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Codici di geometrie esistenziali




Esistono dei suoni caratterizzati da particolari frequenze, non sempre percepibili dall’orecchio umano, che possiedono un influenza enorme sulla fisiologia dell’essere umano in quanto detengono una forma tale da produrre informazioni in relazione diretta alle leggi della creazione universale. Infatti è risaputo che facendo uso di determinate frequenze libere da qualunque rumore di fondo, la ricerca interiore, è facilitata e fluidamente accompagnata. Un suono trasmesso in frequenza 528 HZ, definita anche la “frequenza Miracolo” è la stessa delle eliche del DNA, quella che abbiamo usato in sottofondo alle nostre affermazioni POSITIVE, per esempio è molto utile per riarmonizzarsi ed eliminare le basse frequenze energetiche che ci possono influenzare negativamente.

La frequenza a 396 HZ ci aiuta a liberarci da ansie e sensi di colpa, così deleteri per la nostra crescita spirituale, i suoni in frequenza di 417 HZ ci permettono di liberarci più facilmente dalle influenze del passato, frequenze di 639 HZ rendono più fluida la connessione nei rapporti umani, ecc…

Si tratta di frequenze che hanno davvero il potere di rigenerarci riparando e riprogrammando le informazioni contenute nel nostro DNA. Attraverso queste frequenze possiamo condurre una sorta di auto ipnosi che ci condurrà ad ottenere con maggiore facilità gli scopi che ci siamo prefissati.

La Cimatica, che studia le onde e i suoni che creano forme geometriche armoniose, è la scienza che ha raggiunto queste importantissime conoscenze.
Le dottrine esoteriche antiche sono al corrente da sempre del fatto che il nostro corpo risponde direttamente a stimolazioni verbali e di pensiero. Oggi la scienza è arrivata ad avvallare queste conoscenze. Alcuni scienziati russi che hanno condotto delle ricerche sul DNA sono arrivati a comprendere e a dimostrare che la parte di DNA che è sempre stata considerata inutile (DNA rottame) è la responsabile, tra le altre cose, dell’archiviazione di tutte le informazioni necessarie per tutte le forme di comunicazione umana. Pare che il codice genetico del DNA sia strutturato sulla base delle stesse regole su cui si basano le lingue umane per cui sono giunti alla conclusione (provandolo sperimentalmente) che i nostri linguaggi non siano comparsi sulla faccia della terra in un certo momento per caso (quandomai!), ma siano invece il preciso riflesso del DNA umano.

Ovviamente la frequenza che può far reagire il DNA in un determinato modo deve essere la frequenza adatta, infatti non tutti ottengono lo stesso risultato dall’utilizzo della stessa frequenza. E’ necessario lavorare con i processi interni e con la maturità spirituale adeguata per essere in grado di mettere in atto una comunicazione consapevole con il DNA. I ricercatori russi utilizzano un metodo che essendo svincolato da questi fattori, funziona in ogni caso in cui venga utilizzata la frequenza corretta.

Ovviamente quanto più è sviluppata la consapevolezza individuale, tanto meno è necessario (anche se è sempre utile) qualunque supporto tecnico. In ogni caso i supporti tecnici rimangono utili e sicuramente necessari per passare da una consapevolezza latente ad una consapevolezza cosciente. L’elevazione dell’ autostima per esempio è un gradino formativo fondamentale.

Quindi più la nostra coscienza individuale sarà stabile ed evoluta, più facilmente potremo creare ed utilizzare la potenza di una coscienza di gruppo. Più consapevolezze individuali sintonizzate sulla stessa frequenza energetica possono stabilire un contatto tra loro e dare luogo a fenomeni di telepatia e di guarigione a distanza. Senza la presenza della consapevolezza individuale, la cosiddetta coscienza collettiva non può funzionare a lungo.

Tuttavia i ricercatori sono convinti che se gli esseri umani dotati di un buon livello di consapevolezza individuale si cimentassero nell’intento di potenziare la consapevolezza collettiva, potrebbero davvero modificare l’andamento della questioni terrene in maniera creativa divina. Secondo questi studi, pare sia un dato acquisito che l’umanità intera si stia avvicinando a a questo tipo di coscienza collettiva. Utilizzando il potere della coscienza collettiva sarebbe possibile risolvere le questioni d'inquinamento ambientale, di risorse energetiche, di comunicazione produttiva tra i popoli ecc…

Il primo passo che noi possiamo fare è quello di imparare davvero ad amarci e a stimarci quali le persone meravigliose che siamo, magari utilizzando il supporto di queste tecnologie (uso delle frequenze adatte) per addomesticare ciò che rischia di portarci fuori strada ovvero i blocchi energetici presenti nel sub-conscio.

Fonte josaya.com

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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