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Dio Cernunno




Cernunno è l'antico dio celtico conosciuto anche come il "dio cornuto" o "il cornuto". Il dio cornuto è (ovviamente) viene messo da parte dalla maggioranza delle divinità delle deità pagane per via delle sue corna mal comprese

Cernunnos dio animale è anche considerato (erroneamente) un totem animale indicante il cervo, ma le due cose non sono unite così "semplicemente". dio cernunno

Cernunno possiede le corna a indicare, secondo l'antica concezione, il suo potere naturale poiché ogni cosa che aveva le corna (ecco perché anche Pietro è stato dipinto con le corna nel quadro contenuto nella Chiesa principale cattolica; non si tratta di aureola fatta male ma di vere e proprie corna indicante il potere del Profeta cristiano) ma non veniva ritratto come animale nelle opere d'arte bensì come mezzo uomo ma sempre con le corna.

In molti vedeno lo sciamano che acquisisce il potere (le corna) del dio della natura (cernunno). Le corna del dio cernunno hanno anche qualità femminili non solo maschili che vengono rese con la forma della mezza luna in cima alla testa posizionata in mezzo le corna. Il dio possiede anche il Torch ovvero un bravviale semi circolare aperto alle estremità che simboleggiano l'equilibrio, equilibrio raffigurato nel rispetto dei cicli della natura e nel rispetto della madre di tutti gli esseri.



Cernunno possiede un serpente nell'altra mano che porta sempre delle corna, simbolo sensoriale, per sperimentare la realtà a livelli superiori esattamente come i serpenti che percepiscono il mondo attraverso la lingua e la pelle innanzitutto, oltre al fatto che mutano la pelle nei periodi di crescita. Alcune parole chiave collegate al simbolo del dio cernunno:

Significati simbolici Cernunno

    Fecondità
    Virilità
    Energia primaria
    Forza
    Onora
    Coraggio
    Collegamento
    Comunità
    Sciamanesimo
    Cicli del Tempo
    Stabilità
    Bilanciamento Dualità
    Potenza sessuale
    Maschio Potenza
    Unità con la natura

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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