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Pratica spirituale per leliminazione dei pensieri molesti




Come chiudete la porta di casa vostra per non far entrare persone estranee, allo stesso modo chiedete la vostra mente ai pensieri molesti che possono produrre un’impressione sgradevole al vostro cervello. Cosi facendo diventerete saggi e raggiungerete un’infinita pace e beatitudine. Cancellate la brama, la cupidigia e l’egoismo, nutrite solo pensieri puri. E’ senza dubbio un compito difficile per il quale dovete dedicare le migliori energie se volete riuscire. Ma i risultati li vedrete dopo breve tempo. L’annientamento di un pensiero cattivo vi darà forza sufficiente per annientare altri pensieri simili e questo fatto svilupperà in voi una maggiore forza d’animo e di volontà. Pertanto non disperate se vi capita di non riuscire a combattere un pensiero indesiderato. Riuscirete in seguito, perché voi accumulate nei vostri tentativi una forza spirituale interiore che si sviluppa sempre più in voi e che si manifesterà gradualmente. Certamente arriverete ad esserne coscienti.

Un pensiero molesto che si inserisce nella vostra mente vi può provocare un gesto di repulsione: è il segno del vostro progresso spirituale, è lo stato di crescita e di sviluppo interiore. Sarete spesso tormentati da pensieri di azioni riprovevoli compiute nel passato. Anche questo è un segno di risveglio spirituale, e non vi capiterà più di ripetere gli stessi errori.
Sia la mente che il corpo tremeranno e rabbrividiranno alla prospettiva di compiere la stessa cattiva azione di una volta. Continuate a praticare la meditazione con assiduità e in voi si instaurerà un processo tale per cui tutti i ricordi di azioni e di pensieri cattivi si dissolveranno da soli, facendovi sentire completamente felici e in un clima di purezza e di pace.
All’inizio, quando vi disponete a meditare, la vostra mente verrà assalita da ogni tipo di pensiero estraneo. Potreste chiedervi: “Perché avviene questo assalto proprio durante la meditazione, quando si tenta di avere unicamente dei pensieri puri?”. Le molte difficoltà che si incontrano su questo sentiero fanno tralasciare ai neo-aspiranti alla meditazione questa pratica. E’ come il tentativo che si compie per salire in groppa ad un asino, che è desideroso soltanto di buttarvi a terra.

Il vecchio pensiero instabile e non essenziale per il progresso dell’adepto si ripresenta combattivo e forte, proprio nel momento in cui cercate di contrastarlo con un pensiero buono. E’ la strenua lotta del nemico che cerca di resistere con tutte le forze quando lo attaccate nella battaglia. Nella natura esiste una legge di resistenza. Il vecchio pensiero inutile si rifiuta di credere che possa essere allontanato. Non lasciatevi prendere dallo sconforto.
I pensieri di questo genere diventeranno sempre più inconsistenti con la pratica della meditazione. Giungerà il momento in cui non esisteranno più, perché verranno sopraffatti dai pensieri positivi. E’ una legge della natura, per cui i pensieri bassi e incerti non possono contrastare quelli elevati e forti. E’ sempre il coraggio che ha la meglio sulla paura, come la pazienza ha la meglio sull’irritabilità, l’amore sull’odio, la purezza sulla brama, ecc. Esiste un elemento che vi indica il grado della vostra crescita spirituale ed è il fatto che vi sentite a disagio quando durante la meditazione siete assaliti da un pensiero indesiderato e inutile.

Nel passato non avete mai negato alloggio ai pensieri vani o maligni, anzi, davate loro il benvenuto e cercavate di trattenerli a lungo. Perseguendo la pratica spirituale con tenacia e perseveranza, riuscirete pienamente nel vostro intento. Anche l’aspirante meno convinto si renderà conto del cambiamento meraviglioso che è avvenuto in lui solo dopo due o tre anni di pratica continua di meditazione e di Japa. Ad un certo punto non potrà più smettere di eseguire gli esercizi, poiché se li interrompesse anche per un sol giorno, avvertirebbe la mancanza di un qualcosa, per cui ne risentirebbe tutto il suo equilibrio fisico e psichico.

Swami Sivananda Saraswati

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



Guarda attentamente le cose, molto spesso non sono come sembrano!

Una ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d’attesa di un grande aeroporto. Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo, decise di comprare un libro per ammazzare il tempo. Compro’ anche un pacchetto di biscotti.
Si sedette nella sala VIP per stare più tranquilla. Accanto a lei c’era la sedia con i biscotti e sulla sedia successiva un signore che stava leggendo il giornale.
Quando lei comincio’ a prendere il primo biscotto, anche l’uomo ne prese uno, lei si senti’ indignata ma non disse nulla e continuo’ a leggere il suo libro.
Tra sé penso’: “ ma tu guarda, se solo avessi un po’ più di coraggio gli avrei già dato un pugno….” Cosi’, ogni volta che lei prendeva un biscotto, l’uomo accanto a lei, senza fare un minimo cenno ne prendeva uno anche lui. Continuarono fino a
che non rimase che un solo un biscotto e la donna penso’: “ ah, adesso voglio proprio vedere cosa mi dice quando saranno finiti tutti !!”
L’uomo prese l’ultimo biscotto e lo divise a metà! “AH, questo è troppo” penso’ e cominciò a sbuffare indignata, si prese le sue cose, il libro, la sua borsa e s’incammino’ verso l’uscita della sala d’attesa.
Quando si senti’ un po’ meglio e la rabbia era passata, si sedette su una sedia lungo il corridoio per non attirare troppo l’attenzione ed evitare altri dispiaceri. Chiuse il libro e apri’ la borsa per infilarlo dentro quando……nell’aprire la borsa vide che il pacchetto di biscotti era ancora tutto intero nel suo interno.
Senti’ tanta vergogna e capi’ solo allora che il pacchetto di biscotti uguale al suo era di quell’uomo seduto accanto a lei che pero’ aveva diviso i suoi biscotti con lei senza sentirsi indignato,
nervoso o superiore, al contrario di lei che aveva sbuffato e addirittura si sentiva ferita nell’orgoglio.

LA MORALE:

Quante
volte nella nostra vita mangiamo o abbiamo mangiato i biscotti di un altro senza saperlo? Prima di arrivare ad una conclusione affrettata e prima di pensare male delle persone, GUARDA attentamente le cose,
molto spesso non sono come sembrano!





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