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Sesso a tre




Guida pratica sul ménage à trois

Una tra le fantasie erotiche più comuni, molti lo fanno, pochi lo dicono: una guida pratica per scoprire i tanti "perchè" del sesso a tre
 
A cura di Alberto Parisi
 
Ffm Fmm 3some…
No, non sono gli errori di scrittura di un giornalista in pieno esaurimento nervoso. Sono semplicemente alcune delle sigle che vengono usate dagli addetti ai lavori per identificare gusti e “incastri” del famoso “triangolo” cantato dal nostro Renato Zero.
 
Perché il sesso a tre, lungi dall’essere una perversione, è una delle fantasie più ricorrenti dell’immaginario erotico femminile e maschile, la cui pratica può essere molto appagante per i singoli in cerca di emozioni forti e per le coppie più smaliziate. Chi del resto non ha mai vissuto un rapporto segnato dalla dinamica “io/lui/l’altro”? Solo che in questo caso la competizione e la gelosia spariscono per trasformarsi in una complicità nella quale “l’altro” diventa un alleato del proprio piacere, nonché un aiuto per il piacere del proprio lui o della propria lei.
 
Assolutamente lontano dal classico sesso di gruppo, nel quale l’individuo cerca di perdersi in un’orgia di corpi, il sesso a tre esalta invece la sensibilità individuale e la sensualità del rapporto grazie alla complicità dei due partner, trovandosi così a ricoprire diversi ruoli contemporaneamente, alla ricerca delle mille sfaccettature della propria sessualità.
 
Sono tanti le ragioni che portano uomini e donne a fantasticare su un rapporto sessuale a tre, ma senza dover scomodare la dialettica kantiana o cercare criptici significati esistenziali nel teorema di Pitagora, è forse proprio l’interscambiabilità dei ruoli nel menage a trois il vero motivo del successo del sesso a tre
 
Perché poter essere allo stesso tempo “l’altro” e il “doppio”, poter godere, per un uomo, dei favori di due donne contemporaneamente, liberandosi così della sindrome del “macho” che deve sempre accontentare e mai lasciarsi andare, o portare alle estreme conseguenze lo stereotipo femminile dell’oggetto sessuale di ben due desideri maschili allo stesso tempo, è in molti casi l’unico modo per sperimentare quella libertà totale che dovrebbe essere, e purtroppo non sempre è, la base di ogni rapporto sessuale che voglia essere pienamente un atto di piacere fisico e mentale.
 
Nel menage a trois, inoltre, una donna può lasciarsi andare a quel rapporto speciale e unico che solo un’altra donna, con la conoscenza del proprio corpo, è in grado di creare, un rapporto fatto meno di necessità fisiche e più di mente, incastonato però in un contesto nel quale le è permesso ricevere quel genere di attenzioni maschili che, nonostante tutto, appaiono a molte come irrinunciabili.
 
Il sesso a tre può essere inoltre foriero di inaspettate scoperte: chi ha visto lo splendido film "¡Y tu mamà tambien!" di qualche anno fa non potrà dimenticare come si districa, ovviamente in un letto, la complicata trama della storia di due amici adolescenti innamorati della stessa donna.
 
Infiniti sono i possibili “incastri” di un rapporto a tre, innumerevolmente maggiori delle possibilità che la matematica farebbe immaginare: perché le tre unità assieme permettono che esplodano e si liberino le potenzialità e le sensibilità che ognuno di noi ospita al proprio interno, relegate spesso in un angolino nascosto della propria anima, o racchiuse nella carne di un corpo che non si accontenta dei soliti “socialmente accettati” piaceri.
Il sesso a tre non è obbligatorio, ed anzi potrebbe fare molto male a chi vi si avvicina senza esser preparato ai tanti “contro” che potrebbero insorgere, e nessuno avrà mai il diritto di chiedervi di fare cose per le quali non siete preparati e per le quali non avete alcun interesse. Il sesso a tre, deve essere vissuto sempre e solo come una forma di libertà consapevole e consenziente, altrimenti si snaturerebbe ciò che di bello questa esperienza può donare: perché un uomo e una donna che hanno un rapporto sessuale saranno sempre, alla fin fine, sempre “un uomo” e “una donna”,  mentre tre persone che hanno un rapporto sessuale insieme possono riassumere in se stesse l’infinito della libertà, e senza la libertà di decidere non c’è mai piacere.
 
 
Fonte:girlpower.it
 
 
 
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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