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Il simbolismo dell'albero




L'albero è un compagno silenzioso, umile, protagonista non citato, presente con discrezione nelle nostre passeggiate, nel nostro stesso cercare ossigeno, aria e libertà

E' ancora fondamentale per la clorofilla, per i frutti, per la cellulosa e per la protezione idrogeologica, sebbene oggi nelle nostre città sia sacrificato e inquinato.
Esso ha accompagnato l'essere umano nella sua plurimillenaria esperienza e ne è stato compagno, specchio, simbolo, espressione di fecondità e simbolo di trascendenza.
Alla nascita di mio figlio un caro amico ha piantato un albero, un piccolo melo che cresce con lui, riavviando un percorso antico come l'uomo, che ci lega alla terra e al cosmo.
L'essere umano fino dagli albori della coscienza si è servito dell'albero come modello, a livello simmetrico e complementare, di confronto, di identità e di trasformazione.
L'albero, secondo antichissime tradizioni, siamo noi stessi, e la nostra stessa sorte è connessa alla sua.
L'albero si ricollega attraverso invisibili radici, con il ricco e misterioso mondo della madre terra, quel "sotto" che affascina tanto i bambini.
Si intuisce che sotto il tronco non solo la vita non è interrotta, ma possiede invece una sua straordinaria magica potenza.
L'intuizione che anche noi siamo alberi viventi, può portare rispondenze nel nostro intimo, e non a caso l'albero evoca meditazione, contemplazione, concentrazione, è il primo compagno che la natura offre.
Secondo molti miti l'uomo discende dagli alberi, l'eroe è chiuso nell'albero materno, come Osiride.
L'albero da sempre è legato al culto di dei e dee ai quali talune specie di alberi erano consacrate. Artemide era le dea del cedro, Attis si identifica con un pino, l'olivo era l'albero di Atena. Il culto dell'albero è stato diffuso nelle civiltà pre-elleniche e presupponeva riti destinati ad aiutare la vegetazione, come quello dello strappamento di un arbusto sacro in cui si celebrava la morte annuale della vegetazione, il cordoglio della natura.
L'albero, che oggi non è protagonista nella nostra vita cementata, continua a essere invece protagonista nei sogni, come simbolo universale pregno di significati vivificanti e attuali. Un esempio:
"La sognatrice si trova in un bosco, alla base di un albero che è anche una croce e un Cristo." Le associazioni libere delle persone comuni che sognano tale simbolo sono:
la crescita, la vita, l'estrinsecarsi della forma in senso fisico e spirituale, lo sviluppo, la crescita dall'alto verso il basso, l'aspetto materno (protezione, ombra, riparo, frutti nutritivi), infine la morte e la rinascita.
L'albero è ritenuto proiezione della personalità in crescita: la linea di sviluppo dal basso verso l'alto suggerisce vari significati: passaggio dall'inconscio (radici, origine, profondità) al conscio, aspirazioni, divenire, socialità ed estroversione verso l'alto.
Il fusto rappresenta il centro, il mezzo, il sostegno; durevole e stabile è in contrapposizione al fogliame che ha invece carattere transitorio e ornamentale.
Il test proiettivo dell'albero, non a caso, parte dal disegno di un albero per tracciare una descrizione della personalità.
Ma il simbolismo dell'albero va ben oltre: simbolo di vita in continua evoluzione, in ascensione verso il cielo, esso evoca in questo senso il simbolismo della verticalità. Contemporaneamente rappresenta il carattere ciclico dell'evoluzione cosmica, morte e rigenerazione.
L'albero mette in comunicazione i tre livelli del cosmo: quello sotterraneo, per le radici che scavano la profondità in cui affondano, la superficie della terra, per il tronco e per i rami e infine i cieli per i rami superiori e la cima attirata dalla luce del sole.
Rettili strisciano tra le radici e uccelli volano e abitano le sue fronde:
l'albero mette in relazione il mondo ctonio con quello uranio e riunisce in sé tutti gli elementi: l'acqua circola con la linfa, la terra si integra al suo corpo tramite le radici, l'aria nutre le foglie e il fuoco si sprigiona dal legno.
Per le sue radici affondate nel suolo e per i rami che si innalzano al cielo l'albero è ritenuto universalmente un simbolo dei rapporti tra terra e cielo. L'albero del mondo diventa sinonimo di asse del mondo.
L'albero è simbolo della perpetua rigenerazione e perciò della vita stessa nel suo senso dinamico.
E' carico di forze sacre perché verticale, fiorisce, perde e ritrova le sue foglie e si rigenera: muore e rinasce innumerevoli volte. L'albero secondo M. Eliade diventa una manifestazione archetipale della Potenza.
In quanto simbolo di vita, della vita a tutti i livelli, dall'elementare al mistico, l'albero è stato assimilato alla madre, alla fonte, portandone tutta la forza ambivalente.
Ma esso è simbolo anche fallico, come descritto nell'albero filosofico.
L'albero, insieme fallo e matrice, diviene un simbolo del sé raffigurato come processo di crescita.
Nella tradizione cristiana l'albero rappresenta la vita dello spirito, tanto che il Cristo è insieme sole ed albero.
L'albero rappresenta la maturazione dalla materia allo spirito.
L'albero non è solo di questo mondo, va dagli inferi al cielo come una via di comunicazione vivente, il che spiega l'immagine dell'albero come palo sciamanico.
L'albero è anche considerato un simbolo dell'unione tra continuo e discontinuo.
Di qui la presenza nella Bibbia dell'Albero della Vita, cioè della vita eterna, e dell'albero della conoscenza del bene e del male.
L'albero è paragonato al pilastro che sostiene il tempio e la casa, alla colonna vertebrale del corpo: le stelle sono i frutti dell'albero cosmico.
Gli studiosi delle religioni parlano dell'albero cosmico come asse del mondo.
Su di esso sale lo sciamano per arrivare attraverso i nove gradini del cielo al trono di dio.
L'albero è un "passaggio", una soglia di entrata in invisibili mondi iniziatici.
Il nero (le radici), il bianco (il tronco) e il rosso (la chioma solare) sono tre dimensioni del sacro necessariamente complementari.
Le implicazioni cosmiche dell'albero, quale colonna e asse del mondo, tornano a dire, nelle fantasie e nei sogni dell'uomo moderno, la necessità di recuperare le dimensioni archetipali che albergano in noi. L'albero diviene allora, per l'uomo, strumento di contatto con la vita, come risulta dal seguente scritto di Crisostomo:
"Questo legno mi appartiene per la mia salvezza eterna.
Io me ne nutro, me ne cibo: mi attacco alle sue radici, mi stendo sotto i suoi rami, al suo soffio mi abbandono con delizia come al vento. Sotto la sua ombra ho piantato la mia tenda, e al riparo dal calore eccessivo, ho trovato riposo. Io fiorisco con i suoi fiori, i suoi frutti mi procurano una gioia perfetta, frutti che io colgo preparati per me fin dall'inizio del mondo.

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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