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Come fanno l'amore due donne?




Il sesso quando è "diversamente etero". Le domande più frequenti

Jincey Lumpkin è una pornographic producer e una sex columnist per Huffington Post. Più o meno un anno fa, proprio per l’Huffington Post, lei che è una delle lesbiche più famose d’America, ha risposto alle domande più gettonate sul sesso lesbo. 
 
Ho deciso di farlo anch’io, a modo mio, riportando, fedelmente, le domande che, spesso, sono state fatte a me. 
 

Come fanno l’amore due donne? 

Questa domanda mi ha sempre fatto molto (sor)ridere, perchè penso che sia un po’ troppo generica. 
La mia risposta è: dipende. Se, ad esempio, una delle due è un avvocato e l’altra è una docente di Storia alla Cà Foscari di Venezia potrebbero farlo con dei libri sul letto. Dipende. Se, ad esempio, una delle due è un medico e l’altra una parrucchiera, potrebbero farlo ascoltandosi il cuore con lo stetoscopio, ma attente a non strapazzarsi i capelli e con il fon sempre a portata di ciuffo. Dipende. Se vogliamo entrare nel dettaglio, posso tranquillamente affermare che due donne lo fanno usando la fantasia, le mani, le bocche, i muscoli, la pancia, le lacrime, lo stomaco, il cuore e perfino gli organi sessuali, un po’ come accade ad un uomo e ad una donna. Pensa te. C’è chi sta sopra e chi sta sotto, chi grida e chi graffia, chi sfiora e chi sbrana. Dipende. Dalle due donne in questione. Dall’attrazione in circolazione. Dall’amore in diffusione. 
 

Chi fa l’uomo e chi fa la donna? 

 
Questa è la domanda che, di solito, fa maggiormente innervosire. Non capisco: quando uno la fa che cosa intende dire esattamente? Forse questo: chi di voi, prima della performance, riesce a fare la pipì in piedi? Oppure questo: chi di voi sta prevalentemente sopra e non sotto? Oppure questo: chi di voi ha la tendenza a chiedere, subito dopo avere fatto l’amore, ti è piaciuto? (Tutte cose che, di solito, fanno più spesso gli uomini) 
In poche parole:
 

che cosa si intende esattamente per “fare l’uomo” e “fare la donna” a letto? 

L’uomo non lo fai, ma lo sei e basta. La donna non la fai, ma lo sei e basta. 
Tra due donne non esiste quella che fa l’uomo e quella che fa la donna, piuttosto esiste quella che parla di più e quella che parla di meno. Questo sì. 
 
E’ più semplice farlo dal momento che siete entrambe donne e sapete ciò che vuole l'altra? 
 
Se le donne fossero tutte uguali, sarebbe semplicissimo, ma forse anche noiosissimo. Per fortuna, non è così. Le donne sono tutte diverse. Quello che piace a me non è detto che piaccia a lei. Si, va bene, il seno si trova, nella maggior parte dei casi, più o meno, nello stesso punto del corpo, ma dopo di che… Una volta ho incontrato una donna che raggiungeva l’orgasmo solo se le stimolavi, con mano leggera e delicata, la rotula. E’ stato difficilissimo scoprirlo ed è successo solo perché lei me lo ha comunicato con precisione: “Più su, no più giù, più in là, no più in qua…insomma la rotula!”. 
Una volta compreso l’incastro è stato meraviglioso scoprire che con lei si poteva fare all’amore anche vestite e in ascensore. Oppure in treno, non lontano dal controllore. Oppure ovunque, ma sempre con la rotula in mano. Poi, un giorno, lei mi ha lasciato. Si è innamorata di un medico ortopedico specializzata nella cura del ginocchio. Come darle torto. 
 
Se mi viene voglia di baciare una donna sono lesbica? 
Io me lo auguro, però non è sempre così, anzi. A me, ad esempio, è successo questo: sono stata, un bel po’ di tempo, con una donna che non era mai stata con una donna e, subito dopo, lei si è sposata con un uomo. Poi sono stata con un’altra donna che mi ha lasciato perché ha capito che le piacevano solo gli uomini. Poi sono stata con un’altra donna che stava sia con me che con un uomo e alla fine si è sposata con lui e non con me. Poi, finalmente, mi sono fatta togliere il malocchio. 
Dicono che l’80% delle donne etero ha fantasie lesbo. Spesso io ci provo con il 20% che non le ha per niente, ma lo scopro sempre troppo tardi. 
 
E’ più facile, visto che sei una donna, beccare una donna che finge l’orgasmo? 
E’ più facile: incontrare i Duran Duran all’aeroporto. 
Fare l’amore con Brad Pitt e Angelina Jolie contemporaneamente. 
Trovare più di un ago nel pagliaio. 
Più di un cammello in un giardino. 
Vincere al superenalotto. 
Litigare con un buddista. 
Far tornare eterosessuale George Michael. 
 
Chi ci riesce è una profiler che lavora per quelli di Criminal Minds, ma di solito dove c’è lei, spesso, c’è anche qualcuno che muore, meglio evitare.
 
 
Fonte: vanityfair.it
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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