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Dimmi come mangi le castagne e ti dir che intestino hai




Tacciate di esser malvagie per la linea e per la pancia, le castagne sono invece un ottimo rifornimento di fibre.
Ecco perché.
La loro consistente presenza di fibra (circa l'8%), rende le castagne un alimento ottimo anche per le diete che puntano al mantenimento della linea, da utilizzare serenamente senza paura di ingrassare.
Il loro gusto dolce può trarre in inganno: la castagna e i suoi zuccheri passano nel sangue a una velocità che è addirittura la metà di quella di "pasta bianca" o "riso raffinato" e pari circa a quella di una controparte integrale.
Questo significa che l'appetito è meglio gestito, gli effetti collaterali di un eccesso di carboidrati meglio modulati, e il "non ingrassamento" stimolato un po' di più.
 

Per la dieta, quindi, è molto meglio una ciotola di castagne di una stessa quantità di cereali non integrali.

 
La fibra e la piccola quota di grassi presenti nelle castagne fanno, infatti, da controparte all'assorbimento rapido degli zuccheri, con buona pace di appetito, infiammazione e linea.
I migliori risultati, parlando di dieta, si hanno abbinando la quota di castagne, che possiamo considerare "carboidrati", a una simile quantità di proteine (semi oleosi, carne, pesce, uova...), in modo da bilanciare ulteriormente l'impatto glicemico del pasto consumato.
 
Ottimo alimento, come spesso accade per le leguminose anche le castagne fanno talvolta venire un po' (o anche molta) aria nella pancia.
Questo accade di solito perché l'intestino non è pronto alla gestione della quota di fibra che le castagne portano con sé.
La fibra attua nei confronti della flora intestinale una selezione positiva, che fa molto bene e che può, nei primi momenti di adattamento, creare qualche difficoltà digestiva a chi è abituato a una dieta differente.
 
Quando le castagne "fanno aria" sono due le domande da porsi.
Prima domanda: "sto mangiando abbastanza bene?". Una dieta eccessivamente povera di fibre non è una buona dieta. Assumere fibra regolarmente (come parte naturalmente presente di frutta e verdura, vegetali e cereali integrali) è un ottimo stimolo regolatorio del transito intestinale e un meraviglioso modulatore della salute generale, con attività, ad esempio, antiallergica.
 
Come fare dunque ad "allenare" delicatamente l'intestino, senza dover soffrire di una "pancia che esplode"?
 
La gradualità è una soluzione: cominciare con quantitativi di fibra più limitati può essere una soluzione per abituarsi con delicatezza ad una alimentazione differente. Anche ricordarsi di masticare bene e a lungo è un ottimo strumento: la digestione sarà facilitata e ci sarà meno aria, a parità di condizione di partenza.
 
Seconda domanda: "sono infiammato?".
Qualunque sia lo stimolo, un intestino infiammato (che è spesso sintomo di un organismo infiammato) reagirà con energia maggiore di una controparte in salute più serena.
Una pancia che reagisce gonfiandosi a dismisura a stimoli anche limitati è spesso indice di una pancia infiammata.
La situazione, può trovare grande giovamento in una dieta di rotazione su profilo individuale, che permetta la riduzione dello stato infiammatorio e un'induzione della tolleranza alimentare.
L'obiettivo è ritrovare l'amicizia col cibo, qualunque esso sia a collaborare nella creazione di uno stato d'infiammazione generalizzata che spesso coinvolge il tratto gastrointestinale.
 
Un integratore intelligente come l'olio di Perilla può aiutare durante il percorso.
Con una buona masticazione e un po' di pazienza, le castagne diventano un ottimo quotidiano sostegno (almeno nel loro periodo dell'anno) alla salute, alla vitalità e al benessere di ogni giorno; senza bisogno di aria nella pancia né di (ormai risolti) dubbi di origine dietetica.
 
Fonte: Michela Speciani
Redazione eurosalus.com
 
 
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La Pratica della Presenza Mentale

La pratica della presenza mentale insegnata dal maestro di meditazione dhyana (chan in cinese, thien in vietnamita e zen in giapponese) Thich Nhat Hanh sottolinea il ritorno al respiro consapevole, in ogni istante della propria vita, per potersi fermare (samatha) e guardare in profondità (vipasyana). La meditazione seduta, ma anche la meditazione camminata, la meditazione del lavoro, la meditazione del pasto, la consapevolezza nel mettersi in comunicazione con gli altri, sono alcuni dei mezzi abili per poter assumere uno stile di vita “meditativo”. Thich Nhat Hanh esorta inoltre a essere totalmente attenti e consapevoli in tutti i momenti della giornata – sia quando si lavora che quando si cucina, si lavano i piatti o si va in bagno – e a fare attenzione ai piccoli richiami che ci aiutano a far tornare al “qui e ora” la mente sempre distratta. Ogni volta che suona una campana o il telefono si respira tre volte, con la raccomandazione di sorridere (anche se si è tristi, perché il sorriso influisce sullo stato d’animo), e si recita in silenzio una breve poesia:

Ascolta, ascolta
questo suono meraviglioso
mi riporta
alla mia vera casa.

Anche il semaforo rosso può diventare un amico che ci ricorda di fermarci e ritornare a noi stessi.

Meditazione Seduta
Sedere in meditazione è come ritornare a casa per dare piena attenzione al nostro sé e prendercene cura. Possiamo irradiare pace e stabilità proprio come il Buddha nelle molte immagini che lo ritraggono. Sediamo in posizione eretta con grande dignità e ritorniamo al nostro respiro. Portiamo piena attenzione a ciò che è in noi e a ciò che ci circonda. Lasciamo che si crei spazio nella nostra mente e che il nostro cuore diventi leggero e tranquillo. La meditazione seduta è di enorme beneficio. Ci accorgiamo che possiamo tranquillamente stare con ciò che è in noi – dolore, rabbia, irritazione, o gioia, amore e pace. Stiamo con quello che c’è senza esserne trasportati via. Lo lasciamo venire, lo lasciamo rimanere e, poi, lo lasciamo andare. Non c’è alcun bisogno di scacciare, di reprimere o di fare finta che i nostri pensieri non ci siano. Osserviamo i pensieri e le immagini della nostra mente con occhio amorevole e con accettazione. Abbiamo la libertà di starcene fermi e calmi nonostante le tempeste che possono sorgere in noi. Se durante la seduta le gambe o i piedi si addormentano, sentiti libero di modificare dolcemente la posizione. Puoi continuare a seguire il respiro e, lentamente e con attenzione, cambiare posizione. Che tu sia seduta su un cuscino, un panchetto, una sedia, o direttamente sul pavimento, siedi in modo da stare comoda. Cerca, senza sforzarti troppo, di tenere la schiena diritta, in modo che l’aria possa entrare e uscire con facilità dai polmoni e dal diaframma. Se possibile, inspira ed espira attraverso le narici, respirando in modo dolce e impercettibile.

Meditazione Camminata all’Interno
Tra una sessione di meditazione seduta e l’altra, per sciogliere un po’ il corpo e per praticare la consapevolezza in movimento, pratichiamo Kinh Hanh, una meditazione camminata lenta. Camminiamo insieme, in senso orario, facendo un passo a ogni inspirazione e uno a ogni espirazione. Prova a portare l’attenzione al contatto dei piedi con il pavimento. Puoi iniziare a camminare con il piede sinistro, inspirando e dicendo in silenzio `inspiro’. Poi, quando il piede destro avanza e tocca il pavimento, puoi dire dentro di te`espiro’.

Meditazione Camminata all’Aperto
Ovunque camminiamo, possiamo praticare la meditazione camminata. Ciò significa semplicemente sapere che stiamo camminando: lo scopo della meditazione camminata è solo camminare, essere nel momento presente, consapevoli del nostro respiro e del nostro camminare. Non c’è bisogno di arrivare da nessuna parte. Camminiamo liberi e stabili, senza fretta. Siamo presenti ad ogni passo. E quando desideriamo parlare, ci fermiamo e diamo piena attenzione all’altra persona, alle nostre parole e all’ascolto. Camminare in questo modo non dovrebbe essere un privilegio. Dovremmo poterlo fare in qualsiasi momento. Ci guardiamo attorno e vediamo quanto vasta sia la vita, vediamo gli alberi, le nuvole bianche e il cielo senza limiti. Ascoltiamo il canto degli uccelli. Sentiamo la freschezza della brezza. La vita ci circonda e noi siamo vivi, in buona salute e in grado di camminare in pace. Camminiamo come persone libere e sentiamo i nostri passi farsi più leggeri. Godiamo di ogni passo che facciamo. Ogni passo ci nutre e ci guarisce. Camminando, lasciamo l’impronta della nostra gratitudine sulla terra. Camminiamo più lentamente del solito, anche se un po’ più veloci di quando facciamo kin hanh nella sala di meditazione. Nel camminare, coordiniamo il respiro con i passi. Nel far questo può esserci d’aiuto l’uso di una gatha. Facciamo due o tre passi per ogni inspirazione ed espirazione:

Sono arrivato (inspirando); Sono a casa (espirando)
Nel qui (inspirando); E ora (espirando)

Se camminiamo in salita è probabile che i polmoni richiedano di fare due passi a ogni inspirazione e due passi a ogni espirazione. Adattiamo dolcemente la pratica alla richiesta dei nostri polmoni, in qualunque momento, qualunque essa sia. Scrolliamoci di dosso ogni preoccupazione e ansia. Camminando potresti voler stringere la mano di un amico e sentire così tutta la felicità per la sua presenza accanto a te. Di quando in quando, vedendo qualcosa di bello – un albero, un fiore, un farfalla – vorrai fermarti ad osservare meglio. Nel guardare, continua a seguire il respiro, in modo da non essere catturato dai tuoi pensieri e perdere così la vista di quel bel fiore.





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