Faredelbene.net



salute -> Il glutoxim nella terapia del cancro


Il glutoxim nella terapia del cancro




Sperimentazione clinica con il glutoxim ® nel tumore del polmone

Il glutoxim ®, o BAM 002, è un farmaco con effetti sul sistema immunitario e sulla produzione delle "cellule del sangue" (emopoiesi). Viene proposto dal produttore come farmaco antitumorale ed antivirale.
 
Questo farmaco ha diverse azioni specifiche : 
 
-  contribuisce alla stimolazione ed alla regolazione del sistema immunitario;
 
-  è in grado di stimolare la proliferazione e la maturazione delle cellule normali;
 
- induce le cellule malate, siano esse tumorali od infettate da virus, ad accelerare la propria morte ( apoptosi);
 
- migliora la funzionalità dei tessuti e del sangue favorendone il ripristino sia strutturale che fisiologico.
 
Il glutoxim è un derivato del glutatione normalmente contenuto all'interno di tutte le cellule del corpo umano e responsabile del mantenimento dello stato ossidoriduttivo intracellulare. Il glutoxim, al pari del glutatione, esercita un importante attività nel mantenimento di tale equilibrio cellulare. Il surplus di glutoxim che eccede i fabbisogni cellulari è disponibile per altre attività biologiche ed in particolare per la modulazione di alcuni processi metabolici intracellulari che svolgono un ruolo essenziale nella regolazione genetica e metabolica delle cellule.
 
I meccanismi alla base di tali attività sono:
 
azione immunomodulatrice ed immunostimolante, tramite:
- induzione alla produzione di numerose sostanze stimolanti il sistema immunitario chiamate citochine ed interleuchine (IL) quali IL-1β , IL-4, IL-6, IL-8, IL-10, IL-12, Interferone alfa e gamma, Tumor Necrosis Factor, Granulocyte-Macrophage Colony Stimulating Factor ed Eritropoietina;
- riproduzione degli effetti di IL-2 tramite l'induzione all'espressione dei recettori per l'IL-2 stessa;
- attività stimolante la produzione di cellule del sangue (emopoiesi) tramite la produzione di alcune delle citochine sopra menzionate;
- attività stimolante la fagocitosi anche nelle condizioni di immunodeficienza;
- induzione dell'apoptosi p53 dipendente, ma anche utilizzando una via non p53 dipendente. In tale maniera si ottiene la morte cellulare anche nelle cellule tumorali il cui gene p53 è danneggiato.
Il glutoxim ® é nato in Russia nella prima metà dello scorso decennio. Dopo ampi studi clinici e grazie agli interessanti risultati ottenuti, è stato approvato per uso commerciale e registrato dal Ministero della Sanità della Federazione Russa; viene impiegato fin dal 1998 in associazione alle cure chirurgiche, radioterapiche e chemioterapiche nel trattamento dei tumori,  e per la cura delle epatiti croniche attive indotte da virus (epatite B e C).
 
La sintesi dei risultati sperimentali, ottenuti e pubblicati in Russia, conferma che il farmaco aumenta la probabilità di sopravvivenza dei pazienti nella maggior parte dei tipi di tumore trattati: un sunto dei risultati ottenuti nel carcinoma polmonare non a piccole cellule potete trovarlo sul sito ufficiale della Pharma Bam, la società di biotecnologie che produce il farmaco (http://www.glutoxim.ru/eng/index.php?id=9&issueId=7).
 
Nei lavori russi viene inoltre descritta la notevole azione palliativa del glutoxim nei controllo dei sintomi della malattia e degli effetti collaterali della radio- e della chemioterapia oltre ad una azione generale di stimolazione funzionale dei tessuti .
 
Il farmaco, già commercializzato nei Paesi ex sovietici, è stato sottoposto all' esame della Food and Drug Administration americana; la corrispondente sperimentazione ha avuto inizio nel 2001, in quattro centri ospedalieri ed universitari degli Stati Uniti (Arlington-Fairfax Hematology-Oncology, Arlington, VA; Cancer Research of Long Island, Great Neck, NY; Samuel S. Stratton VA Medical Center, Albany, NY; University of Florida Health Science Center, FL), con lo scopo di valutare l'efficacia e la sicurezza della somministrazione del farmaco per via endovenosa, intramuscolare o sottocutanea, in associazione alla chemioterapia, nei pazienti con carcinoma polmonare del tipo non a piccole cellule (comprendente quindi i 3 sottotipi adenocarcinoma, squamoso od epidermoidale ed a grosse cellule) in stadio IIIB o IV e pertanto inoperabile. In tale sperimentazione si vogliono analizzare i risultati ottenuti nei pazienti che ricevono il glutoxim associato alla chemioterapia nei confronti di quelli che ricevono soltanto la chemioterapia. Per fare ciò ogni singolo paziente viene casualmente inserito in uno dei seguenti tre gruppi con diverse possibilità di trattamento: il primo gruppo viene trattato con chemioterapia e glutoxim per via endovenosa ed intramuscolare (gruppo A); il secondo con chemioterapia e glutoxim per via endovenosa e sottocutanea (gruppo B) ed il terzo con la sola chemioterapia (gruppo C).
 
Gli obiettivi principali dello studio sono:
 
valutare la sicurezza del glutoxim somministrato prima, durante e dopo il trattamento con chemioterapia (carboplatino + paclitaxel somministrati per via endovenosa) monitorando la frequenza, la durata e la gravità degli effetti collaterali lamentati dai pazienti dei gruppi A e B, e comparandoli successivamente con quelli manifestatisi nei pazienti che hanno ricevuto solo chemioterapia (gruppo C);
 
valutare la risposta antitumorale nei pazienti dei gruppi A e B in seguito a multipli cicli di chemioterapia e confrontare tale risposta antitumorale con quella ottenuta nei pazienti appartenenti al gruppo C;
 
misurare la percentuale di pazienti con sopravvivenza superiore ad un anno dall'inizio del trattamento per i gruppi A e B e confrontarla con la percentuale di pazienti con sopravvivenza superiore all'anno del gruppo C;
 
misurare le capacità di recupero dell'emopoiesi, con particolare riguardo ad emoglobina, globuli bianchi e loro formula, e piastrine, dei pazienti dei gruppi A e B e confrontare tale dato con quello ottenuto nei pazienti del gruppo C.
 
Gli obiettivi secondari dello studio sono:
 
valutare la frequenza con la quale, nei gruppi A e B compaiono complicanze correlate alla malattia od alla chemioterapia, compreso il tipo e la gravità delle infezioni e la necessita di trasfusioni, e confrontarla con quella dei pazienti del gruppo C;
 
studiare l'effetto del glutoxim sulle funzioni del sistema immunitario tramite il dosaggio della concentrazione nel sangue dei pazienti dei gruppi A e B di alcune citochine (sostanze stimolanti e modulanti le attività del sistema immunitario) e delle sottopopolazioni linfocitarie (le cellule responsabili dell'immunità) e confrontare tali dati con quelli ottenuti nei pazienti del gruppo C.
 
Conclusioni e risultati del trial.
 
Com'é noto chemioterapia e radioterapia hanno la funzione specifica di danneggiare, fino ad uccidere, le cellule anomale, ma nel contempo, come azione secondaria ed indesiderata, provocano il danneggiamento funzionale e la morte anche di molte cellule "sane" appartenenti ai diversi organi e tessuti, specialmente di quelle che presiedono alla funzione immunitaria inducendo pertanto immunodepressione. Questa moria di cellule sane è responsabile degli effetti collaterali di queste terapie (nausea, scarso appetito, perdita di capelli, perdita di lucidità intellettiva, senzazione di malessere ecc..).
 
In Russia è stato dimostrato che il Glutoxim possiede una potente azione di stimolo della riproduzione e della maturazione funzionale delle cellule sane che di conseguenza riescono a riparare più rapidamente i danni tessutali provocati dalle disfunzioni e dalla morte delle cellule (tumorali o meno). Pertanto, il glutoxim può essere considerato come coadiuvante delle terapie "tradizionali" avendo una considerevole effetto sul controllo dei sintomi della malattia e degli effetti collaterali della radio- e della chemioterapia oltre ad una azione generale di stimolazione funzionale dei tessuti .
 
Recentemente la Novelos ha annunciato i risultati ottenuti nello studio clinico randomizzato americano (http://novelos.com/docs/Novelos%20PR%20Phase%201-2%20NSCLC%208-8-05.pdf) che possono essere così riassunti:
 
Sono stati individuati 44 pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato (IIIB/IV) che non avevano mai ricevuto  precedentemente chemioterapia e sono stati divisi in tre gruppi :
 
Gruppo A: composto da13 pazienti che sono stati trattati con chemioterapia e glutoxim per via endovenosa ed intramuscolare;
 
Gruppo B: composto da16 pazienti che sono stati trattati con chemioterapia e glutoxim per via endovenosa e sottocutanea;
 
Gruppo C: composto da15 pazienti che sono stati trattati con sola chemioterapia.
 
E’ stata osservata una riduzione della massa tumorale superiore al 50% della stessa nel 69% dei pazienti appartenenti al gruppo B (glutoxim endovenoso e sottocutaneo e chemioterapia) contro solo il 33% dei pazienti appartenenti al gruppo C (solo chemioterapia). Dall’analisi statistica è risultata una risposta statisticamente significativa (p=0.044). Il gruppo A (glutoxim endovenoso ed intramuscolare associato alla chemioterapia)  ha avuto una percentuale di risposta nel 46% dei pazienti.
 
Inoltre i pazienti trattati con glutoxim hanno tollerato meglio la chemioterapia come dimostrato dalla loro capacità di riceverne un maggior numero di cicli rispetto al gruppo di controllo. Infatti tutti i pazienti del gruppo B e l’85% del gruppo A hanno completato i 4 cicli di chemioterapia mentre solo il 50% dei pazienti del gruppo C ha tollerato i 4 cicli. Tale differenza è statisticamente significativa (p=0.004).
 
Infine il glutoxim è stato molto ben tollerato e non sono stati riportati casi di tossicità legata al questo farmaco
 
Ho potuto osservare di persona, oltre ad aver analizzato la casistica russa ed i ottenuti da questo primo trial clinico americano, l’efficacia del Glutoxim su molti dei miei pazienti che hanno assunto il farmaco assieme alle tradizionali cure antitumorali specifiche per le diverse patologie dai cui erano affetti e ho potuto concludere che il farmaco agisce come coadiuvante delle terapie "tradizionali" non solo nel carcinoma polmonare non a piccole cellule, oggetto della sperimentazione americana, ma sostanzialmente in tutte le forme tumorali.
 
Anche se l'attività antitumorale specifica del glutoxim, e delle tiopoietine in genere, risulta allo stato dei fatti ancora "sub judice", (per quanto la conferma dei risultati “russi” da parte della sperimentazione americana abbia conferito maggiore certezza sull'efficacia antitumorale di questo "nuovo" prodotto), il suo impiego per migliorare la qualità della vita dei pazienti in terapia è, a mio parere, certamente da raccomandare in quanto aumenta considerevolmente la tollerabilità dei trattamenti oncologici senza effetti collaterali di rilievo.
 
Fonte:tiopoietine.info
 
Referral ID: 1248



Ti piace il nostro sito ?

Ricevi gratuitamente gli articoli più belli via mail. Ci impegneremo ogni giorno per farvi conoscere notizie interessanti!

Indirizzo E-mail

Voglio ricevere la mail*

Ogni Giorno

Ogni Settimana

Ogni Mese

Interesse specifico?

Acconsento al trattamento dati *
Acconsento invio pubblicità*

* = campo richiesto!


MisterDomain.EU

Articoli Recenti

PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





Categorie

medicina naturale
medicina naturale
scuola
scuola
attualitÓ
attualitÓ
storia
storia
filosofia
filosofia
sesso
sesso
beneficenza
beneficenza
coppia
coppia
lingua italiana
lingua italiana
casa
casa
animali
animali
religioni
religioni
popoli e culture
popoli e culture
fisica quantistica
fisica quantistica
amore e dintorni
amore e dintorni


design & developed by impulsiva.net
All Right is Reserved © faredelbene.net - Condizioni Privacy - Obiettivi
 
 

Non mostrare piú / Sono gia iscritto

Ti piace il nostro sito ?

Indirizzo E-mail

Voglio ricevere la mail*

Ogni Giorno

Ogni Settimana

Ogni Mese

Interesse specifico?

Acconsento al trattamento dati *
Acconsento invio pubblicità*

* = campo richiesto!