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Il mare nei sogni




Sognare il mare  riflette tutte le sensazioni consce ed inconsce che ci ispira per esperienze dirette ed indirette, recenti e lontane, reali e fantastiche, suggerite dalla sua immensità che al contempo allontana le genti e ne permette il raggiungimento fisico, dalla sua consistenza di liquido incalpestabile eppure navigabile, dalla sua ricchezza di vita organica, dalla sua estrema volubilità che lo mostra placido o tempestoso, dalla mutevolezza dei colori cangianti dai grigi ai verdi pallidi ai blu intensi con infiniti riflessi, dalla diversità degli scenari celesti e costieri, dal distinto approccio ludico o lavorativo, dal suo essere percepito origine della vita materna e primordiale, lusinga e condanna. Il mare è vistosamente espressione dell’ignoto, di imprevedibilità, di molteplicità, di ambivalenza, di incertezza, di possibilismi, di curiosità, di scoperta, di energia e di paura.
Sulla base delle diverse incidenze personali di tante sue connotazioni ed in virtù di occasionali sovrapporsi di recenti, o lontane ma forti, esperienze individuali, il mare è vissuto nei sogni come riflesso della profondità dell’inconscio personale e dell’inconscio collettivo e richiama il grande mistero della vita.

IL MARE CALMO è considerato lo specchio della propria anima: consente di guardare sé stessi ed interrogarsi sulla propria posizione nella vita; mostra l’orizzonte pulito come confine o legame tra Terra e Cielo ossia tra il quotidiano e l’infinito, tra il temporaneo e l’eternità, tra il materiale e lo spirituale, tra la realtà e il sogno. Rappresenta il desiderio di pace personale e sociale, l’armonia con se stessi e con il mondo, la disponibilità alla distensione, al perdono, alla comprensione, all’attuazione di programmi scevri da pregiudizi.


IL MARE MOSSO svela la  vigile vitalità del sognante, dotato di criterio guardingo, spinto da desiderio o bisogno di azione esposta alla vivacità ed alle insidie delle dinamiche del mondo. Il mare mosso contiene i rischi, i dubbi e le incertezze della volubilità delle circostanze e presenta l’espressione materiale della molteplicità delle scelte operabili in assenza della certezza dei risultati.

IL MARE AGITATO è l’espressione delle grandi forze e delle pulsioni incontrollabili. Ricorda la presenza degli impedimenti insormontabili, l’immanenza di squassi e sciagure terribili, la sfida con l’impossibile. Avverte delle eventualità di distruzione e di dolore conseguenti a scelte intraprese o in procinto di intraprendere.

LE INONDAZIONI mostrano la passiva impotenza del sognante al cospetto dello straripare delle prepotenze e dei sentimenti forti incontenibili. Informano della conclusione di un mondo materiale o spirituale che rigenera la società su nuove basi di dolori e di privazioni ma libere da conflitti personali e sociali.

NUOTARE PER SVAGO O VELEGGIARE CALMO nei sogni esprime il conseguimento dello stato di appagamento dei propri desideri attraverso l’operosità impegnativa ma placida, a premio della rispettosa intesa con le circostanze. La piacevolezza del contatto con l’acqua evidenzia l’accettazione del stesso sentito in armonia con le circostanze.

NUOTARE PER SOPRAVVIVERE O VELEGGIARE NELLA TEMPESTA, nei sogni, significa paura ed insicurezza, sofferenza delle incomprensioni e delle avversità. Indica la determinazione a far prevalere i propri equilibri interiori per sopraffare ostacoli e ingiustizie, ansiosi di conseguire risultati positivi e polemici. Il disturbo nel contatto con l’acqua ricorda il disagio di approccio con gli eventi.

LE SPIAGGE TROPICALI lussureggianti figurano lo stato di stanchezza fisica e di torpore mentale che vagheggiano l’allontanamento dalla quotidianità. L’animo leggero fa uscire dalla routine materiale per emigrare nel mondo dei sentimenti e della fantasia. Il presente ed il passato opprimenti lasciano spazio alle speranze di un futuro futile ma rinnovato.

GLI ABISSI MARINI pescosi e variopinti rinviano alla ricchezza dei rapporti materni ed ancestrali, radicati e rassicuranti. L’anima scivola leggera nel ventre dell’universo danzando con il creato mansueto liberato dalle ansie del futuro.                             

GLI ABISSI MARINI bui e spaventosi rivelano le intime inquietudini dell’anima insicura o spaventata dalle responsabilità. Il timore di restarne inghiottiti rappresenta la paura della propria inadeguatezza ad affrontare nuove o gravi incombenze. Deriva dall’emergere allo scoperto dell’inconscio di una sofferenza che la coscienza ha nascosto fuori del razionale.                                               

I FIORDI NORDICI pallidi o scuri e stagnanti nascondono una vitalità composta nella quiete dell’aspetto e nella calma sostanziale dei mari chiusi, senza correnti ma vitali nella identica ricchezza della flora e della fauna marina. Sceneggiano i sogni della mestizia e del lento prevalere della forza d’animo contro difficoltà ed incomprensioni familiari e sociali. Rispecchiano l’inconscio oppresso e fiducioso.

I CANALI ANGUSTI manifestano la coercizione della personalità imprigionata da barriere conformistiche e da condizionamenti psichici. Stagnanti o tremolanti di correnti, indicano coerentemente il grado di difficoltà esterna e la capacità di reazione. Sempre la pulsione dell’inconscio alimenta la rappresentazione delle forze primordiali compresse in talune direttrici ma libere di fluire verso sbocchi sconosciuti. Lo scorrere del canale si lega ai principali eventi della nascita, della vita e della morte. Le tappe del sogno illustrano le cadenze ed il predominio dell’una fase sull’altra.

IL MARE ALL’ALBA nei sogni modella il quadro della persona che si allontana dalle origini materne proiettandosi verso spazi di autonomia individualistica lanciata nell’immensità della vita ignota imprevedibile, tutta da scoprire nella luce crescente.

IL MARE AL TRAMONTO nei sogni accoglie le menti serene, sostenute da un inconscio sopito. Rappresenta il distacco dalle origini del mondo che vede spegnersi le energie vitali per adagiarsi ad accogliere l’autocompiacimento, la riflessione sul consuntivo dell’esistenza, la catarsi o purificazione momentanea o finale.

Fonte anima-morte-eternita.com

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Cosa significa il mare nei sogni?

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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