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10 consigli per fare bene l'amore




L'estate è la stagione in cui si risvegliano i sensi, e fuori della quotidianità si moltiplicano le occasioni per passare del tempo in coppia. I consigli della psicologa per godere di questi momenti intimi a pieno

Che la vostra sia una relazione di lunga data o una liason sbocciata da pochi mesi, può capitare di vedere qualche volta il sesso come un dovere e non come un piacere. Se in inverno a rincarare la dose di una sessualità apatica ci sono la stanchezza di una giornata di lavoro, lo stress dei molteplici impegni e la mancanza di privacy quando si hanno dei figli, in estate la maggior voglia di relax e di tempo libero possono aiutare a risvegliare i sensi e vivere la sessualità in modo ludico.

"È importante considerare il sesso come un rito d'intimità, se si vuole avere una vita emotiva e psichica soddisfacente. Oltre al puro piacere, durante l'amplesso si trasmette senso di appartenenza, complicità, allegria che danno linfa vitale alla relazione sentimentale" spiega Marinella Cozzolino, psicoterapeuta e sessuologa. "Inoltre un rapporto appagante crea un circolo virtuoso che alimenta e rinnova il desiderio, mantenendo alta la carica erotica e la voglia di sperimentarla con il proprio partner". Per riattivare la chimica sessuale, riscoprite la fisicità dell'altro senza tabù e lasciate che il vostro uomo faccia lo stesso. Come? "Seguendo l'istinto e non la ragione, che può bloccare se la lasciamo galoppare verso il "devo" invece che il "voglio". Non servono strategie né completini intimi, basta solo seguire le sensazioni, ascoltare i propri desideri e le proprie fantasie, permettendo di farci trasportare dal piacere. Fate parlare il corpo. Lasciare che sia lui ad esprimersi senza usare le parole ha tanti vantaggi: primo fra tutti la possibilità di conoscere meglio se stessi e l’altro, senza sovrastrutture" dice l'esperta.

Se cercate dei consigli, eccone 10 pensati per voi dalla sessuologa

1) Accettate il vostro corpo, per piacersi

Le persone che vivono con gioia la propria fisicità e che amano mostrarsi ed essere ammirate hanno, in genere, rapporti sessuali più soddisfacenti. Nella sessualità, buona dose di piacere è data dalla componente esibizionistica. L’idea di essere guardati, ammirati, desiderati è il più potente tra gli afrodisiaci. Ma bisogna riuscire a farlo in maniera assolutamente naturale. Per il partner che ci ha scelti ammirare il nostro corpo nudo è fonte di enorme godimento, non possiamo negarglielo per qualche smagliatura.

2) Non “immaginatevi” mentre fate sesso

Molti lo fanno e si imbarazzano per questo, rendendo l’atto sessuale una cosa al limite del ridicolo. Si chiama “spectatoring” ed è la tendenza ad immaginarsi nelle posizioni più disparate mentre si fa l'amore, con la conseguenza di sentirsi a disagio. Evitate di farlo e sostituite la vostra immagine con quella del bellissimo ed eccitante corpo del vostro partner.

3) Scegliete le posizioni che procurano maggior piacere

E variatele spesso. La vecchia posizione del “missionario”( praticata dal 70% delle coppie) è solo frutto di un retaggio culturale che vuole la donna  domata dal compagno. Non è, non per tutti, quella in grado di dare maggior soddisfazione ai partner. È preferibile che la donna sia sopra. Si ottengono in questo modo numerosi vantaggi: è lei a dirigere il gioco (cosa che all’uomo piace moltissimo), a cadenzare il suo piacere mentre lui si sente avvolto e accolto, oltre che maggiormente stimolato dal piacere visivo.

4) Imparate a entrare in contatto con il vostro corpo e con quello del partner partendo dalla masturbazione

La stimolazione manuale o orale delle zone genitali prepara il corpo all’orgasmo, aumentando i livelli di eccitazione dei partner e permettendo ad ognuno di avere dei momenti di piacere esclusivo. Qualche minuto in cui lui è tutto per lei e lei si dedicata solo a lui. Non ci sono tecniche a cui affidarsi: ognuno può scegliere la modalità che preferisce. Tuttavia è bene sapere che la stimolazione orale è, in linea di massima, preferita da entrambi i partner.

5) Non dimenticate la zona anale

Molti uomini preferiscono evitare, ma con un po’ di confidenza reciproca si può arrivare a stimolarsi a vicenda. È una parte del corpo ricca di terminazioni nervose e recettori sensoriali. Questo tipo di stimolazione, abbinata alla masturbazione vaginale o peniena, è in grado di produrre orgasmi potentissimi. Secondo la maggior parte delle ricerche proprio dietro l’ano c’è il punto G maschile.

6) Alla ricerca, senza ansia, del punto G

Grafenberg fu il primo a parlare di questa importantissima zona erogena in grado di provocare orgasmi molto intensi. Nella donna si trova sulla parete anteriore della vagina circa cinque centimetri sopra la sua apertura e può essere facilmente stimolato con la penetrazione vaginale da dietro. Nel maschio si trova sulla ghiandola prostatica. Raggiungere questa zona non deve essere una fissazione o un motivo di frustrazione, è solo un viaggio alla ricerca di nuove forme di piacere.

7) Assecondate i sensi

Un rapporto sessuale soddisfacente deve appagare a pieno le parti sensoriali più sensibili di ognuno di noi. Molti si soffermano solo sul tatto e sul gusto: carezze, abbracci e baci ovunque fanno molto bene al sesso ma non solo. Sarebbe bene ricordare che uomini e donne hanno preferenze sensoriali differenti. Gli uomini sono più visivi: per mantenere forte l’eccitazione hanno bisogno di vedere. Per loro va bene uno striptease (solo per chi se la sente, senza imbarazzi) e il famoso tormentone di fare l’amore con la luce accesa. Le donne hanno molto sviluppata la parte uditiva: hanno bisogno di sentirsi sussurrare frasi forti, anche molto forti.

8) Scoprite nuove parti erogene

Con un po’ di tempo e confidenza ciascuno saprà individuare quali parti del corpo dell’altro sono più recettive al piacere. In linea di massima conviene “testare” quelle più comuni, oltre i genitali in senso stretto: nuca, collo e zona dietro l’orecchio e capezzoli sono normalmente fonte di grande godimento per uomini e donne. Ma ricordate che la maggiore (anche perché è la più estesa) zona erogena è la pelle, tutta… così non sbagliamo.

9) Trovate i vostri afrodisiaci

Un afrodisiaco è una sostanza naturale o chimica in grado di aumentare il desiderio e l’eccitazione erotica all’interno di un rapporto sessuale. Probabilmente ce ne sono tanti o forse, come ritiene qualcuno, assolutamente nessuno. Il punto importante però è che non esiste in natura maggior afrodisiaco dell’eccitazione del partner o della partner. Vale per gli uomini per cui non c'è niente di più erotico di una donna eccitata e vale anche per le donne che, osservando lo sguardo perso del partner, i suoi gemiti e l’erezione del pene, sentono un profondissimo senso di gratificazione.

10) Non cercate l’orgasmo

Sembra assurdo ma è così. Immaginare di dover raggiungerlo a tutti i costi  e soprattutto in determinati tempi, non aiuta anzi, è fonte di enorme ansia e senso di frustrazione. Pensare all’orgasmo distrae dal qui ed ora, dalla magia delle sensazioni, del viaggio dell’eccitazione, dai singoli movimenti del corpo. Se non ci pensiamo, ma ci occupiamo solo di stare bene, di lasciarci andare e di divertirci, l’orgasmo verrà da solo.

Fonte: d.repubblica.it/

Autore: Veronica Mazza

Link: http://d.repubblica.it/amore-sesso/2014/07/11/news/10_consigli_per_fare_bene_l_amore_coppia-2210425/

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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