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Sesso. 11 esperienze sessuali da vivere




Il sesso è fatto di situazioni che tendiamo a rifuggire ma non ne accetta o giustifica i più svariati motivi. Vergogna, orgoglio, routine sono gli estintori delle più indimenticabili esperienze sessuali… Nel bene o nel male

“Assaggia.” “Non mi piace.” “Ma se non l’hai ancora assaggiato!” “Ma non mi piace.” Poi una forchettata che forzatamente finisce in bocca e…“Bleah.” In cucina capita di essere restii alle novità, soprattutto quelle che, come per la casseola, a prima vista sembrano un’accozzaglia di ingredienti male assortita e maleodorante. E si sa, il sesso va a braccetto con la cucina, così anche nella sfera sessuale spesso e volentieri evitiamo alcune esperienze per una banale questione di routine, imbarazzo, superficialità, fretta, vergogna o preoccupazione delle conseguenze.
 
Niente di più sbagliato. Infatti, se il sesso è un fuoco che divampa, preoccupazione, imbarazzo e tutto il resto sono estintori pre-sesso da rifuggire il più possibile perché più li sentiamo pressanti più l’esperienza che tendiamo a evitare sarà sconvolgente. E non si fa riferimento solo delle fiamme del “durante” ma soprattutto del tepore estatico e perdurante del post.
 

Perché è vero, dietro a ogni prima volta può nascondersi un “Bleah”, ma che soddisfazione quando invece ci si ritrova davanti a un bel “Beh!”

1. Sesso appena svegli
Per gli uomini è più una questione fisiologica che psicologica, in fondo il primo a svegliarsi è proprio “lui”. Tendenzialmente lo si rifugge per l’alito mattutino, ma con qualche semplice accorgimento, tipo lavarsi i denti può essere un’esperienza memorabile. Volete mettere la soddisfazione di arrivare per una volta in ritardo al lavoro per colpa del sesso e non del solito traffico?!
 
2. Wild thing
“Wild Thing, You make my heart sing” cantava Chip Taylor nei lontani anni ’60 del vecchio secolo. Il sesso selvaggio è una fantasia che una tantum tutti condividiamo, segretamente, ma poche volte tiriamo fuori dal cassetto per l’insicurezza che il partner possa non apprezzare. È probabilmente l’esperienza sessuale che regala più lividi e meno orgasmi, ma quando capita ti fa “Cantare il cuore”. 
 
3. Sesso senza inibizioni
Il sesso senza inibizioni è quello che spaventa maggiormente perché significa affidarsi totalmente nelle mani di un’altra persona. 50 sfumature di grigio vi dice qualcosa?! È l’esperienza sessuale che più di tutte nasconde Bleah dopo l’assaggio, ma se l’altro ci sa fare il mentre può essere davvero coinvolgente. 
 
4. Fate l’amore dopo la guerra
Quando si è una coppia navigata si litiga. Anche quando si è una coppia giovane si litiga. Insomma, in una relazione si finisce a litigare e spesso il nervoso verso il partner cresce al punto da volergli(le) staccare la testa dal collo! Stop. Perché quando si ama, esattamente in quell’istante della discussione nasce in noi la voglia di baciare l’altra persona. Non reprimetela. Peace & Love
 
5. Sesso che manda in frantumi le cose
È una derivazione del sesso selvaggio. Tavoli ribaltati, scrivanie spazzate da un tornado di passioni. È tipico di partner freschi e amanti. A differenza del sesso selvaggio però il piacere non sta nel “dopo”, tantomeno è perdurante. Si tratta di un piacere effimero e presente che deriva dal gusto di frantumare le cose… Ecco perché si fa principalmente a casa dell’altro. 
 
6. OMG
 

Oh my God.” È una botta di adrenalina che arriva in ritardo, ma quando arriva, il più delle volte dopo ore, soli sulla via di casa vostra, spazza via ogni negatività indipendentemente dal fatto che veniate da un Bleah o un Beh.

 
Perché la soddisfazione della sperimentazione e, soprattutto, di sentirvi dire “Non posso credere di averlo fatto” è tra le più estatiche al mondo. 
 
7. La questione mai più
Capita di finire al pronto soccorso per la puntura di un’ape in tranquillo picnic in famiglia figuriamoci col sesso, dove gli strumenti a punta sono più grandi e penetrano più in profondità. La questione mai più è un Bleah assicurato sia che si finisca in ospedale o ce la si cavi con una vertebra incriccata per una posizione troppo estrema. Un’esperienza da non raccontare ai nipoti.
 
8. Alla Tarzan
“Sss… Ci sentono.” Il sussurro peggiore a letto. La vergogna di farsi sentire dai vicini d’appartamento mina troppo spesso la nostra vitalità tra le lenzuola. E se non gridare regolarmente i peggiori improperi al partner può essere una condivisibile regola di buon vicinato, una sana sessione di sesso dirty a pieni polmoni come il re delle scimmie è una soddisfazione che non ci deve levare nessuno.
 
9. Sesso di addio
Che sia la fine di un amore importante, di un’avventura estiva, una vecchia fiamma che ritorna, non fa differenza. Il sesso di addio è il più difficile da accettare perché si parla di momenti in cui per la testa abbiamo tutt’altro, ma se la scintilla scocca e viene alimentata, allora è uno dei più soddisfacenti perché è carico di emozioni che ci porteremo dietro per il resto della vita. 
 
10. Da scansafatiche
Ozio, la più nobile tra le virtù e il più deplorevole dei vizi. A tutti piace stare sotto almeno una volta. Nessuna connotazione psicologica solo la buona e vecchia stanchezza, quindi abbandonate ogni remora morale e di tanto in tanto concedetevi di ricaricare le batterie col metodo più vecchio del mondo: sdraiati pancia all’aria con il nostro lui o lei sopra a fare il lavoro sporco.
 
11. L’amore
È un privilegio che capita a pochi. È più frequente nell’adolescenza che nella giovinezza. Addirittura spesso lo si ricusa in età matura. Quando temporeggiamo a spingerci oltre perché “Quando sto con lei il sesso non è poi così importante” siamo vittime della grande A. Quando poi il sesso arriva diventa qualcosa di unico, speciale, indimenticabile. Non si chiama più nemmeno sesso, ma amore.
 
 
 
Fonte: vanityfair.it
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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