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Perch in primavera siamo stanchi




Stanchezza e sonnolenza sono tipiche dell'arrivo della primavera

 Il periodo più delicato è proprio l’ inizio della primavera in cui si ha un significativo cambio climatico associato ad un  allungamento delle ore di luce. Questa sensazione di astenia ha una durata variabile da qualche giorno a qualche settimana. Si è portati a dormire di più e paradossalmente più riposiamo e più ci sentiamo svogliati e privi di forze. Questa condizione viene definita ASTENIA ed è associata ad una lunga serie di sintomi.
I sintomi dell’ Astenia:
Sonnolenza diurna , Sensazione di affaticamento continuo, Mancanza di energia, Svogliatezza, Difficoltà di concentrazione, Facilità a dimenticarsi nomi, luoghi e impegni, Predisposizione a piccoli incidenti, Perdita di appetito, Perdita generale degli interessi, Inclinazione all’isolamento, Problemi di deambulazione e coordinamento.
Perchè nel risveglio primaverile siamo colpiti dalla stanchezza?
In primavera la natura si riattiva. Allo stesso modo il nostro organismo, si risveglia dall’ inverno e in tutto l’ organismo si verifica un aumento delle funzionalità. Ciò comporta un aumento del consumo di energia che causa questa sensazione di stanchezza. L‘ inverno è un periodo di letargo e la scossa di riattivazione dell’ organismo non è “indolore”. Se aggiungiamo la dieta troppo abbondante e sovente anche troppo ricca di grassi, associata alla minore attività sportiva effettuata durante l’inverno, si comprendono chiaramente le difficoltà che l’ organismo ha nel rimettere in moto un corpo carico di tossine.
La stanchezza è sempre un segnale d’allarme che ci manda il nostro organismo: ci avvisa che siamo in una fase di stress fisico o emotivo.  Un ‘analisi del proprio stile di vita e delle proprie abitudini alimentari non gusterebbe !
Come superare la stanchezza primaverile?
In Primis: Dieta Sana e Movimento. Dovrebbero essere abitudini da adottare sempre, ma mai come in questo periodo possono aiutarci a superare l’ astenia primaverile. L’attività fisica brucia energia e grassi, aumenta l’ eliminazione delle tossine tramite la sudorazione e aumenta la produzione di endorfine  capaci di combattendo anche lo stress mentale.
Consigli Alimentari di base e non solo per la primavera !
1 Bere molta  acqua. L’ acqua è il veicolo in cui avvengono tutte le reazioni biochimiche. E’ l’ acqua che permette l’ eliminazione delle tossine e la vita stessa. Bere poco e male è l’ errore più comune e più diffuso. E’ anche importante ricordare che l’ acqua non è sostituibile da nessun altro alimento, men che meno da bevande industriali zuccherate !
2 Consumare frutta e verdura freschi. Contengono il cemento della vita: sali minerali, vitamine, complessi antiossidanti e un ‘incredibile energia vitale . Inoltre sono cibi prevalentemente alcalinizzanti in grado di contrastare l’ acidosi. Per comprendere meglio l’ importanza dell’ equilibrio acido-base consiglio la lettura di questo articolo.
3 La colazione è il pasto più importante: serve energia disponibile, acqua sali minerali, vitamine, zuccheri e acidi grassi insaturi.
4 Usare cereali integrali legumi e mandorle ricchi di vitamine e magnesio. Limitare l’ utilizzo di zuccheri raffinati e abolire lo zucchero bianco. Si ricorda che un eccesso di carboidrati (in particolar modo quelli raffinati privi delle vitamine del gruppo B e del magnesio )produce fermentazione alcolica intestinale con alterazione della funzionalità epatica ed assorbimento intestinale.
5 Utilizzare una grande varietà di spezie: Origano, timo, peperoncino, curcuma.
6 Evitare le sostanze stimolanti che, come abbiamo spiegato qui, producono l’ effetto contrario. Caffè, Fumo, cibi grassi e fritti.
7 Evitare alcolici: anche l’apporto di bevande alcoliche andrebbe limitato. Un loro uso eccessivo depaupera vitamine magnesio e appesantisce il lavoro del fegato con ripercussioni sul tutta la funzionalità intestinale.

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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