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Perch cos difficile vivere centrati nel Qui e ora




Si parla spesso dell'importanza di vivere il presente e di rimanere centrati sul momento, ma si parla molto poco delle difficoltà che si incontrano nel perseguire tale intento.
Mantenere uno stato di presenza attivo presuppone, infatti, la capacità di rimanere focalizzati sull'azione che si sta portando avanti, senza permettere al flusso di pensieri della mente di deviare la nostra attenzione.
A parte gli automatismi che ci portiamo dietro in molte delle azioni della nostra quotidianità, credo sia importante non dimenticare che ogni volta che viviamo una situazione, lo facciamo nella nostra totalità.
Cosa significa? Che a determinare le nostre azioni sono spesso le dinamiche a cui siamo abituati, le nostre paure e debolezze (riconosciute e non), il dolore non elaborato.

Come sempre, forse un esempio pratico è la miglior spiegazione.
Immaginiamo di aver molto sofferto in passato per il giudizio degli altri.
Il dolore che ne è scaturito è una ferita aperta che ci accompagnerà fintanto che non avremo lavorato a fondo su noi stessi e sulla nostra accettazione.
Il giudizio mi ferisce perché mette in risalto le mie debolezze e genera in me  insicurezza ed instabilità, situazioni di disagio: a maggior ragione se sono una persona sensibile e, quindi, molto vulnerabile sotto questo aspetto. A poco a poco, per autodifesa cercherò di porre delle barriere tra me e gli altri e rinuncerò alla mia sensibilità, credendola la sorgente del mio malessere. Mi allontanerò sempre più dalla mia natura, dallo stato di benessere che scaturisce dallo stare bene con se stessi, e allo stesso tempo il mio disagio non farà che acuirsi. Ed io continuerò imperterrito a erigere muri sempre più alti, chiudendomi nella prigione della mia non accettazione. Ogni volta che dovrò relazionarmi con altri, lo farò con estremo sospetto e grande rigidità. La mente detterà legge, portandomi a giudicare a mia volta  sulla  base della soggettività del mio vissuto. Ogni situazione manifesterà innegabilmente il peso di questo dolore e non mi permetterà di vivere il presente con serenità e attenzione. Il passato condizionerà pesantemente il presente e mi indurrà a percorrere i binari predeterminati dalla mia esperienza.
La grande difficoltà insita nell'elaborazione del dolore, condizionerà la possibilità di vivere il presente con centratura.

Il passato rappresenta spesso una zavorra che fatichiamo a lasciar andare e fintanto che non riusciremo a farlo, ci sarà preclusa la libertà di agire in uno stato di presenza, ascoltando semplicemente il nostro cuore e permettendo alla nostra natura di manifestarsi.

Fonte ilcoraggiodiascoltarsi.blogspot.i

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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