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Dopo mangiato, il riposino va fatto sul lato sinistro




Bastano 10 minuti per ricaricarsi di energia e sentirsi nuovamente pronti per il resto della giornata.

Nelle antiche tradizioni monastiche buddiste i monaci dopo ogni pasto si coricavano soltanto 10 minuti ottenendo energia e freschezza per procedere con le attività della giornata. Ma qual era il loro segreto? Si sdraiavano solo sul lato sinistro. Oggi la scienza dimostra i benefici di questa posizione.
 
Risaputo nella scienza ayurvedica come afferma il Dr. John Douillard, ora anche un recente studio pubblicato sul The Journal of Clinical Gastroenterology ne ha dato conferma attraverso alcune semplici ragioni, eccole.
 
Favorisce il drenaggio linfatico
 

Il lato sinistro del corpo è la parte dominante nel sistema linfatico

infatti la maggior parte della linfa drena nel dotto linfatico toracico che trova sul lato sinistro. La linfa trasporta proteine, metaboliti del glucosio e dei prodotti di scarto, che facilitati dalla forza di gravità fluiscono più facilmente.
 

La milza è parte del sistema linfatico

è anch’essa sul lato sinistro del corpo. La sua funzione è quella di filtrare la linfa e il sangue, cosa che è favorita stando sul lato sinistro in quanto si agevola il ritorno dei fluidi alla milza sfruttando la forza di gravità.
 
Favorisce gli organi digestivi
 

Sia lo stomaco sia il pancreas si trovano nella parte sinistra del corpo e stando in questa posizione si canalizzano meglio i succhi gastrici ed aumenta la secrezione degli enzimi pancreatici.

Sdraiandosi sul lato sinistro il fegato e la cistifellea penderanno dal lato destro. Riposare sul lato sinistro agevola la secrezione dei loro preziosi enzimi emulsionando i grassi e neutralizzando gli acidi dello stomaco.
 
L’intestino tenue si collega con l’intestino crasso attraverso la valvola ileocecale situata nel lato destro del corpo. Riposare sul lato sinistro permette (grazie alla valvola ileocecale) di stimolare i rifiuti corporei dell’intestino crasso giunti dall’intestino tenue, in un modo più semplice.
 
Conclusione
 
Quindi a differenza di quanto si possa credere, per sentirsi ‘più leggeri’ dopo i pasti basterebbe una riposino di 10 massimo 15 minuti. Vi farà ritrovare subito l’energia dopo il pasto e avrà ripulito la mente. 
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

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Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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