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Shampoo: Si pu fare tutti i giorni?




Durante tutto l’anno la necessità o il desiderio di avere una capigliatura morbida e il cuoio capelluto pulito porta  a farsi lo shampoo anche una volta al giorno, e talvolta anche di più. Questa necessità aumenta durante l’estate, quando il caldo, la salsedine o il cloro della piscina ci fanno lavare spesso i capelli

Attenzione a cosa si usa.

Lo shampoo adatto all’uso frequente deve detergere  mantenendo il più possibile le condizioni naturali  del cuoio capelluto e  garantire morbidezza  e lucentezza alla fibra. Un buon shampoo di questo tipo  permette lavaggi ravvicinati, anche se la chioma non è in condizioni perfette,  perché non irrita e non priva il fusto  delle sostanze necessarie.

Il prodotto ideale.

Detergere senza irritare è possibile  e conviene sfate i timori a proposito del Sodium laureth sulphate (Sles)e del Sodium lauryl sulphate (Sls), che sono le sostanze detergenti più diffuse. Lo Sles è il miglior detergente che ci sia: la scommessa vincente di chi  formula lo shampoo è di usarne  in misura limitata e di combinarlo bene con altre sostanze per ridurne l’aggressività e non asportare  il manto lipidico  del cuoio capelluto e del capello. Per questo vi si aggiungono sostanze  chimiche di origine naturale, come le saponine, le betaine e i derivati di oli  ad azione sursgrassante (lipidizzante).

È antibatterico.

I lavaggi frequenti possono sbilanciare le difese della flora batterica del cuoio capelluto. Così, una buona formula contiene  anche principi attivi, per esempio zuccheri  di origine vegetale (in genere da piante tropicali capaci di resistere agli attacchi di muffe,  funghi e lieviti), che svolgono un’azione antibatterica e protettiva per il cuoio capelluto.

È “sigillante” e protettivo.

Il sebo prodotto dal cuoio capelluto  ha la funzione anche di distribuirsi  sul fusto del capello  per mantenerlo morbido,  elastico e protetto. La detersione frequente riduce il sebo  disponibile. Ecco perché un buono shampoo per lavaggi frequenti deve contenere anche sostanze che svolgano  questa funzione al posto del sebo e che richiudano le scaglie della corteccia del capello.

Il capello con le scaglie ben chiuse  è meglio protetto dagli attacchi esterni, per esempio dei raggi Uv, della salsedine, del cloro, della polvere e anche dei trattamenti di bellezza, a partire dal calore del phon; ed è meno esposto a spezzarsi  e alle doppie punte.

A questo scopo si usano nelle formule  sostanze di origine vegetale  ricche di grassi, come burro di karité, olio di argan, olio di jojoba, cera di fiori d’arancio; principi attivi emollienti, come il latte di mandorle dolci, e idratanti, come le mucillagini (ad esempio, dalle radici di malva e di altea).

 

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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