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Emorroidi e sesso anale: tutto quello che c' da sapere




Le emorroidi possono essere causate dal sesso anale? 

E’ questo l’interrogativo a cui stavolta daremo una risposta, cercando di capire se c’è una relazione tra il sesso anale e l’insorgenza della patologia emorroidaria, un disturbo che affligge un numero sempre più considerevole di persone.
Il sesso anale è a dire il vero un argomento per molti ancora tabù, fonte di imbarazzo soltanto a sentirne parlare. Ma dal momento che si tratta di una pratica pur sempre diffusa, è opportuno far cadere i tabù e piuttosto affrontare una questione che interessa molti, ovvero se tra le cause delle emorroidi può esserci anche il sesso anale. Come sappiamo le emorroidi possono essere determinate da una serie di fattori, tra cui si annovera in primo luogo uno stile di vita poco corretto. Con questa definizione intendiamo prima di tutto una dieta carente di acqua e fibre, che porta alla stitichezza e dunque alle emorroidi. Così come è certo che questa è una causa delle emorroidi, parrebbe essere altrettanto certo che tra le cause dirette non c’è il sesso anale.
 
Gli studiosi hanno escluso che le emorroidi siano una conseguenza del sesso anale. Ma questo non vuol dire che non ci sia alcun legame tra le due cose. Ed infatti sembra che in una persona già predisposta alla patologia emorroidaria dei rapporti anali frequenti siano responsabili di favorire la comparsa del disturbo. Allo stesso modo, in una persona che già soffre di emorroidi, la frequenza di rapporti anali non fa altro che peggiorare la situazione. Ma vediamo più nel dettaglio i vari casi, così da avere un quadro ancora più chiaro e preciso del tema trattato.
Se il paziente è colpito da emorroidi sintomatiche è naturalmente sconsigliato che abbia dei rapporti sessuali di tipo anale. Il motivo è chiaro: questa pratica non fa altro che complicare la condizione del paziente, provocandogli ancora più dolore. Pertanto, per tutto il periodo del trattamento delle emorroidi il consiglio è quello di astenersi da questo tipo di rapporti.
Se invece ci si trova in presenza di emorroidi di primo grado o di emorroidi già curate? Il consiglio in questi casi è quello di essere particolarmente attenti.
Quando le emorroidi non prolassano o comunque sono state già trattate, il sesso anale non è vietato. Ma bisogna però stare attenti a che sia praticato tramite una giusta lubrificazione, così da non rischiare di andare a compromettere il problema, seppure esso si sia risolto.
Quando invece, dalle emorroidi di secondo grado in poi, si è risolto il problema mediante un intervento, sia di tipo ambulatoriale che chirurgico, dopo tale intervento l’attenzione deve essere ancora maggiore. Soprattutto deve usare una certa accortezza il paziente che si è sottoposto ad un intervento come l’emorroidopessi con suturatrice meccanica.
In questi casi, infatti, i rapporti anali sono assolutamente sconsigliati per almeno i sei mesi che seguono l’intervento, visto che potrebbero essere rischiosi anche per il partner. Un metodo che invece non nega la possibilità di avere questo tipo di rapporti dopo l’intervento è il metodo THD. Chi si sottopone a questo intervento non corre alcun rischio nel praticare il sesso anale.
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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