Faredelbene.net



scuola -> adhd e dsa -> DSA Pensiero laterale


DSA Pensiero laterale




Leonardo da Vinci, Michelangelo, Beethoven, Agatha Christie, Picasso e molti attori attuali, da Jack Nicholson a Orlando Bloom, hanno tutti una “caratteristica” in comune: la dislessia 

I dislessici, pur avendo un disturbo specifico della lettura, della scrittura e/o della comprensione del testo scritto, hanno una spiccata abilità nell’usare il PENSIERO LATERALE, quindi la fantasia e la capacità di sviluppare il pensiero visivo, che consente loro di concretizzare, come  tutti gli altri individui, le proprie ambizioni e aspirazioni, con il fine di realizzarsi nella vita.
La scuola oggi è obbligata ad essere sempre più attenta ai BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI di ogni studente e deve quindi attrezzarsi per individuare sempre più percorsi di apprendimento che utilizzino il pensiero visivo e che educhino alla creatività.

CHE COS’E’ IL PENSIERO LATERALE?

Il PENSIERO LATERALE è stato teorizzato dallo psicologo e medico contemporaneo Edward De Bono: può essere sinteticamente definito come un modo “indiretto” per risolvere i problemi, ovvero provare a guardare l’obiettivo da raggiungere da diverse angolazioni, con un metodo che potrebbe essere definito “investigativo”. Il pensiero laterale si articola quindi sui FATTI e non sulle supposizioni, suddividendo i singoli elementi per poi riordinarli attraverso vari tentativi fino a giungere alla soluzione corretta.
Il pensiero laterale si contrappone al pensiero verticale e la differenza consiste nel fatto che il secondo è un pensiero logico, selettivo e sequenziale, mentre il primo è GENERATIVO, cioè in grado di trovare nuove idee attraverso percorsi alternativi.
Pensiero laterale e pensiero verticale sono abbinati ai due emisferi cerebrali destro e sinistro e al loro modo diverso di affrontare la realtà. I bambini con DSA sembrano utilizzare maggiormente l’emisfero destro nell’apprendimento. Per questo motivo diventa di fondamentale rilevanza comprendere cosa sia il pensiero laterale, al fine di impostare una didattica adeguata.

Per poter agire sul pensiero laterale è infatti importante l’atteggiamento dell’adulto:
-    Rilassato e spontaneo nell’affrontare le discipline di studio
-    Concentrato e attento, in un primo momento, a rilevare le competenze acquisite e lavorare sulla parte del compito più semplice
-    Aperto alla possibilità di giocare con le idee del bambino.

Pensiero verticale e pensiero laterale nella scuola devono essere complementari, uno non esclude l’altro, per consentire un apprendimento significativo.
I vantaggi dell’applicazione del pensiero laterale sono infatti l’incoraggiamento costante all’apertura verso nuove idee, che porta ad acquisire la consapevolezza che anche gli ostacoli più grandi possono essere superati. Il bambino dislessico necessita oggi proprio di questa spinta a volare verso l’alto.

Autore: 1406 1406



Ti piace il nostro sito ?

Ricevi gratuitamente gli articoli più belli via mail. Ci impegneremo ogni giorno per farvi conoscere notizie interessanti!

Indirizzo E-mail

Voglio ricevere la mail*

Ogni Giorno

Ogni Settimana

Ogni Mese

Interesse specifico?

Acconsento al trattamento dati *
Acconsento invio pubblicità*

* = campo richiesto!


MisterDomain.EU

Articoli Recenti

PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





Categorie

sesso
sesso
animali
animali
astronomia
astronomia
news
news
misteri e paranormale
misteri e paranormale
autismo
autismo
ecologia e pianeta terra
ecologia e pianeta terra
psicologia
psicologia
libri e recensioni
libri e recensioni
simboli e archetipi
simboli e archetipi
beneficenza
beneficenza
itinerari
itinerari
salute
salute
stile & bon ton
stile & bon ton
significato dei colori
significato dei colori


design & developed by impulsiva.net
All Right is Reserved © faredelbene.net - Condizioni Privacy - Obiettivi
 
 

Non mostrare piú / Sono gia iscritto

Ti piace il nostro sito ?

Indirizzo E-mail

Voglio ricevere la mail*

Ogni Giorno

Ogni Settimana

Ogni Mese

Interesse specifico?

Acconsento al trattamento dati *
Acconsento invio pubblicità*

* = campo richiesto!