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E con il freddo, ecco arrivare anche i geloni!




Fastidiosi e antiestetici, i geloni rappresentano le carenze di vitamine e minerali nel corpo.

E' molto facile che ai geloni si affianchino ragadi e screpolature delle dita che sono un segno premonitore di quelle carenze che poi facilitano le reazioni al freddo.
 
Si tratta di fastidiose fissurazioni e irritazioni, in particolare delle dita, che sembrano guarire con molta difficoltà. Con una corretta prevenzione si possono prevenire, ma è importante sapere anche come trattare sia i primi sia le seconde.
 
Il giusto apporto di minerali e di vitamine per prevenire geloni e ragadi è simile a quello che in genere viene segnalato adatto per la prevenzione delle malattie da raffreddamento, con apporto in particolare di Zinco, Rame e Manganese e di Vitamina C, anche se il ruolo principale lo svolge la Vitamina D3, che rende la pelle più resistente alle lesioni. 
 
In una persona che tenda a ripresentare geloni va sicuramente indagata la componente legata alla infiammazione da cibo effettuando un test specifico (come Recaller o BioMarkers). 
 
Geloni
Ecco come si presentano le dita colpite dai geloni: colore delle dita, spesso indurite e dolenti con aree ingrossate, rosse o violacee, meritano un rapido trattamento a base di:
Minerali - Omega 3 - Vitamina D3.
 
Ragadi
Molto simile a quello per i geloni, il trattamento per le ragadi; anche se quando compare una ragade o una screpolatura da freddo sulle dita (o più raramente sugli angoli della bocca, che in certi casi è facile confondere con un herpes labiale in fase iniziale), è importante anche il trattamento locale.
 
Un bravo erborista e un bravo farmacista saranno sicuramente in grado di preparare una miscela di Olio di Iperico 26 ml, Olio essenziale di Melaleuca 2 ml, e Olio di Lavanda 2 ml, da applicare localmente anche 3-4 volte al giorno.
 
Dell'Olio di Iperico è nota fin dall'antichità l'azione vulneraria (serviva a sanare le ferite dei combattenti in epoca preantibiotica). Lo stesso vale per l'Olio essenziale di Lavanda, mentre quello di Melaleuca (forse più noto come Tea tree oil) ha un'azione naturale di tipo antisettico e antibiotico.
 
 
Protezione dal freddo anche dall'omeopatia
 
In relazione ai sintomi presentati, si dimostrano molto efficaci alcuni specifici medicinali omeopatici, da assumere in misura di 3-4 granuli sublinguali per 3-4 volte al giorno, riducendo la frequenza di assunzione con il progredire del miglioramento clinico.
 
Nitricum acidum 9CH, indicato quando le lesioni sulle dita sono quasi come dei tagli fatti a coltello, cioè delle vere e proprie ragadi.
Arsenicum album 5CH, quando c'è intenso desiderio di calore locale e la pelle ha intorno una sorta di screpolatura e di sollevamento in scagliette.
Pulsatilla 9CH, stesso dosaggio, se il gelone dà fastidio e duole soprattutto al caldo, mentre al freddo “si comporta bene”.
Lachesis 9CH, quando il colore delle dita è paonazzo e bluastro.
 
 "I geloni, che di per sé sono un problema fastidioso ma non certo serio, vanno comunque trattati con attenzione perché, se trascurati, possono dare luogo a fessurazioni nella pelle che predispongono a infezioni più dolorose e difficili da curare”.
 
Sono le parole di un luminare della dermatologia, il professor Antonino Di Pietro, specialista in dermatologia plastica e presidente dell’ISPLAD, la Società internazionale di dermatologia plastica e oncologica.
 
Come può un paziente riconoscere da solo un gelone?
 
“Il gelone ha l’aspetto di una chiazza irregolare, arrossata, che presenta screpolature al suo interno. Somiglia vagamente a un livido, anche se la sua comparsa non è da attribuire ad alcun trauma. In corrispondenza della lesione, il paziente sente un dolore pulsante che peggiora notevolmente in corrispondenza della lesione, il paziente sente un dolore pulsante che peggiora notevolmente in corrispondenza di ogni sbalzo di temperatura. In genere i geloni compaiono sulle parti del corpo che restano scoperte quando si esce al freddo, quindi su mani, naso, mento, orecchie. Ma un altro punto sensibile a questo disturbo sono i piedi, poiché anche questa parte del corpo, se non adeguatamente protetta, si raffredda facilmente”.
 
Perché compaiono i geloni?
 
“Essi rappresentano una indesiderata conseguenza del normale processo di adattamento che il nostro corpo avvia quando il clima è molto freddo. Infatti nelle giornate più rigide, quando usciamo di casa, il sangue si ritira a difesa delle parti interne, come stomaco, reni, fegato. Tuttavia nel fare questo abbandona, almeno in parte, le estremità. Così la pelle delle mani, dei piedi e del viso, non più irrorata adeguatamente dal sangue, non è nutrita dall’ossigeno che il sangue stesso porta con sé. Quindi resta più esposta all’azione del freddo e questo determina la comparsa dell’irritazione. Questo fenomeno si verifica più facilmente nei pazienti che già soffrono di problemi circolatori”.
 
Come consiglia di curare i geloni?
 
“Attraverso l’applicazione di pomate al cortisone cui suggerisco di alternare l’uso di altre pomate a base di due antibiotici, la gentamicina o l’aureomicina. Raccomando di effettuare la medicazione almeno due volte al giorno, avendo cura di tenere la lesione coperta da una garza. Il paziente deve proseguire la cura fino alla totale scomparsa di ogni segno sulla pelle. Vi sono però anche rimedi naturali in grado di combattere efficacemente i geloni”.
 
Quali?
 
“Suggerisco di applicare sulle lesioni pomate a base di olio di iperico, oppure melaleuca o lavanda. Queste creme, oltre a svolgere un’azione curativa sul gelone, servono per prevenire il disturbo e vanno applicate con regolarità sulle parti che, per esperienza precedente, il paziente sa essere a rischio. Se il paziente nota che si sta sviluppando un gelone ma non gradisce l’uso di pomate, consiglio un rimedio ancora più immediato e altrettanto efficace: consiste nel porre su un batuffolo di cotone poche gocce di alcol etilico e di sfregare la parte per stimolare la circolazione sanguigna e per bloccare lo sviluppo di un gelone al momento della comparsa”.
 
Oltre alle pomate, quali altri suggerimenti possono aiutare il paziente a prevenire i geloni?
 
“Il primo consiglio, che pare scontato ma è spesso disatteso, è relativo all’abbigliamento: raccomando pazienti che hanno problemi circolatori, o che hanno già sofferto di geloni, di indossare sempre guanti, cappello e sciarpa. Con quest’ultima si devono coprire il mento e il naso. Anche le scarpe devono essere adeguate al clima e risultare calde e confortevoli. Quindi raccomando di fare ginnastica, quando possbile”.
 
La ginnastica serve a prevenire i geloni?
 
“Sì. Infatti migliora l’efficienza del sistema cardiovascolare quindi anche l circolazione sanguigna periferica. Una ginnastica blanda ma costante aiuta a mantenere la tonicità dei vasi sanguigni e a prevenire il disturbo. Inoltre molto si può fare anche a tavola”.
 
Consiglia una dieta per prevenire i geloni?
 
“Sì, esiste una dieta adatta a migliorare l’efficienza dei vasi sanguigni. Per ottenere questo risultato consiglio di mangiare spesso alimenti ricchi di alcune vitamine quindi carote, spinaci e cavoli, per esempio, ricchi di betacarotene, che serve a mantenere elastici i piccoli vasi sanguigni e la pelle, favorendo così il microcircolo. Sempre i cavoli, ma soprattutto gli agrumi, come arance, pompelmi, mandaranci e mandarini, sono invece ricchi di vitamina C, che contribuisce alla salute delle pareti dei vasi sanguigni. Suggerisco anche l’ananas, ricco di una sostanza, la bromelina, che possiede spiccate capacità antinfiammatorie. Infine raccomando di integrare la dieta con frutti di bosco, anche se non sono di stagione, come more e mirtilli, perché possiedono grandi quantità di bioflavonoidi, utili sempre per salvaguardare i vasi sanguigni. E’ utile poi un’erba aromatica, la salvia, che però suggerisco di non usare come condimento, in questo caso”.
 
Come consiglia di utilizzarla per contrastare il fastidio provocato dai geloni?
 
“Suggerisco di farne un decotto, usando cinque o sei foglie di salvia per ogni litro d’acqua. Al momento dell’ebollizione si mettono le foglie nell’acqua e, dopo avere spento il fuoco, si attende che la temperatura diventi sopportabile. Quindi si possono effettuare spugnature, pediluvi, applicazioni locali che durino una decina di minuti ogni due o tre giorni nelle parti più sensibili e a rischio geloni. L’azione lenitiva della salvia è molto efficace per prevenire questo disturbo o per interromperne lo sviluppo dopo che ha fatto la sua prima comparsa. Poiché la salvia non possiede alcuna controindicazione, queste applicazioni si possono fare anche tutti i giorni.
 
 
 
IL VERO E IL FALSO SUI GELONI
Una volta per curarli si utilizzava l’urina – I bambini ne soffrono molto meno rispetto agli adulti – Prima ancora della lesione compare un intenso prurito.
 
VERO
L’uso di una crema idratante aiuta a combattere i geloni. Infatti la crema va applicata con un massaggio, il quale riattiva la circolazione. Questo serve a curare e a prevenire i geloni.
 
FALSO
Le giornate piovose sono quelle che stressano di più la pelle a rischio di geloni. Sono le giornate ventose quelle più stressanti per la pelle perché, oltre all’azione del freddo, c’è anche quella disidratante del vento.
 
VERO
Anticamente si utilizzava l’urina per combattere i geloni. Il rimedio è teoricamente efficace ma possiamo giungere agli stessi risultati in maniera assolutamente più igienica. Quindi si tratta di un trattamento altamente sconsigliabile.
 
FALSO
Porre una borsa dell’acqua calda sulla parte lesa aiuta a eliminare la sensazione dolorosa. Al contrario il calore intenso può aumentare il dolore perché agisce su una zona di pelle già infiammata.
 
VERO
Trascurare un gelone può portare alla formazione di fessurazioni sulla pelle. E’ una complicazione del gelone che richiede un trattamento antibiotico locale, con creme a base di gentamicina o di aureomicina.
 
FALSO
Non compare mai sulla pelle più di un gelone alla volta. Possono comparire più geloni: non esiste un limite al loro numero.
 
VERO
Una particolare facilità a essere vittima dei geloni si dovrebbe indagare con un po’ di attenzione. Potrebbe indicare non soltanto una particolare sensibilità della pelle ma anche la presenza di un problema di circolazione collegabile al diabete. Pertanto, se questa tendenza a soffrire di geloni compare all’improvviso, è bene controllare i livelli di glucosio nel sangue.
 
FALSO
I geloni colpiscono soprattutto gli uomini. Quello dei geloni è un problema prevalentemente femminile benché non sia ancora chiara la causa.
 
VERO
Gli adulti soffrono più frequentemente di geloni rispetto ai bambini. Normalmente i bambini, anche perché coperti dalle loro mamme, possono contare su una migliore protezione dal freddo.
 
FALSO
Dopo il bagno o la doccia per riavviare la circolazione sanguigna su una zona di pelle affetta da un gelone si può scaldare la stessa con il phon. L’aria calda del phon secca troppo la pelle e contribuisce ad indebolirla.
 
VERO
L’esordio del gelone è facilmente riconoscibile perché si manifesta con prurito anche intenso e senza lesioni sulla pelle. Soltanto dopo qualche ora compare l’arrossamento della pelle e il prurito si trasforma in dolore.
 
FALSO
Gli unguenti a base di arnica sono inutili contro i geloni. L’estratto di questa pianta, molto usata per le lesioni della pelle dei bambini, ha spiccate capacità antinfiammatorie adatte a lenire i disturbi causati da geloni, anche sulla pelle degli adulti.
 
VERO
Le frizioni con oli essenziali o altri prodotti sono da sospendere se il gelone ha provocato la comparsa di tagli o ferite sulla pelle. In questo caso è bene applicare soltanto le creme antibiotiche e quelle cortisoniche.
 
FALSO
Spesso le fessurazioni sulla pelle causate dai geloni costringono all’uso di antibiotici per bocca. E’ un evento raro, per lo più legato a eventuali infezioni causate da un eccessivo grattare la parte che ha causato una diffusa contaminazione batterica. Ma in genere le pomate sono più che sufficienti per contrastare il problema.
 
VERO
A volte persino i glutei possono essere interessati dai geloni. Può accadere se ci si siede a lungo su una panchina in un giorno di freddo intenso. O indossando, in giornate molto rigide, i jeans, che causano uno sfregamento continuo sulla pelle e pertanto la espongono a questo disturbo.
 
FALSO
Non sono necessari integratori alimentari per sconfiggere la predisposizione ai geloni. Possono essere utili integratori di acidi grassi Omega-3, che irrobustiscono le pareti cellulari e che migliorano la circolazione periferica. Non va però trascurato il fatto che le stesse sostanze sono presenti nel pesce.
 
VERO
I giorni in cui si è più a rischio geloni sono quelli in cui avviene una brusca discesa della temperatura. Infatti se c’è una discesa di alcuni gradi tra un giorno e quello successivo, il corpo non è ben preparato per fronteggiare il cambiamento climatico.
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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