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Le carenze nutrizionali che causano la depressione




La depressione, il male oscuro del nostro secolo,  è un disturbo subdolo, difficilmente riconoscibile. 

E' la più diffusa malattia al mondo e continua a crescere anche cambiando forme. Secondo le ultime stime dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), solo nel 2015 la depressione ha interessato 350 milioni di persone, più dell'intera popolazione degli Stati Uniti o di Brasile e Messico messi insieme.
 
Tra le dieci carenze alimentari più comunemente note che possono indebolire la funzione del cervello e della memoria, così come aggravare i livelli di stress e ansia, sono quelle di vitamine B, amminoacidi, zinco, magnesio, iodio e ferro, come riporta il sito aol.com. Per questo motivo è necessario fare attenzione alla propria alimentazione senza dimenticare di fissare degli appuntamenti frequenti con il proprio medico di fiducia.
 
Noci - Omega 3
 
 
Acidi Omega 3, importanti da assumere e spesso raccomandati dai medici. Essi infatti, contribuiscono a mantenere la salute delle cellule del cervello e senza i quali, i grassi trans causerebbero infiammazioni circolando nel vostro sistema neurale, causando un'infiammazione che può portare a disturbi di umore.
Di facile reperibilità nei pesci grassi, nei tuorli d'uovo, nell'olio di semi di lino, nelle noci, e negli integratori alimentari.
 
Vitamine B - banana
 
 
 
Le vitamine, fondamentali, in questo caso quelle del gruppo B - vitamine del gruppo B 6 e B12 - sono note per i molti benefici che apportano alla salute. Queste, infatti, possono contribuire a ridurre il rischio di ictus, sostenere la crescita delle unghie, e idratare la pelle - ma possono anche influenzare notevolmente vostri stati d'animo.
Il National Center for Biotechnology Information riporta che una carenza di vitamine del gruppo B può influenzare notevolmente la salute mentale e che una grande percentuale di donne anziane sofferenti di depressione, risultavano essere carenti di vitamina B12.
Una quantità incredibile di vitamine del gruppo B si può trovare in frutti di mare, verdure a foglia verde, banane, prodotti di soia fortificati, crusca, e carni rosse.
 
Acido folico - spinaci
 
 
 
Therese Borchard, esperto di salute mentale, in coloro a cui manca l'acido folico nei loro sistemi, rispondono molto male ai trattamenti antidepressivi.
Il fabbisogno medio è di almeno 400 mcg di acido folico al giorno, e molti medici hanno anche iniziato a prescrivere una cosa chiamata Deplin, un acido folico, per curare la depressione nei loro pazienti.
Gli alimenti che includono elevati livelli di acido folico sono: fagioli cotti e lenticchie, spinaci, avocado, broccoli e frutti tropicali.
 
Zinco - cioccolato
 
 
Lo zinco è uno dei nutrienti necessario per mantenere la salute di quasi ogni parte del corpo, supporta i movimenti del sistema intestinale e immunitario bilanciando anche la salute mentale.
Diventa, invece, fondamentale nella produzione e la funzione dei neurotrasmettitori.
Ottime fonti di zinco sono: carne di manzo magra cotta, germe di grano tostato, spinaci, semi di zucca e cioccolato fondente.
 
Selenio - pane
 
 
 
Secondo il parere medico il selenio è necessario per mantenere la funzione della tiroide sana, e in effetti, anche il benessere mentale dato che il selenio viene utilizzato per convertire gli ormoni tiroidei non attivi nella loro forma attiva nel fegato, dove è usato per fare gli antiossidanti e nei composti di disintossicazione nel corpo.
Si possono trovare abbondanti fonti di selenio in alimenti come semi di girasole, pane integrale, tonno, noci del Brasile, carne di maiale, e ostriche.
 
Magnesio - lenticchie
 
 
Purtroppo, la carenza di magnesio deriva dal fatto che ingeriamo alimenti con livelli relativamente alti di alcol, zucchero, bibite, antibiotici, e sodio, ognuno dei quali può diminuire i livelli di magnesio.
Il magnesio, infatti, è considerato come " antidoto contro lo stress", un potente minerale che aiuta l'organismo a rilassarsi, secondo Mark Hyman, M.D.
È possibile trovare una meravigliosa quantità di magnesio nella soia, nelle lenticchie, nei cereali integrali, nei latticini a basso contenuto di grassi, e nella frutta secca.
 
Vitamina D - tofu
 
 
Capita spesso a molte persone, di sentirsi più depresse e lunatiche durante i mesi invernali. Questo, accade anche per via della carenza di luce solare durante l'inverno, di conseguenza in molti si verifica una lieve carenza di vitamina D, spesso causa di depressione, ansia e disturbo affettivo stagionale.
Il National Institutes of Health suggerisce che, in media, gli adulti dovrebbero ottenere circa 600 UI di vitamina D al giorno. È possibile trovare una buona quantità di questa sostanza nel pesce grasso, nei funghi portobello, nell' olio di fegato di merluzzo, e nel tofu.
 
Iodio - gamberetti
 
 
Così come il selenio, anche lo iodio è necessario per la funzione tiroidea corretta. Aiuta a rafforzare il sistema immunitario, le prestazioni del cervello, la memoria, e regolare la temperatura corporea, ma è fondamentale soprattutto per mantenere la salute mentale. È possibile trovare lo iodio in formaggi, il sale arricchito con iodio, le alghe secche, le patate, i mirtilli, il tonno in scatola, i bastoncini di pesce, e gamberetti.
 
Ferro - mandorle
 
 
Il ferro è fondamentale per la salute delle donne, soprattutto durante una gravidanza. Esserne carenti può causare un'insufficienza di globuli rossi, che può causare anemia, affaticamento del cervello. Grandi fonti di ferro sono cozze, vongole, noci, semi di zucca, prodotti di soia, fegato di pollo e frutta secca come anacardi e mandorle.
 
Amminoacidi - latticini
 
 
Gli aminoacidi sono fondamentali per il mantenimento di uno stato di salute mentale. Purtroppo, ci sono nove aminoacidi che il nostro corpo non è in grado di produrre in modo naturale. Come molti altri nutrienti elencati sopra gli aminoacidi aiutano a bilanciare i neurotrasmettitori nel nostro cervello, e ridurre la paura, l'ansia, gli attacchi di panico e lo stress.
Buone fonti di amminoacidi comprendono uova, carne magra, latticini e fonti di proteine ​​vegetali.
 
Ma per curare l'anima ci sono anche i piatti della nostalgia, che coccolano perché ti ricordano l’infanzia. Così non è detto che siano per forza a base di cioccolato. Possono anche essere un panino alle acciughe o un buon sugo, cibi di cui ricordi ancora il profumo quando entravi a casa dopo un pomeriggio in cortile. Piatti poco elaborati ma strutturati a forza di affetto. Un esempio solo. Quell’uovo sbattuto che un po’ tutti abbiamo mangiato perché, in chissà quale periodo della nostra vita, un papà o una nonna ci ha visto un po’ troppo magretti. Perché anche la mente e il cuore vogliono la loro parte.
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



La coscienza, un'energia che si estende verso l'infinito

“Non sono né i miei pensieri, né le mie emozioni, né le mie percezioni sensoriali,
né le mie esperienze. Io non sono il contenuto della mia vita.
Sono lo spazio nel quale tutto si produce.
Sono la coscienza. Sono il presente. Sono.”
ECKHART TOLLE

Il termine coscienza deriva dal latino consciens, participio presente di conscíre ovvero essere consapevole. Genericamente viene adoperato per indicare la consapevolezza di ciò che avviene in noi, ossia quell’ interiore conoscimento che ciascuno ha del bene e del male liberamente operato e del giudizio che ha dei suoi sentimenti ed azioni in relazione ai principi della propria morale.

Il significato che il  termine Coscienza ha nella filosofia moderna e contemporanea è quello di un rapporto dell’anima con se stessa, di una relazione intrinseca all’uomo “interiore” o “spirituale”, per il quale egli può conoscersi in modo immediato e perciò giudicarsi in modo sicuro ed infallibile.

La determinazione storica del concetto di Coscienza è così correlata con quella di una sfera dell’interiorità come un campo specifico nel quale sia possibile effettuare indagini o ricerche che concernono l’ultima realtà dell’uomo e, assai spesso, ciò che in quest’ultima realtà si rivela, cioè Dio stesso o un principio divino. Il termine Coscienza in questo senso significa, perciò, non semplicemente la qualità di consapevolezza posseduta dai contenuti psichici (siano essi percezioni esterne o atti autonomi dello spirito) ma l’atteggiamento del «ritorno a se stesso», dell’indagine diretta alla sfera dell’interiorità.

In psicologia la coscienza, ovvero la consapevolezza degli eventi mentali, non è facile da definire. Due delle sue funzioni sono evidenti: la coscienza tiene sotto controllo l’individuo e l’ambiente e controlla i pensieri e i comportamenti.
In ambito filosofico e scientifico si dibatte da tempo su un possibile significato condiviso del termine coscienza, ma questo obiettivo comune rappresenta tutt’ora una meta impossibile. La coscienza non può definirsi, ma solo descriversi…

Ricordi, sensazioni, vissuti ancestrali, unione e dissoluzione del proprio esserci, presenza che si concretizza nell’attimo in cui noi poniamo l’attenzione sulla consapevolezza di trovarci qui, in questo determinato momento, nell’ hic et nunc delle cose. Ma come siamo capaci di tutto questo?
Molti, nel corso dei secoli, si sono spinti verso la barriera dell’inconoscibile, dell’inconoscibile dato da un batter di ciglia, da una stretta di mano, da dolci ricordi di momenti passati, vissuti nel concreto diventando inconcreti nell’attimo in cui si plasmano e diventano parte della sfera dell’esperito, di ciò che abbiamo vissuto e che ora definiamo trascorso, esperienza. Esperienza, ovvero bagaglio, che ognuno di noi sin dalla nascita trasporta con sé facendosi strada sul proprio percorso. Esperienza è ciò che ci dà, attualmente, la possibilità  di  scegliere  e  direzionarci  in  virtù  di  un  modello  esistente  a  cui  riferisci.  L’insieme  delle esperienze trascorse e la possibilità di muoversi nel grande ventaglio del possibile è ciò che in questa sede definiremo Coscienza, ovvero la possibilità di un ritorno a se stessi, alla propria interiorità come insieme di componenti non scindibili, co-determinata dall’interazione costante della realtà che ci circonda e che si svela e si partecipa della nostra stessa esistenza.

Un ritorno a se stessi e al mondo, inteso come viaggio a ritroso verso l’incipit, verso l’inizio, verso quell’inconoscibile che ci appartiene sin da quando il primo vagito in questa vita è stato emesso.


“La coscienza non è una cosa tra le cose, ma è l’orizzonte che contiene ogni cosa” affermava Husserl.


Unione tra anima, corpo e mente che insieme formano la nostra totalità. Unione con il resto del creato senza il quale la nostra esistenza non sarebbe possibile. Siamo un Tutto interagente…siamo fusione, siamo

UNO.  L’uomo appartiene alla natura, non può osservarla dal di fuori, poiché ogni atto di osservazione la modifica e la plasma. Eppure ci ostiniamo a ricercare e ad analizzare come ente a sé, come fenomeno oggettivabile, ciò che in verità appartiene non solo a noi esseri umani, ma all’intera realtà.
Non a caso, oggigiorno, il lavoro di ricerca sullo spettro della coscienza viene attuato partendo da ciò che è dimostrabile empiricamente e procede dal presupposto che la mente cosciente sia il risultato dell’attività biologica dei neuroni celebrali.  La ragione di questo sta nel fatto che molti scienziati considerano la coscienza come un epifenomeno, ovvero come il prodotto manifesto di processi elettrochimici che avvengono nel nostro cervello.

Eppure la coscienza non è semplicemente il risultato di reazioni molecolari e di processi chimici, ma è il nucleo essenziale della natura, è sua essenza, è ciò che i fisici quantistici chiamano Campo Unificato. La teoria del Campo Unificato (che unifica tutte le forze fondamentali presenti in natura, ossia la forza di interazione debole, la forza di interazione forte, la forza elettromagnetica e la forza di gravità) presuppone l’esistenza di un singolo campo di intelligenza alla base di Tutto: mente e materia, essenza e concretezza. Questo campo è immateriale perché è pura coscienza, energia vibrante che permea il Tutto e che ci mette in rapporto spirituale con ogni cosa presente nell’universo.

La coscienza non si esaurisce a livello dell’interno, se così fosse rimarremmo chiusi e non ci potrebbe essere via di comunicazione con l’esterno sensibile. Al contrario le nostre vibrazioni interne, date dal simbiotico rapporto delle nostre componenti vitali, si espandono oltre noi stessi accordandosi con l’esterno, con l’esistenza stessa.



“La sola possibilità è di accettare l'esperienza immediata che la coscienza è un singolare di cui non si conosce plurale; che esiste una sola cosa, e ciò che sembra una pluralità non è altro che una serie di aspetti differenti della stessa cosa, prodotta da un'illusione.”
E. Schrödinger

 



Esiste una netta linea di confine tra il nostro corpo e la realtà esterna solo in virtù della nostra parte razionale e delle nostre convinzioni radicate, di quel velo di Maya che ancora ci separa dalla verità. Ma questa linea è nulla se poniamo l’attenzione sul grande scambio energetico che avviene tra il dentro e il fuori. Siamo sintonizzati costantemente con la realtà che ci circonda, la nostra esistenza è parte di questa continua sintonizzazione tra dentro e fuori, tra sé interno ed realtà esterna, tra interiorità e apertura al mondo.

La Coscienza è energia non locale e il suo campo d’azione non va concepito entro i confini del nostro corpo ma al contrario, in modo esteso all’infinito. E’ energia che parla di noi e che ci dice del mondo e di come  questo  in  ogni  attimo  del  nostro esistere ci apre le porte verso infinite  possibilità  di  essere. Abbiamo un potere immenso…siamo parte di un’unica grande Coscienza Divina, di un soffio di pura intelligenza che anima noi e tutta la realtà, di un campo unificato che unisce tutti i fenomeni dell’universo, materiali e spirituali, un campo di cui noi facciamo parte integrante e che ci collega ad ogni altro essere e fenomeno dell’universo, dal più piccolo al più grande.
Siamo parte di un unico fluire esistenziale…di quel Principio assoluto…di quell’UNO che è con l’altro…

“L’UNO si ritrova nei molti, e i molti sono infinite sfaccettature dell’UNO.”
F. Schelling





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