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Cos' la Kabbalah?




Le sue dottrine hanno come punto di partenza la contemplazione spirituale, l'ispirazione pura o "intuizione intellettuale", e non l'autocritica attività della ragione; possiamo considerarla come il substrato esoterico che permea la cultura ebraica.

Il termine ebraico Qabbalah, deriva dalla radice "Qabbal" che ha diversi significati: ricezione, accoglienza, cosa ricevuta. La Qabbalah significa "Tradizione" e indica un'antichissima dottrina iniziatica, trasmessa all’inizio oralmente e poi attraverso i libri e i manoscritti; tra i più importanti vi sono: il Sefer Yetzirah (Libro della Formazione, o Creazione) e lo Zohar (Libro dello Splendore).

Dal 1200 circa indica anche la "Gnosi Ebraica", vale a dire quel corpo di dottrine mistico-esoteriche rivelate a pochi eletti e tramandate, nei secoli, da alcuni Grandi Iniziati, per poter realizzare la visione di Dio e per comprendere i vari aspetti della Creazione.

La Qabbalah e’ basata sull'idea che la Torah contiene un senso nascosto ed esoterico, e che l'obiettivo principale dei Qabbalisti e’ quello di scoprirlo attraverso uno studio approfondito della Torah, sotto varie interpretazioni.

Essa contiene tutta la Tradizione "esoterica ed essoterica", ed e’ fondata sulla teoria, secondo la quale, tutte le lettere ebraiche sono strettamente corrispondenti alle Leggi Divine che hanno partecipato alla Creazione.

Ciascuna lettera rappresenta un essere vivente (Hayoth Hakodesch), un numero, un'idea; combinarle tra loro significa conoscere le Leggi e le essenze della Creazione, e con lo studio della Qabbalah, l'uomo può giungere alla conoscenza di tutti i "segreti" che Dio rivelò a Mosè.

La Qabbalah e’ caratterizzata da:

a) dal punto di vista delle idee, la credenza dell'Ain-Soph, contemporaneamente "Essere e Nulla", l' "Emanatismo" (che non esclude il creazionismo), la teoria delle Sefirot, la nozione della Shekhinah, la concezione del linguaggio come mezzo divino e struttura cosmica;

b) dal punto di vista delle pratiche, l'ermeneutica, la meditazione dei nomi divini, la contemplazione, lo studio della Torah.

La Qabbalah e’ di natura ontologica: Dio, nello Zohar, e’ indicato come l'Ain-Soph cioè il Misterioso, il Nascosto, l'Inconoscibile.

La Creazione del mondo

Per i Qabbalisti "Agli Inizi", prima della Creazione del mondo, o seconda Creazione 3760 a.C., esisteva solo la Luce Infinita (Aur Ain-Soph) che riempiva tutto l'Universo, che costituiva la prima manifestazione di Dio, l'irradiazione della sua Coscienza perfetta e infinita. In essa sono contenute tutte le infinite possibilità dell'esistenza, di tutte le creature che verranno e di quelle che non lasceranno mai lo stato della potenzialità. La Luce infinita, pur essendo Divina, non e’ identificabile con l'Essenza dell'Essere Divino, il quale rimane del tutto Inconoscibile, Misterioso e Irrappresentabile.

Questo Universo di Luce Infinita come poteva agire nel mondo della Manifestazione? L'Ain-Soph, con un atto d'amore e di volontà, ha dovuto subire un restringimento, o per dirlo in termini Qabbalistici, uno Tzimtzum, grazie al quale e’ stato creato uno spazio vuoto e oscuro.

Dopo aver creato questo spazio, Dio fece scendere in esso una "Linea di Luce" concentrata, che rappresenta il prototipo dell'Albero della Vita, con le sue dieci entità "compresse" in una "Linea" sola che entra nel "vuoto". In quella "Linea Luminosa" che entrava nello spazio vuoto, erano concentrati tutti i mondi e tutte le creature.

Il Concetto di Dio nella Qabbalah

La Torah, nel primo versetto della Genesi recita così: "Bereshit Bara Elohim" (In Principio creò Elohim). Per i Qabbalisti, Elohim rappresenta la potenza divina in atto, implicita nelle Leggi della Natura, quell'energia cosmica che crea il mondo e quanto esso contiene. Il suo valore numerico e’ 86, identico a quello della parola "Ha-Teva" che significa "La Natura". Si precisa che Elohim e’ il plurale di "El" (o Eloha), ma nella Torah, e’ usato come riferimento Dio d'Israele, e quindi al singolare. Lo Zohar sostiene che Elohim sia scaturito dalla profanazione dei raggi luminosi provenienti dalla Luce Suprema dell'Ain-Soph e pertanto simboleggi la Luce Inferiore. Poiché non vi e’ interruzione tra l'Alto e il Basso, e si tratta della medesima Luce, lo Zohar afferma che Elohim e’ la Luce Suprema che, differenziandosi, dalla potenza diviene atto.

Trattando di Dio, lo Zohar parla delle Sefirot e sostiene che provengono dalle Emanazioni e Irradiazioni della Divinità che la mente umana può comprendere, mentre Dio stesso, cioè l'Ain-Soph rimane sempre al di sopra di ogni pensiero umano.

Il Sefer Yetzirah


L'inizio di tutta la Qabbalah e’ scaturita dal Sefer Yetzirah: si tratta della prima opera che affronta i grandi temi della speculazione Qabbalistica. In essa e’ trattata, sinteticamente, la teoria dei dieci numeri primordiali (Sefirot) e delle 22 lettere dell'Alfabeto ebraico che insieme formano le 32 Vie della Sapienza (o 32 Sentieri), le quali rappresentano le energie divine primordiali e gli strumenti della creazione.

Per lo Zohar, le origini di questa breve opera risalgono a 2000 anni prima della Creazione del mondo, in quanto sia le Lettere sia i Numeri, esistevano già celati in Dio.

Le 32 Vie della Sapienza sono, pertanto, gli elementi essenziali da cui scaturisce tutta la realtà, sia fisica - relativa al mondo fenomenico - che spirituale.

Il Sefer Yetzirah (o Libro della Formazione) inizia così: "Con 32 Vie di Sapienza" J-H-W-H incise e creò il suo mondo; quindi, con 32 Vie ha creato il Mondo mediante tre forme di espressioni: con il Numero, con la Lettera e con la Parola.

Le 32 Vie della Sapienza sono le 22 Lettere dell'Alfabeto ebraico e le "Dieci Sefirot", le quali insieme costituiscono l'Albero della Vita (o Albero Sefirotico) che rappresenta la costruzione più importante e conosciuta della Qabbalah.

L'Albero della vita e’ la costruzione secondo la quale si e’ svolta la Creazione dei Mondi e la sua struttura e’ la seguente: tre Colonne verticali parallele sulle quali sono raffigurati "Dieci piccoli cerchi", cioè le Sefirot, e ventidue Canali (o Sentieri) suddivisi in tre gruppi di linee diverse di cui tre orizzontali, sette verticali e dodici obliqui.

Le tre Colonne dell'Albero della Vita corrispondono alle "Tre Vie Iniziatiche": quella di destra "agevole" e’ la Misericordia (Chokhmah, Chesed, Netzah), quella di sinistra "ardua" e’ il Rigore (Binah, Geburah, Hod), quella di centro "regale" e’ l'Equilibrio (Kether, D'a’at, Tipheret, Yesod e Malkut). Soltanto la Colonna centrale ha il potere e la facoltà di conciliare e armonizzare gli opposti: senza di essa, l'Albero della Vita diventa quello della Conoscenza del Bene e del Male.

Le due Colonne estreme, "Amore e Rigore", rappresentano le due polarità basilari di tutta la realtà: il maschile a destra e il femminile a sinistra, dalle quali sgorgano tutte le altre coppie di "opposti" nella Creazione.

L'insegnamento principale contenuto nella Qabbalah e’ quello dell'integrazione delle componenti, maschili e femminili, da realizzarsi sia all'interno della consapevolezza umana, sia nelle relazioni di coppia, affinché’ dimori la divina presenza della Shekhinah.

La Shekhinah e Malkhuth

La Shekhinah deriva da "sciachan" che significa dimorare e, letteralmente, presenza; indica la parte femminile di Dio e tra i suoi compiti vi sono anche quelli della "Conciliazione degli opposti", tra il Mondo dell'Alto e il Mondo del Basso, l'Infinito e il Finito. Nella Qabbalah s'identifica con la decima Sefirah "Malkuth", ma al tempo stesso, e’ la sintesi di tutte le Sefirot.

Malkuth e’ il Mondo d'Azione, il "Regno", il Mondo Fisico: e’ la Sefirah finale che assorbe le qualità di tutte le altre, e pertanto non e’ collegata a un elemento in particolare, ma li contiene tutti, poiché’ i quattro elementi insieme, sono necessari per darle vita.

Malkuth, per la diversità di energie che riceve, dalle altre Sefirot che la precedono, ha dei compiti variabili: da’ vita e uccide, eleva e fa cadere, ferisce e guarisce.

Questa Sefirah, in alcune circostanze, ha le funzioni di un'intermediaria simultanea "tra le Sefirot superiori e il mondo", con il compito di ricevere e di trasmettere l'influsso.

Malkuth sintetizza: "Pensare, Volere e Agire" per realizzare l'essere completo, in potenza di divenire; essa non ha un'esistenza materiale, ma contiene in potenza tutti i Principi Creatori Divini che entrano in azione per far rinascere l'Homo-Novus, poiché’ rappresenta soprattutto il desiderio di risalita, dopo la Caduta.

Le 22 lettere dell'Alfabeto ebraico

L'Alfabeto ebraico si compone di 22 segni che possiamo considerare "22 chiavi" tese a rivelarci i misteri della Creazione.

Ogni lettera dell'Alfabeto ebraico e’ un contenitore d'energia che agisce in modo triplice tramite Forma, Nome e Valore numerico.

Lo studio Qabbalistico dell'Aleph-Beth ebraico non significa imparare il lessico o la grammatica, ma instaurare un rapporto di amicizia con le lettere "una per una", imparando a conoscere la loro Forma, Nome e Numero, per poter partecipare agli infiniti messaggi e agli insegnamenti in esse contenute.

Le 22 lettere si dividono in:

a) Tre lettere Madri: Aleph, Mem, Shin.

b) Sette lettere Doppie: Beth, Ghimel, Daleth, Kaf, Phe’, Resh, Tau.

c) Dodici lettere Semplici: He, Vau, Zain, Het, Teth, Yod, Lamed, Nun, Samech, Ayin, Tsadé e Qof.

Le tre lettere Madri: (tre linee orizzontali dell'Albero), sono i tre sentieri relativi alle tre Sefirot superiori.

Le sette lettere Doppie: (sette linee verticali dell'Albero) sono dette doppie perché hanno una doppia pronuncia. Le sette linee verticali si congiungono con le oblique e sono relative alle sette Sefirot inferiori.

Le Dodici lettere Semplici: (dodici linee orizzontali dell'Albero), non sono né "Madri" né "Doppie".

I Dieci numeri e le Ventidue lettere sono i "Trentadue Sentieri" della Sapienza; dalla quale, secondo la Qabbalah, e’ nata la Materia prima che ha consentito la Creazione.

La lettera Aleph, nell'interpretazione della: Forma, Nome e Valore numerico. Aleph. "Unione degli opposti"

La lettera Aleph e’ il simbolo dell'universo intero, la soglia tra il manifesto e l'inconoscibile, una lettera senza suono: foneticamente e’ un soffio appena percettibile, come quello emerso prima di iniziare a parlare.

La forma di questa lettera e’ la seguente: due punti e una linea, cioè due Yod e una Vau.

- il punto in alto (Yod sup.) rappresenta le acque superiori, il fluire della conoscenza pura e illuminata;

- il punto in basso (Yod inf.) rappresenta le acque inferiori, ossia la manifestazione dell'emotività umana, affettiva e istintuale. Nome. Aleph significa: "Insegnare", come in: "Alefkha Chokmah" = "Ti insegnerò la Sapienza" (Giobbe 33.33). E' la promessa di D.o d’insegnarci la sapienza perfetta.

Aleph significa anche "Aluf", cioè "Capo", campione.

Valore numerico. Uno. L'unità assoluta di Dio

L'Aleph e’ la lettera che rappresenta l'unità Assoluta del Principio creatore; nell'Albero sefirotico si trova tra la Sefirah Kether e Chokhmah.

L'Aleph e’ composta di tre lettere e si scrive:

(Aleph = 1, Lamed = 30, Phe’ = 80) = 111

Il suo valore ghematrico e’ 111 (Addizione teosofica), ma 111, per riduzione teosofica 1+1+1 e’ uguale a 3 e quindi abbiamo il valore dell'Aleph (2 Yod + 1 Vau).

Poiché’ l'Aleph e’ composta da "2 Yod" "1 Vau", con l'addizione teosofica otteniamo il seguente risultato:

(Yod = 10, Yod = 10, Vau = 6) = 26

Precisiamo che il numero 26 e’ anche il valore numerico del Nome Divino "J-H-W-H".

Dalle operazioni teosofiche sopra esposte implicano che il valore ghematrico dell'Aleph e’ anche "26", ne consegue che essa contiene tutto ciò che e’ in Alto (Yod sup.) e tutto ciò che e’ in Basso (Yod inf.).

Tutto quello che e’ in Alto deve essere inteso come "Creazione invisibile" dell'universo che agisce al di fuori dello spazio e del tempo; ed e’ simboleggiato dalla J-H-W, il cui valore ghematrico (add. Teos.) e’ "10+5+6=21".

Quello che e’ in Basso deve essere inteso, invece, come "Creazione visibile dell'universo; simboleggiato dalla seconda He, il cui valore numerico e’ "5" che assommato al "21" delle prime tre lettere ci da’ il valore di 26, che e’ il valore ghematrico dell'Aleph e del Nome Divino "J-H-W-H".

Le Dieci Sefirot

Nella Testa che e’ "Emanazione" vi sono: la Corona, la Sapienza e l'Intelligenza, rispettivamente rappresentate dal cervello nascosto, dall'emisfero destro e da quello sinistro.

Nel Tronco che e’ "Creazione" vi sono: la Misericordia (amore), il Rigore e la Bellezza, sono rispettivamente raffigurati dal braccio destro, dal braccio sinistro e dal cuore.

Nel Ventre che e’ "Formazione" vi sono: la Vittoria, lo Splendore e il Fondamento, sono a loro volta raffigurati dalla coscia destra, dalla coscia sinistra e dal perineo, base o fondamento del corpo e, notiamo, che queste ultime tre Sefirot rivestono spesso un carattere sessuale frequentemente sottolineato nei testi tradizionali.

Infine i Piedi (e le Gambe) che sono "Azione" e raffigurano qui la sola Sefirah denominata "Regno".

Un Sephirah, pero,’ non può essere compreso su un solo piano, esso ha una quadruplice natura:

· Atziluth - il Mondo Archetipale o Mondo delle Emanazioni; il Mondo Divino;

· Briah - il Mondo della Creazione, chiamato anche Khorsia, Mondo dei Troni;

· Yetzirah - il Mondo della Formazione o degli Angeli;

· Assiah - Il Mondo dell'Azione o Materia.

I dieci Sephiroth hanno ciascuno il proprio punto di contatto con ognuno dei quattro mondi:

- nel mondo Atziluthiano essi si manifestano tramite i Dieci santi Nomi di Dio, in altre parole il Grande Non Manifesto, prefigurato tramite i Tre Veli Negativi dell'Esistenza.

- nel Mondo Briahtico le Emanazioni Divine si manifestano attraverso i Dieci Potenti Arcangeli i cui nomi hanno un'importanza enorme nella magia rituale.

- nel Mondo Yetziratico le Emanazioni Divine si manifestano attraverso diversi tipi di "esseri" che sono chiamati Schiere di Angeli o Cori.

- nel Mondo Asiatico o Mondo della Materia sul piano fisico si manifestano le Emanazioni Divine tramite i Dieci Chakra Mondani. Questi sono Il primo Mobile o Primi Vortici, La Sfera dello Zodiaco, i Sette Pianeti e gli Elementi presi assieme.

L'Ain Soph Aur e’ stato chiamato un circolo il cui centro sta dovunque e la cui circonferenza non sta in nessun luogo e Kether e’ uno stato o condizione di esistenza, la prima emanazione. Dobbiamo tenere presente, che i piani d'esistenza non si sovrappongono uno all'altro come i piani di un edificio, ma essendo condizioni d'essere o piani d'esistenza, avvengono simultaneamente sebbene si siano sviluppati successivamente nel tempo.

Kether si differenzia in Chokmah e Binah prima di terminare la sua esistenza fenomenica e questi due sono chiamati cabalisticamente Abba, il Padre Supremo, e Ama, La Madre Suprema; Binah viene chiamato anche Grande Mare, e Shabathai, la Sfera di Saturno.

Ai Sephiroth vengono attribuite le Sfere dei Pianeti.

Kether, quindi, si differenzia in attiva potenza maschile (Chokmah) e in una passiva potenza femminile (Binah); questi sono posti in cima alle due colonne laterali formate dall'allineamento orizzontale dei Sephiroth dell'Albero della Vita. Di queste due colonne, quella di sinistra sotto Binah viene chiamata della Severità, quella di destra, sotto Chokmah e’ chiamata della Grazia;

la colonna centrale sotto Kether, Pilastro dell'Equilibrio.

E’ questa una teoria della signora Blavatsky, la quale sosteneva che non può esservi manifestazione senza differenziazione nelle Coppie di Opposti: Kether differenzia i suoi due aspetti in Chokmah e Binah e la Manifestazione e’ in essere.

Binah, La madre Superiore, ha duplice aspetto, Ama, l'oscura madre sterile e Aima, la Lucente Madre fertile: Grande mare, o Marah; questo termine non solo significa amaro, ma e’ anche la radice di Maria e qui c'imbattiamo di nuovo nell'idea di Madre da principio vergine e poi con un figlio dallo Spirito Santo.

L'associazione di Binah con il mare richiama alla mente che la vita ha avuto i suoi primordiali inizi nelle acque: dal mare nacque Venere; l'associazione di Saturno conferisce l'idea dell'età primordiale, l'antichità.

Dall'unione di Chokmah e Binah otteniamo Daath che ne e’ il prodotto, questo Sephirah non e’ posto sull'Albero, ma rimane "dietro" - nascosto - situato nel punto in cui L'Abisso biseca il Pilastro Mediano. Daath e’ conoscenza: sostiene Dion Fortune che in Daath c'e’ il segreto sia della generazione sia della rigenerazione, la chiave della manifestazione di tutte le cose tramite la differenziazione nelle coppie di Opposti e la Loro riunione in un Terzo.

Il secondo triangolo sull'Albero e’ formato dai Sephiroth Chesed, Geburah e Tiphereth. Chesed si forma dallo straripamento di Binah ed e’ situato sul Pilastro della Grazia sotto Chokmah e così via.

Chesed significa Grazia, amore, e’ chiamato anche Gedulah, Grandezza o Magnificenza ad esso e’ assegnata la Sfera di Giove: il governatore benefico e legislatore, ma come detto in precedenza deve esserci equilibrio; questo e’ dato dal Sephirah Geburah che significa Forza, (spesso e’ chiamato Pachad, paura), a questo Sephirah e’ assegnata la Sfera di Marte, il Guerriero, la forza ardente e distruttrice. I due Sephirah si equilibrano in Tiphareth, il Redentore (il significato e’ Bellezza) e ad esso e’ assegnata la Sfera del Sole.

Nel triangolo Superno si nota che il sephirah primario emana due opposti che esprimono i due aspetti della natura, Chokmah (Forza) mascolino, e Binah (Forma) femmineo. Nel secondo triangolo abbiamo una coppia di opposti che trovano l'equilibrio in un terzo situato sul pilastro mediano. Il primo triangolo trae il suo significato da ciò che sta dietro di esso, il secondo triangolo deriva il suo significato da ciò in cui esso emana. Nel primo triangolo si trovano le forze creative della sostanza dell'universo, nel secondo sono rappresentate le forze che governano la vita che evolve.

Dietro a Tiphareth sta il velo Paroketh, analogo su di un piano inferiore, al velo dell'Abisso che separa i tre Superni dal resto dell'Albero: Paroketh e’ il Velo del tempio che fu squarciato dopo la crocifissione.

Il terzo triangolo e’ una replica esatta del secondo, ma posto su di un piano inferiore, esso e’ composto dai Sephiroth Netzach, Hod e Yesod. Il significato di Netzach e’ Vittoria, ad esso e’ assegnata la sfera di Venere, dea della Natura e posizionato sul Pilastro della Grazia; Hod e’ Gloria, a lui e’ assegnata la Sfera di Mercurio, signore dei libri e dell'apprendimento l'analogo greco del Thoth egizio, posizionato sotto il Sephirah Geburah, sul Pilastro della Severità. Questi due si equilibrano in Yesod, Fondamento, al quale e’ assegnata la Sfera della Luna, la pandora della stregoneria; in altre parole e’ possibile definire il tutto in questi termini: "Subconscio e Superconscio correlati nello psichismo".

A Yesod sono assegnate tutte le divinità che hanno nella loro simbologia la luna, Ecate con il suo dominio sulla magia nera e Diana che presiede alle nascite; anche il ciclo riproduttivo umano e’ legato alle fasi lunari. L'assegnazione dello Spirito Santo a Yesod e' riportata anche da MacGregor Mathers il quale sostiene che lo spirito santo e’ una forza femminile:"Ci viene detto di solito che lo spirito santo e’ maschile, ma la parola Rauch, Spirito, e’ femminea come appare nel brano del Sepher Yetzirah 'Achath (femmineo non Achad, mascolino), rauch elohim chiim. Uno e’ essa, lo Spirito dell'Elohim della Vita".

Infine, Malkuth, il Regno della Terra, della materia, unico non appartenente ad alcun triangolo ma e’ detto essere il ricettacolo delle influenze di tutti gli altri Sephiroth.

Un'altra caratteristica dei quattro Mondi e’ rappresentata dai due Alberi. I due inferiori ossia il Mondo della Formazione, rappresenta la sfera dell'anima, l'altro il Mondo d'Azione, rappresenta la sfera naturale (Shekhinah - Malkuth): questi due Mondi rappresentano l'Albero della Vita.

L'Albero della Conoscenza del Bene e del Male, invece, simboleggia il Mondo d'Emanazione e, nei quattro Mondi, rappresenta la sfera Archetipale e Divina; ma questo e’ anche l'Albero delle trasformazioni e delle variazioni psichiche, spirituali e soprattutto del risveglio della coscienza nell'uomo.

Si propende sostenere che l'Albero della Vita non e’ altro che la "Scala di Giacobbe", tesa a simboleggiare le energie dei Giusti e dei veri Iniziati che salgono verso il cielo e ritornano sulla terra, perennemente, a dimostrare che l'Assoluto e’ nell'Essere e l'Essere e’ nell'Assoluto.

L'Albero della Vita e l'Albero della Conoscenza del Bene e del Male

E’ uno dei miti più affascinanti nella storia dell'Umanità, sia dal punto di vista esoterico sia essoterico; e immenso e’ il messaggio che si cela nei due Alberi. L'Albero della Vita e' il simbolo in cui Dio si manifesta concretamente nel processo cosmico, mentre l'altro, l'Albero della Conoscenza del Bene e del Male, simboleggia il Pensiero Divino nella creazione.

In Gen. 2,9, la Torah così si esprime: “Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni a mangiarsi, tra cui l'Albero della Vita - in mezzo - al Giardino e l'Albero della Conoscenza del Bene e del Male”. Si nota che le due piante sopra citate sono descritte con una formula alquanto ambigua; l'espressione, che e' resa con la traduzione in italiano "in mezzo", letteralmente vuol dire "entro" e non si e’ a conoscenza se essa si riferisca all'Albero della Vita o ad entrambi le piante. Si può replicare che i due Alberi erano molto vicini e che essi attingevano il loro nutrimento dalla stessa fonte, poiché lo scopo finale del vero Iniziato e quello di studiarli e conoscerli entrambi, affinché egli diventi veramente a "Immagine e Somiglianza di Dio".

La conoscenza dell'Albero del Bene e del Male da sola non e’ sufficiente, bisogna acquisire anche la conoscenza dell'Albero della Vita.

Quando l'iniziato avrà acquisito questo tipo di conoscenza, scoprirà che le radici dei due Alberi, situati al centro del Giardino, sono intrecciate tra loro, tesi che testimonia come l'Albero universale della Vita e della Conoscenza e’ "Uno", come "Una" e’ la Verità Eterna e immutabile dell'uomo.

 

Fonte nuovacoscienza.blogspot.it/

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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