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Metodo Bates: gli occhiali peggiorano la vista




Il Metodo Bates  si prefigge di eliminare le cause che hanno provocato nella persona i problemi visivi 

Nel 1919 il Dott. William Bates, oculista statunitense, pubblicò il libro Vista perfetta senza occhiali. Il Metodo Bates non si tratta di una ginnastica visiva ma di un vero e proprio metodo olistico che si prefigge di eliminare le cause che hanno provocato nella persona i problemi visivi che ella manifesta, attraverso una serie di esercizi mirati e semplici che comportano dei benefici diretti a chi li esegue nell’arco di pochi mesi.
 
Il Dott. Bates, nei suoi studi, notò una caratteristica degli occhi di chi ha problemi visivi: il minor movimento. Infatti secondo Bates le persone con problemi di vista hanno la tendenza a muovere gli occhi di meno rispetto a chi non ne ha, questo perché la loro “forma mentis” è per certi versi più “bloccata”, meno propensa al dinamismo e al cambiamento. Di conseguenza la vista diviene una sorta di “specchio dell’anima”, focalizzandosi sullo statico rispetto al dinamico e quindi aumentando la tensione dei muscoli dell’occhio, che ne bloccano, appunto, il movimento.
 
I PRINCIPI DEL METODO BATES
 
Bates fonda la sua azione su quattro punti principali:
 
1 – Movimento: cercare di limitare, o peggio di bloccare, tale naturale movimento crea ciò che Bates definiva tensione da sforzo.
 
2 – Rilassamento: è importante ricercare una sorta di rilassamento dinamico durante l’azione stessa del vedere.
 
3 – Relazione fra visione centralizzata e periferica: la funzione visiva si esplica al meglio quando gli occhi riescono ad ottenere la massima nitidezza possibile nella parte centrale della retina, mantenendo al contempo la percezione delle immagini periferiche.
 
4 – Memoria ed Immaginazione: perché il processo visivo si realizza attraverso tali naturali funzioni molto di più di quanto si ritenga normalmente.
 
Quando questi quattro presupposti si realizzano, la visione risulta essere rilassata, naturale e perfetta per il grado di perfezione degli occhi stessi.
 
I DISTURBI VISIVI
 
Innanzitutto chiariamo un concetto fondamentale circa i problemi della vista. Bates aveva osservato che dietro ogni difficoltà rifrattiva, a prescindere dal livello del disturbo, esiste sempre una tensione mentale dovuta allo sforzo di vedere.
 
Nel caso della miopia ad esempio (ne soffre il 25% della popolazione italiana), tale sforzo si esplica nel tentativo di vedere lontano; nell’ipermetropia invece, la tensione è generata dallo sforzo di vedere vicino e così di seguito per gli altri problemi visivi.
 
GLI OCCHIALI PEGGIORANO LA VISTA
 
Agli inizi uno non si accorge di essere miope: il 95% delle cose con cui ha a che fare le vede benissimo. È solo quando deve leggere la lavagna a scuola o il tabellone delle partenze alla stazione che inizia ad avere difficoltà.
Questa persona quindi non avrebbe bisogno di lenti per quasi tutto il suo tempo e per tutte le distanze ravvicinate.
Va dall’oculista e gli viene prescritto un paio di occhiali che gli permettono di vedere ultra nitido da una distanza di 6 metri in poi ma che sono troppo forti per tutte le distanze inferiori. Che cosa succederà se quella persona passa molto tempo a guardare cose vicine (per es. a leggere e studiare)? Se in questi casi si toglie gli occhiali, bene. Se invece se li tiene, il suo cristallino dovrà accomodare, cioè comprimersi ancora di più per compensare l’effetto degli occhiali, deformando ulteriormente la struttura dell’occhio.
 
Questo spiega perché è particolarmente nei periodi di studio intenso che la miopia peggiora vertiginosamente.
 
COME SI FA PER NON PEGGIORARE?
 
A questo punto abbiamo due criteri abbastanza semplici per impostare le basi di qualsiasi programma di recupero della miopia.
 
1) Meno visione ravvicinata. Meno lettura e più natura (e meno TV, computer, etc)
 
2) Meno occhiali, particolarmente per lettura e computer. E questo non è difficile, basta un po’ di consapevolezza, essere un po’ meno abitudinari. Se proprio non basta la vista a occhio nudo, usate i Rasterbrille. (Io stesso scrivendo questo articolo ho evitato di tenere gli occhiali e mi sono accorta che appena tolti non vedevo praticamente niente ma dopo pochi minuti ero in grado di leggere, anche se non benissimo, ciò che scrivevo)
 
ESERCIZI PER ALLENARE GLI OCCHI (senza occhiali!)
 
Leggendo il libro e i siti ufficiali del Dott. Bates si possono evincere alcuni degli esercizi cardine di questo metodo:
 
Palmeggiamento (palming): si mettono le mani davanti agli occhi avendo cura di non far passare la luce, si chiudono gli occhi e si “immagina” il colore nero. Tale visualizzazione provoca un rilassamento di tutta la muscolatura dell’occhio e quindi, di conseguenza, anche un miglioramento della vista.
 
Sbattito delle ciglia (blinking): per almeno una ventina di secondi si sbattono velocemente le palpebre senza strizzare gli occhi. Tale movimento dovrebbe ossigenare il cristallino aumentando anche l’idratazione oculare.
 
Colpo d’occhio (flashing): gettare uno sguardo rapidissimo su qualcosa. Chiudere gli occhi e osservare che cosa resta dell’immagine. Sviluppare man mano una più precisa memoria visiva delle cose percepite.
 
Rotazione del collo: di fronte allo specchio si guarda il riflesso degli occhi e si muove la testa 10 volte come se si dicesse di si e 10 volte come se si dicesse di no (lentamente e in maniera enfatica). Poi si effettua un minuto di palmeggiamento. Ripetere l’esercizio facendo dei cerchi con la testa prima in senso orario e poi antiorario, di nuovo un minuto di palmeggiamento.
 
Infinito e farfalla: segui un dito con gli occhi mentre fai il segno dell´infinito (tieni la testa ferma).
A occhi chiusi segui il contorno di una farfalla immaginaria a 5 cm dal tuo naso. Palming (1 min).
 
Visione sfumata: ridurre l’importanza della nitidezza ai casi in cui è assolutamente necessaria. Imparate a privilegiare nella visione, nell’ordine: il movimento, il colore, la forma e lo sfondo. La nitidezza è necessaria in pochissime situazioni. Sforzarsi di vedere nitido a tutti i costi produce l’effetto opposto.
 
Vicino e lontano: avvicina e allontana una penna (o qualsiasi oggetto colorato) dagli occhi, mentre la osservi. Respira, batti spesso le palpebre. Palming, senti gli occhi.
 
Questi sono alcuni esercizi del Metodo Bates che ne comprende molti altri, di sicuro farli non ha alcun effetto negativo e aiutano a rilassarsi. Come in tutte le cose è necessario impegnarsi al meglio, seguendo un regime di allenamento costante, almeno 3 volte a settimana, per poter avere dei risultati. Secondo i fautori del Metodo Bates in alcuni casi sono necessari molti mesi anche per il minimo vantaggio, mentre per alcuni fortunati bastano poche settimane per riscontrarne dei benefici.
 
Fonte: dionidream.com
scritto da: Lucia Berdini
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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