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Il sesso d'inverno? Pazzesco, la scienza spiega il perch in 5 punti




Il freddo iberna il desiderio? Neanche un po’. Anzi, sarebbe proprio la stagione fredda quella più eccitante da quel punto di vista… Non ci credete? Ecco cinque ragioni scientifiche per cui il sesso invernale è il più speciale dell’anno

1) A lui piaci di più. Gli uomini, infatti, sono più attratti dalle donne d’inverno che d’estate. Lo hanno scoperto due ricercatori polacchi dell’Università di Breslavia che hanno sottoposto 114 uomini, tra i 16 e i 53 anni, alla valutazione di una serie fotografie femminili scattate nelle diverse stagioni dell’anno. La maggior parte degli intervistati ha trovato la donna più desiderabile in inverno. Durante il periodo estivo, infatti, le donne sono troppo scoperte e la fantasia maschile scema..

2) Sei più fertile (questo magari ti interessa se desideri avere un bambino). In inverno, infatti, aumentano sia la quantità che la concentrazione degli spermatozoi. Secondo quanto dichiarato dall’American Journal of Obstetrics and Gynecology: «Gli spermatozoi d’inverno non sono solo di più, sono anche più in salute. Si muovono meglio e hanno una struttura più resistente e sana». 

3) Oltre al fuoco tra le lenzuola c’è anche più romanticismo. Specialmente sotto le feste natalizie. Lo ha scoperto uno studio della McGill University che ha rilevato che ad averne bisogno sono soprattutto gli uomini. Cosa vogliono? Carezze, abbracci, baci. Che teneroni!

4) Si combatte il cosiddetto Winter Blues, cioè la malinconia che l’inverno porta con sé. Ovvero quella sorta di depressione provocata dalla poca luce, il tempo uggioso, lo stress. Fai l’amore e puff! Tutto sparisce. Almeno per una buona ora. Lo consigliano pure gli studiosi del National Institutes of Health.

5) È più facile trovare l’anima gemella. Perché ci sono più cene con gli amici e si va più spesso in palestra, per esempio. Le possibilità di fare sesso con qualcuno aumentano, ma anche quelle di scovare la persona giusta. Secondo la Florida State University in questo momento dell’anno il cervello è più predisposto a legami duraturi. 

caffeinamagazine.it

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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