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Significato simbolico del cuore




Spesso quando i simboli entrano nella nostra vita è perché essi possiedono un significato profondo che dobbiamo trovare e comprendere per la nostra crescita o per ottenenrne aiuto nelle decisioni importanti della vita

 Il cuore, simbolo d'amore qui descritto, porta significati come:

 

Cuore significato simbolo

 

Amore
Unità
Sacro
Coesione
Sensualità
Femminilità
Attrazione
Riflessione

 

Maghi e alchimisti utilizzarono il simbolo del cuore per incantesimi riguardanti questioni di amore e passione, creando legamenti magici, che potessero rafforzare legami affettivi già esistenti o che si voleva creare. Il Cuore è da sempre riconosciuto tra le varie culture come un simbolo di amore, carità, gioia e compassione. Anche un emblema della verità, il "Sacro Cuore" di Cristo, è anche al centro del culto cattolico romano come simbolo dell'amore del Signore.

Come una rappresentazione grafica di un triangolo rovesciato, questo simboleggia un recipiente in cui l'amore viene versato e da cui ci si deve abbeverare. Il simbolo del cuore si è evoluto dalla forma geometrica del triangolo capovolto. Il triangolo rovesciato o con la punta verso il basso è simbolo esoterico del femminile divino e del potere femminile generale.

Si può trovare il triangolo rovesciato anche nel mandala del chakra Muladhara o chakra radice: questo simbolo significa la radice del potere primordiale, la potenza sessuale, da cui può scaturire la scintilla che sorge a riscaldare la colonna vertebrale (la Kundalini) risalendo attraverso i chakra superiori per arrivare a riunirsi col suo sposo che risiede nel chakra corona. Il triangono con vertice in basso rappresenta anche l'elemento alchemico dell'acqua che è collegato a:

 

Movimento
Emozione
Intuizione
Transizione
Percezione psichica

 

Quando volete comprendere il significato del simbolo del cuore consiglio di tenere presente tutte queste informazioni associandole ad esso, facendo i collegamenti con le altre sezioni di cui fa parte e da cui prende anche il significato. Prendetevi del tempo per comprendere i significati più profondi del cuore, perché i simboli sono come le donne: vogliono essere scoperte un po' alla volta.

 

 

 

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



Esercizio di respirazione per armonizzare gli emisferi cerebrali

Facilitare il collegamento tra i due emisferi (per saperne di più sulle loro funzioni leggi qui) è da parecchio tempo interesse di numerose discipline, soprattutto quelle che si occupano del respiro e del suo ruolo. La respirazione fornisce al sangue l’ossigeno e il sangue nutre il cervello, ragion per cui ogni tipo di respirazione stimolante dovrebbe contribuire alla salute dei nostri emisferi, senza distinzione. Abbiamo tutto l’interesse ad agevolare la comunicazione tra i due emisferi, per trarre il massimo vantaggio da tutte le nostre capacità.
Esistono vari tipi di respirazione che favoriscono questa stimolazione, eccone uno il cui particolare ruolo consiste nel contribuire all’equilibrio degli emisferi cerebrali, calmare la mente e riequilibrare lo yin e lo yang nel corpo.

• Eseguite la respirazione in piedi o seduti, a occhi chiusi.
• Posate il dito medio e l’indice della mano destra al centro della fronte, tra le sopracciglia.
• Immaginate che il naso sia un tetto la cui sommità è situata a livello della fronte, sotto il medio e l’indice.
• Posate il pollice sulla narice destra e l’anulare sulla narice sinistra.
• Con il pollice, chiudete la narice destra e lasciate aperta la sinistra.
• Inspirate l’aria attraverso la narice sinistra, fatela salire lungo il canale nasale e dirigetela verso la sommità, cioè sotto l’indice e il medio delicatamente appoggiati in mezzo alla fronte.
• Quando l’aria ha raggiunto la cima, aprite la narice destra togliendo il pollice che la chiudeva e tappate la narice sinistra con l’anulare.
• Lasciate che l’aria ridiscenda lungo il canale nasale a destra, verso l’esterno. In questo modo, l’aria ha percorso i due lati del tetto passando dalla sommità.
• Adesso, inspirate a destra otturando la narice sinistra e dirigete l’aria verso la sommità. Chiudete la narice destra e liberate la sinistra, lasciando che l’aria ridiscenda lungo il canale attraverso la narice sinistra, dopodiché ripetete.
• Proseguite l’esercizio fino a quando non avvertirete una serenità mentale prendere piede dentro di voi.

Fonte liberidileggere.com





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