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Guarire dalla psoriasi col crudismo




La psoriasi viene definita inguaribile dalla medicina che si limita a controllarne e limitarne i sintomi mediante creme immuno-soppressive e cortisonici. Ma non è esatto.

Malattia della pelle devastante ed umiliante, generalmente cronica e di natura ricorrente, spesso causa di depressione, di disperazione, di ulteriori problemi di salute, di isolamento, e certamente di interferenza con la vita personale del sofferente e della sua famiglia, così come con il lavoro ed il godimento della vita in generale. La psoriasi ritenuta inguaribile dalla medicina allopatica, è invece strattamente legata all’alimentazione e al nostro stile di vita.
 
La psoriasi viene definita inguaribile dalla medicina che si limita, per sua stessa sconsolata ammissione, a controllarne e limitarne i sintomi mediante creme immuno-soppressive e cortisonici.
 
La medicina alternativa, che diventa sempre più riconosciuta grazie ai suoi successi che superano quella “ufficiale”, riconosce il funzionamento del complesso dell’essere umano e valorizza e da il giusto peso a tutti gli elementi che lo comprendono.
 
 
 
Come afferma John Pagano autore del best-seller, Guarire la psoriasi: “Ci sono diversi riferimenti a restrizioni dietetiche per la salute anche nel Vecchio Testamento. L’uso di erbe nel cibo o nelle bevande è una pratica comune nei paesi orientali come l’India, la Cina ed il Giappone. Per secoli la pulizia interna, il digiuno ed altri metodi sono stati pratiche comuni nei centri termali europei per eliminare le tossine dall’organismo. Anche la pulizia esterna è importante, considerando gli elementi a cui la nostra pelle è esposta durante il giorno, in aggiunta all’importanza psicologica e cosmetica di una pelle pulita. Naturalmente dobbiamo porre attenzione alle abitudini e allo stile di vita, agli schemi del sonno, al nostro ambiente e alle nostre emozioni ed anche la biomeccanica del corpo (postura e andatura) sono molto importanti.”
 
L’autore illustra come l’origine di questa patologia sia interna all’organismo ed in particolare risieda in un funzionamento non corretto dell’intestino, dovuto a diversi fattori: alimentazione, stress e vita sedentaria.
 
IL MALE VERO NON È LA PSORIASI MA I FATTORI CAUSANTI DELLA PSORIASI STESSA
 
La psoriasi che la gente maledisce e demonizza, che tenta in tutti i modi di contrastare e sconfiggere, è in realtà un tentativo corporale di processo guaritivo, malamente abortito per colpa medica e per colpa della gente stessa che continua perniciosamente a credere in quel tipo di medicina stronca-sintomi.
 
Con un alimentazione crudista si eliminano le acidità e le infiammazioni dell’intestino che è dove inizia la psoriasi, una malattia per la quale i medici della medicina ufficiale ancora non sanno spiegare bene né quale sia la causa, né quale sia il rimedio.
 
Essendo di fronte a un processo infiammatorio, causato primariamente da dieta precaria, e da corredo patologico tipo stress, ansia e respiro corto, il rimedio sta nel cambiamento progressivo ma repentino della dieta, e nel passaggio a una dieta vitale, ovvero vegan-crudista, cioè a una dieta conforme ed armonizzata col nostro disegno biologico, che è standard per tutti nei valori essenziali del pH sanguigno a 7.30-7.55. Passaggio che sarà instabilmente accompagnato da effetti eliminativi fastidiosi, causati dalla fuoriuscita dei veleni per via sanguigna, polmonare, renale, intestinale e cutanea.
L’intossicazione da alluminio è legata alla psoriasi, eczemi e a problemi di pelle in generale per cui è un materiale da cui tenersi alla larga: evitare cibi e bevande in lattina così come cibi cotti in pentole di alluminio e non usare le pellicole metalliche per avvolgere gli alimenti. [Vedi I danni dell’Alluminioi]
 
CIBI SBAGLIATI, IMPREGNAZIONE TOSSICA E SBALZI CLIMATICI
 
La psoriasi viene in ogni caso prodotta da errata alimentazione e da toxemia, o impregnazione tossica, oltre che da fattori aggiuntivi di tipo climatico. Stare lontani dunque da proteine animali, dal sale, dagli zuccheri raffinati evidenti e nascosti, dal cibo spazzatura, dal caffè e dal the, dalle cole e dall’alcol, dal fumo e dagli integratori. Tende infatti a scomparire in estate, in presenza di sole abbondante, di frutta e vegetali freschi e carichi di sole, per fare la sua riapparizione d’inverno. Il rimedio alla psoriasi può richiedere settimane e mesi per un recupero completo e definitivo. Nulla più di un rigoroso e radicale cambio-dieta in direzione crudista, e nulla più di un digiuno igienista con stop totale al cibo e libera assunzione di acqua leggera, equiparabile ad una accelerata depurativa, porteranno a risultati concreti e verificabili.
 
LA SITUAZIONE È RISOLVIBILE A PATTO DI CREDERCI E DI PENSARE POSITIVO
 
Esposizione al sole, bagni di mare, camminate giornaliere, agrumi al risveglio, frutta acquosa in mattinata, mirtilli o uva nel tardo pomeriggio, verdure crude di esordio in abbondanza a pranzo e cena, fiducia in te stessa. Rimedi erboristici e fruttariani a base di tarassaco, ortica, crescione, acetosa, limone, pompelmo, papaia, ananas, aloe, cetriolo, rafano, e tutto quanto appare di fresco negli orti, nei campi e sui banchi dell’orto-frutta.
 
TESTIMONIANZE DI GUARIGIONE
 
Daniele racconta la sua storia: “Un giorno, navigando in internet, trovai un articolo che spiegava come una dieta a base di frutta e verdura cruda potesse curare varie malattie, tra cui la psoriasi. In quel periodo non sapevo nemmeno cosa fosse il crudismo e non credevo possibile che un essere umano potesse vivere solo di frutta e verdura. […] Trovai tantissime testimonianze di persone guarite grazie alla dieta crudista. Scoprii che questa dieta, se fatta in modo corretto, era in grado di guarire malattie molto più gravi di una psoriasi. Poteva guarire tumori e in molti erano i malati di cancro che si affidavano a questo stile alimentare. […] Appresi che residui di farmaci, prodotti animali, farine, lieviti, incrostazioni fecali attaccate alle pareti del colon, che possono dare sfogo a diverse malattie. La psoriasi non è una malattia vera e propria e io non ero stato sfortunato, anzi, era proprio venuta per informarmi che stavo sbagliando qualcosa nella mia vita. Mi stavo intossicando, assumendo farmaci senza un’urgenza vera, mangiando fast food, panini, prodotti confezionati, merendine e cibo industriale che contribuivano tutti alla creazione dei miei problemi. Era un campanello d’allarme! […] Provavo vari modi di mangiare crudo e arrivai a capire che, nel mio caso, i troppi grassi erano i maggiori responsabili della mia psoriasi. Scoperto questo tutto è stato molto più facile e dopo 1 anno sono guarito al 100%!“
 
Sonia riporta la guarigione entusiasmante del marito dalla psoriasi adottando una alimentazione crudista deluso da 20 anni di cure mediche fallimentari: “Tutti i nostri insegnamenti precedenti si stanno rivelando fasulli ed inaffidabili. Fin da bambini, siamo stati abituati a dare fiducia incondizionata alla teorie e ai metodi della sanità pubblica. Non intendiamo colpevolizzare per questo i nostri genitori. Di certo è che siamo tutti stati vittime di un sistema che ci ha culturalmente soggiogati con le sue informazioni devianti, finalizzate non tanto al miglioramento della nostra salute quanto agli interessi economici di determinate industrie. È come uscire da un incubo. Non mi sembra vero che per star bene tutto possa essere così semplice, rispettando nel contempo la natura e la vita degli animali. Il minimo che posso fare a questo punto è quello di coinvolgere amici, parenti e conoscenti.”
 
DECOTTO DI BARDANA E CAMOMILLA PER LA PSORIASI
 
Da 30 grammi di semi bardana essiccati, 30 grammi di fiori camomilla essiccati in mezzo litro d’acqua, bolliti lentamente per 10 minuti in recipiente coperto, si ottiene un decotto che si filtra e si lascia raffreddare e si dolcifica con miele o con sciroppo di agave o con stevia, per essere poi conservato in frigo. Berne un bicchierino 4 volte al giorno prima dei pasti per 2 settimane. È uno dei più efficaci metodi naturali per contrastare eczemi, foruncoli, orzaioli e psoriasi.
 
 
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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