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Se ti sveglia il mal di testa




Esplora il significato del termine: CEFALEA Uno studio, condotto su quasi diciannovemila persone, dimostra che il disturbo avvertito al mattino è spesso la spia di altre malattie che non si sono ancora manifestate chiaramente. E che è importante scoprire al più presto. Se il mal di testa si presenta con frequenza, bisogna lasciar perdere il «fai da te» e consultare uno specialistaCEFALEA Uno studio, condotto su quasi diciannovemila persone, dimostra che il disturbo avvertito al mattino è spesso la spia di altre malattie che non si sono ancora manifestate chiaramente. E che è importante scoprire al più presto. Se il mal di testa si presenta con frequenza, bisogna lasciar perdere il «fai da te» e consultare uno specialista

Un fastidioso mal di testa fin dal primo mattino, tutti i giorni o, comunque, assai spesso. E' un problema comune a molte persone che, frequentemente, hanno nella cefalea la spia di altre patologie: depressione, ansia, ipertensione e più, facilmente sospettabili, disturbi del sonno come le apnee notturne. Uno studio, apparso su Archives of Internal Medicine, ha coinvolto quasi diciannovemila persone, dai quindici anni in sù, intervistate telefonicamente da un' équipe di esperti dell' Università di Stanford, in California. Ai partecipanti, rappresentativi delle popolazioni di Regno Unito, Germania, Italia, Spagna e Portogallo, è stato chiesto se soffrissero di mal di testa al mattino e, anche, di rispondere ad alcune domande circa il loro stato di salute generale. Stando ai risultati dello studio, uno su tredici degli intervistati ha ammesso di svegliarsi con la cefalea e, se per meno della metà si tratta di un evento abbastanza saltuario, in più del 50 per cento dei casi gli episodi sono risultati essere frequenti o, addirittura, quotidiani. Segnale d' allarme E chi si sveglia con il mal di testa soffre spesso di altre malattie, prime fra tutte la depressione e l' ansia. Una correlazione tanto forte da far concludere agli autori della ricerca che la cefalea potrebbe essere talvolta il primo sintomo di queste patologie, costituendo quindi un "segnale" in grado si rivelarle in chi non le ha ancora pienamente manifestate. «Tutte le cefalee croniche, e non soltanto quelle che compaiono al mattino, si associano di frequente ad altre condizioni patologiche» puntualizza, però, il professor Marcello Fanciullacci, presidente della Società italiana per lo studio delle cefalee. «Il mal di testa è caratterizzato da una notevole componente affettiva e può essere molto stressante a livello emotivo: così, i disturbi più frequenti di chi soffre di cefalea sono depressione e ansia. Un fatto che non sorprende, anche perché alcuni meccanismi alla base della cefalea e dei disturbi dell' umore, ad esempio i neurotrasmettitori coinvolti, sono probabilmente gli stessi». E non sono solo depressione e ansia a poter essere "correlate" ad un insistente mal di testa: sotto la cefalea si celano spesso, oltre a disturbi del sonno come le apnee notturne, anche ipertensione e malesseri muscoloscheletrici. «Problemi che devono essere riconosciuti e curati prima possibile, perché possono aggravare il mal di testa. E il discorso vale anche al contrario, perché la cefalea può peggiorare questi disturbi» ricorda il professor Fanciullacci. Controlli Che cosa fare, allora? «Insospettirsi se gli episodi di mal di testa diventano sempre meno sporadici, oppure se ci si accorge di usare più farmaci anti-cefalea, rivolgendosi a uno specialista prima che la malattia sia diventata cronica» consiglia l' esperto. Utile anche misurarsi regolarmente la pressione e prestare un po' più di attenzione ai segni che possono far sospettare una depressione o la presenza di un disturbo d' ansia. DI BUON' ORA Delle diciannovemila persone intervistate, oltre il 50% ha dichiarato di soffrire di emicranie mattutine frequenti o quotidiane L' abuso di analgesici peggiora la situazione Chi soffre di cefalea cronica e di altre patologie (specie se si tratta di depressione o ansia) finisce ancora più spesso con l' abusare di analgesici. «E questo è un grave errore - avvisa il professor Fanciullacci -. Questi farmaci eliminano il sintomo doloroso solo temporaneamente, senza curare la malattia: quando l' effetto finisce, il mal di testa torna come e peggio di prima. Il rischio è inghiottire una pillola dopo l' altra, in un circolo vizioso che cronicizza la cefalea». Il primo passo per una cura davvero efficace? «Rivolgersi a un centro cefalee e identificare il proprio "tipo" di mal di testa : solo così si sceglierà il farmaco più adatto». Dall' ansia alla depressione Questi i problemi «nascosti» La cefalea è considerata «cronica» quando compare quasi tutti i giorni o per almeno quindici giorni in un mese. Ne soffre il 3-4% della popolazione generale, con una frequenza maggiore fra le donne e fra chi ha un' età compresa fra i 45 e i 64 anni. Questi i problemi che spesso vi si associano: Depressione e ansia che, secondo alcune ipotesi, sono provocate da meccanismi molto simili a quelli alla base delle cefalee. Disturbi del sonno, come il russare e le apnee notturne, che minano la qualità del riposo e facilitano la comparsa del mal di testa. Disturbi muscoloscheletrici, che impediscono un buon riposo rendendo così più frequenti gli episodi di cefalea. Abuso di ansiolitici, che è correlato alla frequente concomitanza dell' ansia e non fa altro che peggiorare il decorso di entrambi i disturbi. Ipertensione, un importante fattore aggravante, soprattutto in caso di emicrania. Abuso di alcol. «L' associazione con una tendenza a eccedere con gli alcolici è meno certa, tuttavia è possibile» osserva il professor Fanciullacci.

Fonte: Corriere.it

Autore: Sartorio Carlo 

Link: http://archiviostorico.corriere.it/2004/marzo/07/sveglia_mal_testa_cs_0_040307083.shtml

Editore: Corriere della sera

 

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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