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Il significato della Croce




La Croce è un simbolo antichissimo e universale

La Croce è costituita da due segmenti posti a 90 gradi, ad eccezione della Croce di Sant’Andrea che ha i segmenti uno inclinato a destra e l’altro verso sinistra, simboleggianti l’incontro di due fattori similari ma opposti nella loro azione. La figura originaria della Croce è il il significato della crocecerchio, indicativo dell’intero Universo, suddiviso nei suoi quattro quadranti, oppure il cerchio simboleggiante il sole, privato di parti della circonferenza, per suggerirne la dinamicità (la rotazione) e l’emanazione di energia. È da questa seconda forma che prende origine la svastica, croce di origine indiana e diffusa nell’antichità greco-romana. Rispetto ad una forma più primitiva essa porta ad una geometrizzazione lineare degli archi di circonferenza.


La Croce rientra in un simbolismo cosmico che mette in moto le valenze energetiche della Natura. I due segmenti rappresentano le polarità dell’esistenza. Il segmento orizzontale rappresenta la polarità negativa, la materia, la superficie terrena che separa i due regni, quello infero da quello celeste ed ha una valenza passiva. Il segmento verticale, la polarità positiva, mette in comunicazione il mondo celeste con quello sotterraneo, perciò ha una valenza attiva collegando il basso con l’alto. L’attivo che attraversa il passivo si ricollega all’idea di fecondità: Dio si unisce alla Natura per generare ciò che è. Infatti il punto d’intersezione delle due braccia è il simbolo del Principio universale, dove gli opposti da antitetici diventano complementari, riducendosi armonicamente in unità: nell’esoterismo islamico e in quello ebraico, esso è chiamato Shekinàh, Palazzo Santo, la dimora dell’Uno che Importante è capire che l’effettiva realizzazione della totalità dell’essere, che è al di là di qualsiasi condizione, è precisamente ciò che la dottrina indù chiama Moksha (liberazione) e che l’esoterismo definisce identità suprema. La croce può essere ricollegata all’Albero della Vita, nella sua valenza attiva, rappresenta il microcosmo che rispecchia il Macrocosmo.


La Croce è un simbolo d’origine precristiana, manifestatosi in numerose varianti. L’Ankh,la croce ansata degli antichi Egizi, simboleggia la vita. La Croce egizia riceve l’energia superiore dalla divinità e la trasmette alla persona o entità alla quale viene conferita. La Croce a forma di Tau, molto diffusa nell’antichità fenicia e greca, e con cui più tardi i Druidi celtici rappresentavano il dio Hu, poi adottata da San Francesco. L’origine del simbolo della croce è probabilmente duplice: da una parte nella protoforma del tau, essa poté derivare dalla stilizzazione delle corna del toro o dell’ariete, gli animali simbolo della forza riproduttrice; dall’altra dovette incorporare valenze astronomiche e naturalistiche diverse, dalla Croce equinoziale al diagramma cruciforme della Qabbalah, che rappresenta l’uomo.

La Croce celtica, detta anche druidica, rappresenta il più alto simbolo della conoscenza iniziatica degli antichi druidi, ed il massimo compendio della loro scienza simbolo contemplato dai Druidi come sigillo del Sapere e dei 4 elementi della natura che confluiscono al centro di un cerchio che è simbolo del quinto elemento, della quinta essenza. Si tratta di un classico pentacolo, agente attivamente in corrispondenza con il cosmo.
Questo emblema cimrico è costruito sul rapporto sacro dei numeri. É anche una ruota solare o ruota di Luce. La croce rappresenta sia i quattro punti cardinali, sia le due vie sacre che ogni popolo o individuo può percorrere. I quattro punti cardinali rappresentano: l’Est, dove sorge il sole, è il potere spirituale, la luce, la vita stessa e la conoscenza; il Sud, con i suoi venti caldi, la buona stagione, le cose che crescono; l’Ovest il tramonto il buio i misteri ma anche la rinascita; il Nord il freddo, le prove materiali che ci temperano e migliorano. Le due linee che si incrociano e il loro punto di intersezione rappresenta l’equilibrio. Le due vie sacre: quella orizzontale, percorribile materialmente e quella verticale, percorribile spiritualmente (che unisce la terra al cielo).

La Croce nel cerchio (croce indiana) unisce le due precedenti simbologie in un unico simbolo. Il simbolo della Croce è ricollegabile al numero tre, un potente simbolo esoterico legato alla nascita-crescita-morte, uomo-donna-prole, ecc. che ritroviamo nell’idea della fecondità simboleggiata dalla croce, ed esemplifica come le energie e le forme materiali si muovano spesso in un sistema binario o doppio, capace di generare una terza energia molto potente.
La raffigurazione stilizzata di due persone di sesso diverso che si uniscono intimamente fra loro per dar vita a una nuova creatura, ci induce a riflettere su un altro significato della Croce, e cioè la risoluzione dialettica degli opposti (maschio/femmina; vita/morte; verticale/orizzontale; razionalità/intuizione, ecc.). Tali opposti sono le due braccia della croce, che venendo assorbite in un unico contesto, cioè la Croce stessa, appaiono non più antitetici, bensì complementari fra loro. 

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



L'Arizona sulla libert religiosa: la discriminazione diventa legge!

Per assurdo un indù potrà rifiutare di servire un cristiano, e viceversa.

La nuova legge, la SB1062, ridefinisce i concetti di “persona” e “libertà religiosa” modificando una precedente legge del 1999. Con le nuove modifiche, per “persona” si intende “qualsiasi individuo, associazione, impresa, società, chiesa o altre attività commericali”; e per “libertà religiosa” si intende la “pratica e l’osservanza della religione”. L’allargamento generico delle due definizioni permetterebbe di estendere le tutele alla libertà religiosa anche alle attività commerciali. Come spiega un documento pubblicato dal Center For Arizona Policy, un think tank conservatore che ha molto sostenuto la nuova legge, queste modifiche riconoscono il diritto degli imprenditori di condurre la propria attività commerciale nel rispetto di precetti religiosi e quello dei lavoratori di non rinunciare alle proprie credenze religiose o di non violarle nell’esercizio della professione. La legge federale, invece, impone alcune limitazioni alla libertà religiosa quando il suo esercizio ha effetti discriminatori sulla popolazione.

Giovedì 19 febbraio il parlamento statale dell’Arizona, a maggioranza repubblicana, ha votato a favore di una nuova contestata legge sulla libertà di religione che potrebbe permettere a chi gestisce un esercizio commerciale di non assumere o di non servire qualcuno perché gay e lesbica. Il governatore dell’Arizona, la repubblicana Jan Brewer, ha tempo fino a venerdì per decidere se firmare la legge – e quindi farla entrare in vigore – o se utilizzare il suo potere di veto; negli ultimi giorni, in molti, inclusi alcuni repubblicani che la legge l’hanno votata qualche giorno fa, hanno chiesto al governatore di bloccare la legge. Cosa dice la nuova legge?

In uno stato tradizionalmente ostile verso i gay, una delle conseguenze della nuova legge – anche se non l’unica – sarebbe la possibilità di un’ampia discriminazione: persone gay e lesbiche potrebbero vedersi negare servizi commerciali o un posto di lavoro se chi li offre affermasse che farlo costringerebbe a violare la propria fede religiosa. Owen Ullman su USA Today ha fatto notare che la legge comporterebbe alcune assurdità: Sono curioso di vedere come un commerciante farebbe a scoprire se un cliente è gay. Si dovrà firmare una dichiarazione di eterosessualità come condizione per essere serviti? Se due donne si tengono per mano, sono una coppia lesbica o sono solo sorelle? Se due uomini si baciano in un negozio sono gay o forse… solo francesi? E se le credenze religiose sono una giustificazione per rifiutare di servire coppie gay, l’Arizona non dovrebbe estendere allora il principio a tutte le credenze religiose? I devoti musulmani dovrebbero avere il diritto di rifiutare di servire donne che non portano il burqa. I cristiani scientisti dovrebbero avere il diritto di rifiutare il servizio a medici e infermieri. Gli indu potrebbero rifiutarsi di servire chiunque a cui piaccia mangiare un hamburger. Atei? Sareste sfortunati più o meno ovunque.

Senza contare le conseguenze economiche che avrebbe la norma. La Camera di commercio dell’Arizona ha diffuso un comunicato in cui si dice molto preoccupata per le possibili ricadute negative che la SB1062 potrebbe avere sull’economia, e ha chiesto al governatore di fermare la legge: «in quanto leader della comunità di commercianti non possiamo sostenere misure che potrebbero esporre le nostre attività a delle cause legali, e non vogliamo mandare il messaggio che il nostro stato non è un posto accogliente per i suoi visitatori e i talenti che possono costituire la chiave di volta della nostra crescita economica». Le reazioni alla legge Moltissimi hanno contestato la nuova legge. Wingspan, un gruppo che si occupa dei diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender (LGBT), ha organizzato in poche ore una manifestazione e successivamente una petizione online per chiedere alla governatrice repubblicana Jan Brewer di porre il veto sulla legge. Diverse grandi aziende, tra cui Apple e American Airlines, si sono dette preoccupate per la nuova legge; la commissione organizzatrice del Super Bowl, che il prossimo anno dovrebbe essere giocato in Arizona, ha fatto intendere che, come già avvenuto in passato, potrebbe decidere di spostare la partita altrove se la legge dovesse entrare in vigore.

Anche alcuni politici repubblicani stanno facendo pressioni su Brewer: entrambi i senatori federali dell’Arizona – John McCain, sfidante di Barack Obama alle elezioni del 2008, e Jeff Flake – hanno chiesto di porre il veto; anche tre senatori del senato statale dell’Arizona, che avevano votato a favore della legge, hanno scritto alla governatrice per chiederle di bloccarla. Uno dei tre, il senatore Bob Worsley, ha detto: «non ero a mio agio con il voto e non lo sono stato per diverso tempo. [...] Mi sento molto in colpa, è stato un errore». Poche ore fa, inoltre, anche Mitt Romney, candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti nel 2012, ha espresso con un tweet la sua contrarietà alla legge:@GovBrewer: veto of #SB1062 is right.





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