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Dea Danu Celtica




L'origine della De Danu si perde nei meandri della storia più antica, difficile dire come e dove l'immagine di questa Dea si sia veramente creata

Non ci sono informazioni sufficienti per asserire con sicurezza matematica, da dove vengano certi simboli che vengono ancora usati oggigiorno, possiamo solo provare a dare un epoca a certi concetti o simboli, sperando che vadano bene. La dea Danu ha forti collegamenti con i Tuatha Dé Danann, un popolo celtico antico che ha origini nel mito dei Celti. I Tuatha erano gli antichi abitanti d'Irlanda che originò la mole di miti e leggende nelle quali si parla di fate, di magia naturale, di antica saggezza e molto altro.
Che cosa significa Tuatha Dé Danann? Erano il popolo della dea Danu: Tuatha si riferisce a certi tipi di persone che provenivano dal nord, magiche persone con inclinazioni agricole; Dé indica la parola Dea e Dannan si riferisce alla divinità Danu. Gli studiosi di mitologia irlandese iniziano a narrare che vi furono delle invasioni sulle colline d'Irlanda, la quinta volta furono i Tuatha che erano discendenti di Nemed il leader del terzo tentativo di invasione. Nemed aveva conquistato gli abitanti d'Irlanda (chiamati Fomorians) quando arrivò dal mare, ma gli antichi abitanti riebbero le loro terre quando Nemed morì di malattia e, quindi, il suo corpo e i suoi guerrieri, ripartirono lasciando le terre conquistate. La leggenda continua asserendo che questi guerrieri erano sparsi sulla terra e percorrevano tutti i mari, questi erano i Tuatha Dé Dannan che raggiunsero le isole più remote.



Questa popolazione usò il tempo che aveva nei suoi spostamenti sui mari per perfezonare le proprie competenze di vario genere (costruzione armi, agricoltura, conoscenza delle stelle, eccetera) affinando le proprie conoscenze. Sulla dea Danu come ho detto, non si trovano molte informazioni, per questo motivo non si riesce bene a comprendere dove posizionare la dea Danu nel panteon Celtico. Ora viene identificata come una splendida dea madre ora diventa una possente dea della terra, tutte cose che possono vere allo stesso tempo, ma che non si possono confutare esattamente e con certezza. Ciò che sappiamo è che la dea Danu viene usata come omonimo dei Tuatha Dé Dannan, la leggenda dice che lei influenzò fortemente la civiltà dei Tuatha, li ntrì, impartendo loro lezioni di magia e di saggezza esoterica.

 

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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