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Albero della vita




Albero della vita celtico, significato celtico della quercia

La quercia è considerata un magazzino cosmico di saggezza incarnata nella sua forza che incute rispetto (o almeno lo incuteva fino all'arrivo dei soliti pseudo-cristiani che distrussero immensi boschi di quercia spacciandoli per luoghi legati al demonio....si quello nelle loro teste), gli antichi Celti osservarono la crescita massiccia e la sua distesa imponente, prendendo questo come chiaro simbolo del fatto che la quercia dovesse essere onorata per la sua tenacia e resistenza oltre che nobile forma. Per questo indossare foglie di quercia era un segno distintivo di status sociale tra i celti, così come tra gli antichi Greci e Romani), oggi si vedono queste usanze interpretate nelle opere tramandateci (più che altro sopravvissute agli atti vandalici che nulla di spirituale hanno e avevano dei cristiani) che si possono trovare nelle figure come l'uomo delle foreste o "Leafman", il cui volto è ricoperto di foglie di quercia. Si tratta di una evoluzione della tradizione che risale alla spiritualità di base molto antica in cui il potere regale della quercia veniva riconosciuto e onorato. Ci sono racconti che fanno risalire il nome di "druido" a duir, il termine celtico per la quercia, più interessante, la traduzione reale del duir è "porta" che la tradizione indica come Celti spiritualmente avanzati in grado di accedere ai piani eterici del pensiero superiore (visione psichica o anima-pensiero) ed "aprire la porta di quercia."

Il significato celtico della quercia include attributi quali:


vita
forza
saggezza
nobiltà
famiglia
fedeltà
potenza
longevità
patrimonio
Onore

Simbolo significato Quercia Celti

Le qualità della quercia sono ed erano indiscutibili, si aggiunge tra l'altro, agli attributi che convalidano l'essere regale della quercia, il fatto che attiri i fulmini, cosa considerata estremamente importante per il simbolo legato alla potenza di questo albero, poiché il fulmine era associato alla dea Dagda. Il fatto che la quercia attraesse i fulmini , le sue dimensioni e la sua longevità (le quercie sono note per raggiungere tranquillamente anche i 200 anni di età) facevano di questo albero il simbolo dell'affermazione della vita stessa. uomo della quercia foreste

La quercia è una leggenda vivente che rappresenta tutto ciò che è vero, sano, stabile e nobile, proprio per questo probabilmente i primi evangelizzatori pensarono bene di farla sparire, perché avrebbe offuscato la storiella del loro Cristo di carta e legno.....

Quando avete bisogno di stabilità e di forza nella vostra vita, immaginate la quercia con gli occhi della mente, visualizzate e immaginate il disegno presente nelle sue onde di energia senza fine: presto, vi troverete a condividere in suo potere.

C'è una ragione se la quercia è considerata il re delle piante: la quercia è generosa con i suoi doni, di questo albero si usava tutto e sempre con sommo rispetto... oggi sono quasi scomparse anche perché penso che abbiano deciso di lasciare l'uomo al suo destino di stupido ignorante scimmia che si finge superiore senza capire che il cosmo e la natura possono sopravvivere anche senza l'essere umano ma così non è per l'uomo....

Sull'albero della vita celtico, la quercia chiamato Yggdrasil, esistevano le strade collegate ai mondi dell'esistenza: alla base delle radici vi era il mondo infero, luogo di permanenza dei trapassati (non inferno cattolico), a metà sul fusto dell'albero era situato il mondo reale o mondo di mezzo, poi c'era il mondo superiore degli Asi o deità il luogo dove dimorano i coraggiosi, la terra degli eroi. Attorno alla quercia vi erano le quattro direzioni divise in regione delle nebbie o Nifelheim, regione del fuoco o Muspelheim, il regno dei Vani (regno delle forze dello sviluppo e la crescita), e il regno dei Giganti o Jotunheim.

 

Ovviamente questi regni rappresentano sempre condizioni interiori dello sciamano o druido che ricercava dentro sè stesso le qualità migliori per affrontare le sue parti che lo ostacolavano nella crescita personale, non certo luoghi reali.

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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