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DSA Disturbi associati




Tenendo conto dell’età, della classe, della severità e della comorbilità con altri disturbi, possiamo individuare alcuni fatti ricorrenti ed osservabili tra i bambini della scuola primaria e secondaria di I grado

Di seguito proponiamo una sintetica disanima della questione.

DISLESSIA + DISTURBO VISUO SPAZIALE
La Dislessia può essere associata ad un disturbo visuo spaziale, che comporta difficoltà ulteriori nella decodifica di immagini disegnate, grafici, schemi con numeri, organizzazione del foglio e padroneggiamento dello spazio sul banco e nella classe.
Importante sottolineare che: il bambino con dislessia e disturbo visuo spaziale ha difficoltà più o meno importanti sia nel campo della lettura e scrittura, sia nel campo dei concetti topologici principali, della memoria di figure, discernimento delle loro proprietà, memoria di cifre (tabelline ed equivalenze ad esempio), incolonnamento di numeri nelle quattro operazioni, risoluzione di problemi aritmetici e geometrici.
DISLESSIA + DISTURBO VISUO SPAZIALE + DISCALCULIA
Questi tre disturbi possono essere associati o presentarsi in modo diverso. Ad esempio, il bambino può NON ESSERE DISLESSICO ma essere DISCALCULICO con disturbo visuo spaziale associato. Tale situazione si presenta abbastanza frequentemente ed ovviamente aggrava le difficoltà del bambino. La Discalculia può presentarsi in grado lieve, medio o severo e interessa diverse aree in maniera sempre particolare. Tipicamente si osservano, alla fine del percorso di scuola Primaria: mancato automatismo dei conti con i “numeri amici” che formano sempre 10; insicurezza nella lettura dei numeri e del posizionamento di cifre; difficoltà e a volte impossibilità nel memorizzare le tabelline; mancato apprendimento delle tecniche per il calcolo veloce entro la fine della quinta elementare; mancato automatismo nella lettura dell’orologio; difficoltà nel ricordare la differenza tra i vari tipi di frazione; difficoltà nel riconoscimento automatico dei poligoni e delle loro proprietà entro la fine della quinta. Soprattutto se associata a dislessia, si osserva anche difficoltà nell’interpretazione e risoluzione dei problemi aritmetici.
 

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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