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Se sei in salute, te lo dice la tua lingua




Vuoi sapere se sei in salute? Dai un'occhiata alla tua lingua!

Per avere un'idea del nostro stato di salute, basta dare un'occhiata alla nostra lingua! Questo muscolo, infatti, ne è un ottimo indicatore: il suo colore e la sua superficie rivelano informazioni importanti per capire se c’è qualcosa che non va o se stiamo bene. Da sempre in tutte le scuole di medicina dell’antichità fino ai ‘medici di una volta’, l’analisi della lingua faceva a pieno titolo parte della diagnosi. Ecco come ‘leggere la lingua’ in modo semplice e chiaro.
 
Considerata solo come un muscolo necessario per poter parlare, con una funzione meccanica per la masticazione del cibo o come organo dove sono localizzate le papille gustative per la percezione dei gusti, alla lingua raramente si pensa come indicatore su alcuni aspetti della nostra salute o come un campanello di allarme quando cambia aspetto che ci informa che qualche cosa nel nostro organismo non funziona bene.
 
 
LA LINGUA NELLA MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
 
Naboru Muramoto nel suo bestseller, Il Medico di Se Stesso, afferma: “La lingua rivela la forza e la condizione del cuore e anche il funzionamento dello stomaco. Dovrebbe essere di colore rosa e avere la superficie ruvida con piccoli peduncoli.
 
Quando è segnata da una profonda screpolatura, o è liscia, lucente e rossa, indica problemi cardiaci;
Le macchie, le afte e il colore bianco sulla lingua suggeriscono che ci sono disturbi allo stomaco;
La lingua che trema quando viene tirata fuori o quando non si riesce ad estrarla, evidenzia un problema al sistema nervoso o al cervello;
Quando la radice della lingua è scura, nera, è probabile che ci sia la presenza di un cancro.”
 
ANALISI IN DETTAGLIO
 
Sono parecchie le manifestazioni che possono apparire sulla lingua, vediamole da vicino.
 
Lingua bianca e patinosa: cattiva digestione, intestino pigro o di una malattia febbrile delle vie respiratorie;
 
Lingua con chiazze bianche: forte ristagno di tossine nel tratto digerente;
 
Lingua secca, rossa con puntini bianchi: infezione da Candida Albicans, sistema immunitario debole;
 
Lingua secca: disidratazione, problemi renali, diabete;
 
Lingua pallida: stato di anemia;
 
Lingua con la faccia inferiore gialla: congestione del fegato;
 
Lingua che brucia: stato di depressione psichica;
 
Lingua verde/gialla disturbi di fegato, cistifellea o milza;
 
Lingua con afte (lesioni biancastre tondeggianti circondate da un alone rossastro): anemia perniciosa, carenza di ferro o di acido folico, celiachia;
 
Lingua gonfia: allergia, probabilmente ad un cibo o ad un farmaco;
 
Lingua nera:affezione benigna, piuttosto frequente dovuta all’uso prolungato di antisettici locali o antibiotici a largo spettro che alterano la flora batterica orale, oppure psicofarmaci che rallentano il flusso salivare;
 
Lingua plicata: anomalia congenita, caratterizzata dall’accentuazione dei solchi normalmente presenti sulla superficie tanto da causare fessure profonde in cui possono accumularsi detriti alimentari, batterici o fungini che portano a infiammazioni croniche.
 
Insomma prevenire è meglio che curare e se la lingua non è rosea, umida, rugosa al centro e liscia ai bordi, il corpo ci sta comunicando un disagio su cui è bene intervenire prima che si cronicizzi e il disturbo cominci a farsi sentire. Per millenni l’analisi della lingua è stato centrale nella diagnosi, mentre oggi con l’avanzare di strumenti tecnologici e la perdita del contatto medico-paziente, è stato perso. Dobbiamo ritornare ad essere medici di noi stessi ovvero saper ascoltare e comprendere i bisogni di questo tempio chiamato corpo.
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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