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Anubis dio dei morti




Anubis è il Dio dei Cimiteri e dell'imbalsamazione, normalmente rappresentato come uno sciacallo o avente la testa di sciacallo, un animal esimile a un cane nero con il muso allungato, che possiede un corpo umano

Anubis viene raffigurato avente un colore nero, colore che interessa il corpo del defunto una volta mummificato ma anche associato al limo fertile delle terre lungo il Nilo, che venivano chiamate "terre nere" con un collegamento alla rinascita nell'aldilà. Probabilmente la natura di Anubis viene svelata dai suoi stessi epiteti usati nella storia della religione egizia:



Khenty - Imentiu - che significa "Primo degli Occidentali" ( l'occidente era dove si trovava l'ingresso agli inferi o mondo dei morti) direzione che indicava anche la sua direzione dei luoghi di sepoltura e dei cimiteri.

Khenty - sek - Netjer - "presiede al padiglione di Dio". Il padiglione degli Dei era il luogo dove il rituale di imbalsamazione aveva luogo e dove era posta la camera sepolcrale, ottenendo così una certa enfasi rispetto al suo ruolo di guardiano, protettore e guida dei morti.

Neb -ta- Djeser - "Signore della terra sacra" che si riferisce ancora una volta al deserto dove erano poste le necropoli e i cimiteri laici, è a volte chiamato anche "Sciacallo regolatore degli archi", che è un altro aspetto di Anubi come guardiano delle necropoli.

Imy - ut - "Colui che è nel luogo dell'imbalsamazione" e ​​sottolinea il suo ruolo nel processo di mummificazione. Anubi era il dio che governava l'attimo in cui si usava il ferro per aprire la bocca alla mummia nel rituale dell'apertura della bocca. Anubis si può anche facilmente trovare nel Libro dei Morti, nella cerimonia della pesatura del cuore dove viene descritto come "Colui che conta i cuori". Anubis guida i defunti che hanno superato le prove e il cui cuore è stato rivendicato come più onesto di fronte il trono di Osiride.

Anche se Anubi viene raffigurato spesso nelle immagini dei geroglifi trovati in tombe e su testi originali, sembra non essere presente negli scritti nei testi stregoneschi dell'epoca come nel Libro dei Mortile, dove non esiste una invocazione a Anubis ma solo a entità superiori aventi il potere di illuminare o oscurare l'anima di passaggio, come se Anubis avesse peculiarità distaccate dal processo di ascensione dell'anima.

Thoth, Hathor e Osiris vengono caratterizzati da inni di lode e dedizione, ma Anubis sembra essere "contento" di fare parecchio del lavoro in questione senza ricevere nulla in cambio, un pò come l'immagine della Morte nella tradizione ebraica e cristiana (dalla quale è derivata). Vale la pena notare che, come il culto di Osiride crebbe, venne associato con quasi tutte le principali divinità ad un certo punto, Osiride, assunse ruoli che una volta aveva intrapreso Anubis. Nei Testi delle Piramidi, Anubis assume
maggiori ruoli, come giudice e guida per i morti. Il culto di Anubi, come il dio della morte e degli inferi precede quella di Osiride, fu quindi relegato all'ombra di Osiride che divenne più popolare.

Quasi certamente la figura di Anubis prende spunto da ciò che si vedeva capitare sui corpi dei defunti sul campo di battaglia, che venivano sbranati da animali spesso aventi la figura del cane, prendendo la desinenza inerente al colore nero per via del fatto che l'oscurità ha spesso favorito certi animali nelle loro funzioni di spazzini del campo.

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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