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Il significato simbolico dell'Anatra




L'Anatra e la difficile ricerca spirituale

L'anatra, seppur  investita in modo limitato di simbolismo , dato che raramente compare nelle legende, a causa delle migrazioni che ogni anno compie quest'animale simboleggia il viaggio iniziatico, la difficile ricerca spirituale e il ciclo delle rinascite . D'altra parte la Cina riserva un posto di rilievo specialmente sul piano dell'ornamentazione con le anatre mandarine apprezzate per la bellezza del loro piumaggio.
Sempre in Cina poi l'animale rappresenta la fedeltà coniugale ed era per tanto spesso posta sulle porcellane bianche e blu del XIV secolo. Essa risulta essere lo Yin che, associato al Drago (Yang) è l'unione degli amanti mutuamente rispettosa.
 
Gli antichi Egizi associavano l'animale alle paludi misteriose e pericolose e la vedevano come simbolo di fertilità e portatrice di vita per via del suo collegamento con l'acqua. Due sono gli dei che venivano associati all'anatra: il dio Geb (associato anche l'oca), che fu colui che depose l'uovo da cui nacque il Sole, e alla Dea Iside. Quest'ultima associazione portò poi gli Ebrei a simboleggiare con questo volatile l'immortalità.
La sua associazione con le paludi le portò ad avere un duplice significato ossimorico, essa infatti era considerata sia come portatrice di male che come proettrice da esso. Era anche usata per simboli come librarsi, volare, posarsi e per concetti diversi come tremore, fremito, entrare e grasso. Il geroglifico che rappresenta il codone era combinato con quello del sole e indicava il nome di nascita dei re d'Egitto (figlio del sole) che esprimeva lo status divino del re. Per tanto l'animale è anche simbolo di alto lignaggio e regalità.
Infine due anatre che passeggiano affiancate erano il geroglifico per "lavandaio", quindi pulizia.
 
In alcune tradizioni il volatile, poichè galleggia sull'acqua, è associato alla superficialità di giudizio, alle chiacchiere maldicenti e agli inganni traditori.
Per gli Indiani d'America essa, in quanto uccello, era un mediatore tra il cielo e la terra. In una leggenda essa è considerata sciocca:
 
"Un maschio di anatra era riuscito a sfuggire al falco e l'anno successivo, quando tornò con sua moglie a casa, ancora si compiaceva con tutti del suo coraggio e delle sue capacità. Il falco lo sentì vantarsi e si arrabbiò talmente tanto da ucciderlo."
La morale - ripetuta spesso nelle tradizioni culturali indigene - è di non gongolare della propria vittoria di fronte al nemico.
Nel calendario dei Nativi l'anatra era una costante e dava nome a molti mesi; Luglio era "la luna in cui le anatre iniziano la muta" e agosto "quando i piccoli dell'anatra prendono il volo". I Dakota commemoravano il mese di maggio come la luna durante la quale "ritorna la selvaggina che vola". Una versione posteriore del sistema di datazione dakota si riferisce invece ad aprile come "al tempo in cui si depongono le uova". Per i Chippewa, ottobre era la "luna della selvaggina migratoria". Queste sono delle traduzioni e negli originali l'anatra era spesso accompagnata dall'oca.
 
Gli Irochesi la fecero apparire anche nella loro leggenda della creazione insieme alla tartaruga:
 
" Molto tempo prima dell'avvento dell'uomo, tutto era coperto dall'acqua. In cielo volavano gli uccelli e nelle profondità nuotavano i mostri. Un giorno, le anatre videro una donna cadere dal cielo e le andarono incontro aprendo le ali per attutirne la caduta. La deposero poi sulla schiena della tartaruga che la portò a riva. La donna divenne la madre del bene e del male che in seguito avrebbero creato l'umanità."
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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