritirato, ma rimane comunque l’apparenza di una notte totale, senza sole a venire e senza stella della speranza che attraversi l’oscurità. Bello è il volto della Madre Divina, ma anche lei può essere dura e terribile. No, credevi forse che l’immortalità fosse un giocattolo da dare con leggerezza a un bambino, che la vita divina fosse un premio da avere senza sforzo o una corona per chi è debole? Combatti rettamente, e avrai. Abbi fede, e la tua fede sarà alla fine giustificata. Ma la terribile Legge del Sentiero è là, e nessuno la può abrogare.

Sri Auribondo

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



Meditazioni:ascoltare il cuore nel quotidiano

Prima che si possa svolgere al meglio questo esercizio nelle situazioni della vita di tutti i giorni è consigliabile sperimentare questa “tecnica” la mattina e la sera, per almeno una settimana, così da prenderci dimestichezza. Quando ti svegli appoggia una mano al centro del petto per alcuni minuti, ad occhi chiusi, immergendosi totalmente il questo centro spirituale e fai lo stesso prima di coricarti.
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Non è facile sentire il cuore durante il quotidiano, ma anche il solo fatto di impegnarsi a ricordare di fare questo esercizio predispone la condizione di accettazione e amore, qualità di questo centro e ti riporta nel presente, distogliendoti dalla meccanicità ordinaria. Un esempio di situazione in cui consiglio di osservare il cuore è quando sei in macchina e qualcuno ti “taglia la strada”, in questa situazione prende il sopravvento, di solito, la reazione meccanica. Potresti arrabbiarti e dire “ non si fa così, scemo!”, farti passare per la testa qualche giudizio negativo verso quella persona o reprimere il sentimento di rabbia perché non vuoi che chi è con te sappia che ciò ti ha disturbato, ma come esperimento ti chiedo di ricordarti, in situazioni simili, di fare qualcosa di diverso rompendo il meccanismo. Fermati e respira profondamente, metti una mano sul cuore e osserva i tuoi sentimenti per qualche istante, senza giudicarli, aggrapparti ad essi o tentare di giustificarli. Lascia che i sentimenti siano semplicemente ciò che sono, lasciali scorrere in te fino a quando non scivolano naturalmente via.
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Questo semplice esercizio può essere molto utile poiché quando avviene un incidente simile non si entra in conflitto solo con la persona che si è comportata in modo scorretto secondo il nostro punto di vista, ma anche con noi stessi. Normalmente, all’interno dell’individuo ci saranno varie reazioni delle parti che compongono la persona non integra. Ad esempio una parte si sentirà offesa, un’altra cercherà di conciliare questo sentimento, un’altra ancora si sentirà contrariata e un’altra proverà a controllare la rabbia che sale. Questo conflitto si ripercuote sull’equilibrio dell’insieme del sé che diviene sempre più precario. Sentire il cuore, osservando le cose per ciò che sono è una valida soluzione a questo conflitto, dato che ad ogni sentimento e pensiero viene data la libertà di fluire, ma ovviamente non basta farlo una volta, deve diventare parte del quotidiano. Osserva ogni emozione conflittuale senza lottarci, se c’è rabbia non negarla e se pensi di aver sbagliato tu in una lite con il marito o i figli accetta il dolore di questa sensazione e che faccia parte del tuo presente: questa è accettazione. Entrare in questo stato fa si che l’energia che fino ad ora ha alimentato tutti questi sentimenti si sposti altrove e senza alcuno sforzo.
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Il corretto funzionamento del chakra del cuore consiste proprio nell’essere immersi nella totale accettazione e nell’amore per se stessi. L’amore per la persona che ci ha offesi non arriva subito e nemmeno la compassione, ma sarebbe nocivo sforzarsi di amarlo o ripetersi fino alla convinzione che lo amate, non sarebbe amore vero, ma semplicemente un sentimento frutto dell’autosuggestione. Non è corretto nemmeno assumere un atteggiamento di superiorità morale, ma se esso sorge spontaneamente non si deve reprimerlo, solo osservarlo. L’atto di accettazione ci aiuta, in primis, a volerci bene ed eliminare i conflitti interiori, tutto il resto verrà da se, ma non deve assolutamente essere forzato. 





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