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Candida intestinale: sintomi, cura e dieta




Cos’è la candida intestinale? Quali sono i sintomi, la cura e la dieta consigliata? La candida (candida albicans) è un microorganismo presente nel nostro organismo sotto forma di spora di lievito, ovvero in forma monocellulare. In condizioni fisiologiche, la candida vive nell’organismo umano come commensale saprofita (cioè vive dentro un altro organismo al quale non arreca alcun danno). Però, ad opportune condizioni, è in grado di determinare una patologia infettiva chiamata candidosi che, nel caso in cui sia localizzata nell’intestino, prende il nome di candida intestinale

In presenza di questa patologia, quindi, la funzione prioritaria degli enzimi, indispensabili per digerire ed assimilare i cibi quotidiani, viene inibita. Ciò provoca rallentamento della digestione, intolleranze alimentari, meteorismo ed altri sintomi a carico del sistema digerente. L’eccessivo accrescimento di questi parassiti intestinali interferisce anche con l’assorbimento ed il metabolismo dei nutrienti essenziali: aminoacidi, vitamine e minerali.

Sintomi

Le cause di questo tipo di infezione vanno ricondotte a condizioni particolari (prime tra tutte l’immunocompromissione e l’immunosoppressione) in cui un soggetto si trova in un determinato momento della vita, che alterano il normale equilibrio dell’organismo. Questa tipologia di candida non presenta contagio. Quali sono, dunque, i sintomi? Principalmente si riscontra il rallentamento dei processi digestivi e l’alterazione della mucosa intestinale, con la conseguente comparsa di stipsi e diarrea. A causa della stretta relazione tra intestino, sistema immunitario, sistema endocrino e sistema nervoso non vanno escluse manifestazioni di tipo neuropsichico come vertigini, mal di testa e difficoltà di concentrazione. Nei soggetti affetti da questa patologia si verifica anche una graduale perdita di peso, talvolta associata a stanchezza, comparsa di febbre, dolori muscolari e ossei.

Cura e dieta

Per effettuare la diagnosi di questa patologia, si ricorre all’esame delle feci e all’esame istologico eseguito tramite colonscopia. In caso di candida intestinale la terapia utilizzata per ridurre la sintomatologia e accelerare il processo di guarigione può essere sia farmacologica che naturale. L’alimentazione è molto importante sia nella prevenzione che nel trattamento di questa patologia. Infatti, una dieta non equilibrata priva di fibre e ricca di zuccheri può portare all’insorgere della candida. Pazienti che presentano candida intestinale dovranno evitare gli alimenti che forniscono zuccheri semplici come carboidrati raffinati e quelli che forniscono caffeina, preferendo alimenti poco elaborati, cereali, proteine, frutta e verdura di stagione.

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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