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Spirale Celtica




Significato simbolico spirale celtica

Forse è l'aspetto più prolifico presente nella simbologia celtica dove vediamo spirali decorare una miriade di loro antichi artefatti, riuscendo a percepire tutto il potere della spirale celtica trasposta negli oggetti ritrovati negli scavi archeologici e nelle storie e leggende tramandateci. In termini di spiritualità, il simbolo a spirale può rappresentare il percorso che conduce dalla coscienza esterna (materialismo, la consapevolezza esteriore-materiale, l'ego, la percezione verso l'esterno) verso l'anima e la parte interna di noi stessi (illuminazione, essenza invisibile, il nirvana, la consapevolezza cosmica). I movimenti tra il mondo interiore (intuitiva, immateriale) e l'esteriorità (la materia, che si manifesta) sono mondi che vengono "mappati" dalla spirale, quasi fosse una mappa per il viaggio da intraprendere, il tutto contenuto negli anelli che la compongono rendendoli simboli archetipi, che segnano l'evoluzione del genere umano sia su scala individuale che collettiva. Inoltre, in termini di rinascita o di crescita, il simbolo della spirale può rappresentare la coscienza della natura a partire dal nucleo o centro che va aumentando esteriormente a seconda del senso di rotazione che prende la spirale o da che punto di vista la si guarda.

Significato Simbologia della Spirale

    L'evoluzione e la crescita olistica
    Lasciar andare, la resa, il rilascio
    Consapevolezza quella all'interno del contesto dell'intero
    Connettività e unione con le energie cosmiche e deificate
    Le rivoluzioni del tempo, stelle, pianeti e la via del progresso naturale

Mi piace particolarmente il termine "connettività al Divino" , anzi, penso che gli antichi artisti celti usassero il simbolo a spirale come un sistema per alterare il processo creativo in cui l'atto del creare una spirale nel loro lavoro, rendeva edotti coloro che avrebbero visto gli artefatti come immagini del loro modo di sentire più che pensare, l'unione con la divinità e lo splendore della creazione. Forse è per questo che si può trovare la spirale ovunque negli oggetti fatti dai celti, nelle loro case e sulle suppellettili, proprio per il forte desiderio di uscire da una visione puramente materiale, con una ricerca particolare verso la ragnatela del mondo dei sogni e le intuizioni per prenderne possesso e consapevolezza. Diciamo che il simbolo della spirale sembra suggerire la volontà di staccarsi dal mondo materiale per trovare una nuova dimensione verso l'ignoto del mondo intangibile al di là di ciò che è conosciuto (il mondo materiale).

Sintesi significati simbolici spirale

    Progresso
    Direzione
    Iniziazione
    Centro
    Espansione
    Consapevolezza
    Collegamento
    Il cammino
    Sviluppo

Se provate a disegnare o incidere delle spirali da voi stessi, potrete provare ciò che vado riportando, provate a fare delle spirali a mosaico, usate i mezzi che vi "chiamano" e per cui sentite attrazione, immaginando che a ogni spirale, ad ogni cerchio i pensieri vadano affievolendosi (se procedete dal centro verso l'esterno) o concentrandosi (se procedete verso l'interno). Questo esercizio è simile a quello dei mandala da colorare che si possono trovare in alcuni libri del settore, dove l'idea di forndo è quella di perdersi nei disegni e nelle forme che si stanno colorando, un pò come fanno i bambini quando non devono ancora disegnare rispettando delle regole fisse ordianate dalla scuola. Se raggiungete quello stato di totale abbandono mentre disegnate il simbolo della spirale potreste ottenere di attrarre in essa anche il vostro corpo ottenendone rilassamento e un ritorno alla naturalezza. Anche camminare in un labirinto o in una spirale fa avere gli stessi effetti purché abbia la grandezza corretta per l'esperienza. Parlando della danza dell'universo, in astrologia, il significato a spirale brilla con una comprensione di un universo in costante movimento, e, come la scienza può attestare, le spirali si trovano in tutto l'universo fino all'infinito.

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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