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Pancia gonfia e candida intestinale




La candida intestinale è un problema ancora sconosciuto a gran parte delle persone

La candida albicansan è un micete che abita nel nostro intestino da sempre; essendo però un organismo opportunista cercherà di riprodursi e proliferare non appena le condizioni fisiologiche dell’organismo ospite glielo permetteranno. Queste condizioni possono essere l’uso di antibiotici, anticoncezionali, cortisonici, stress prolungati, zuccheri, lieviti, alimentazione prolungata con pesticidi e sostanze chimiche.

Inizialmente la candida si sviluppa dall’intestino formando una specie di copertura delle mucose intestinali (impedendo il loro normale lavoro) per poi passare ad intasare un po’ tutto il sistema. Indicativamente la candidosi può interessare quindi l’apparato gastrointestinale, nervoso, immunitario, respiratorio, endocrino e circolatorio.

Possiamo citare alcuni sintomi: pancia che gonfia nell’arco della giornata, meteorismo, prurito anale, diarrea cronica, fame di dolci e/o carboidrati, sovrappeso per ritenzione idrica, stanchezza cronica, nervosismo, difficoltà di concentrazione, mancanza di libido, crampi, frequenti infezioni alla vescica, candida vaginale, disturbi del ciclo, dolori mestruali, allergie, intolleranze, frequenti influenze e raffreddori, problemi di pelle (anche la psoriasi potrebbe avere alla base un problema di candida), tagli presenti su mani e piedi, ecc.. Oltretutto esistono molti autori che ipotizzano che la candida non curata porta a patologie ben più gravi e irreversibili, di tipo degenerativo.

Come è possibile avere la certezza che tale miceto proliferi nel nostro organismo? Un buon esame è quello delle feci, come del resto anche il test kinesiologico effettuato da un bravo terapeuta. Anche l’autoanalisi dei sintomi più comuni può dare un’indicazione di massima della sua presenza, come ad esempio pancia che si gonfia nel corso della giornata e una polverina bianca (lieve ed impalpabile) che si nota su mani, braccia e piedi.

E’ stato inoltre notato come molto spesso le persone sofferenti di candida recidiva (intestinale, vaginale, ecc.) presentano un’intossicazione da mercurio, dovuta molto probabilmente ad otturazioni dentali di vecchia data. Spesso mi sento ribadire che le otturazioni dentali sono state tolte da tempo e sostituite con materiali plastici o vetrosi: ma se tale operazione è stata fatta senza precauzioni (come con la diga di gomma, una pseudo-maschera che copre tutta la bocca e il naso, lasciando libero solo il dente da curare) e magari in tempi ristretti, il risultato ottenuto è l’esatto opposto: infatti il mercurio è un metallo che in fase di lavorazione tende a vaporizzarsi e ad essere inalato attraverso i polmoni, per poi passare nel sangue. Uno dei migliori test per l’individuazione dei metalli pesanti è il TMA, o Mineralogramma del capello.

Il consiglio più sensato è certamente cambiare alimentazione almeno per il periodo di pulizia che generalmente varia dai 30 ai 60 giorni (dipende da persona a persona e viene stabilito dal proprio medico) escludendo i dolcificanti (zucchero, fruttosio, agave, acero, miele tranne il malto reperibile nei negozi biologici), i prodotti contenente lievito (pane e prodotti da forno, tenendo presente che esistono molti prodotti sostitutivi come cialde di riso e di farro), latte e latticini, aceto, alcolici, funghi, frutta fresca e secca (in quanto permette un’eccessiva fermentazione intestinale che agevola la proliferazione della candida), moderando nel frattempo anche carni rosse, patate, peperoni e melanzane.
Inoltre è anche molto importante assumere per almeno 2 mesi un probiotico (con Saccharomyces boulardii e Lactobacillus acidophilus ad esempio; personalmente mi trovo molto bene con Il Candinom della Pegaso), per riequilibrare la flora gastro-intestinale assieme ad un rimedio che liberi l’intestino dagli ospiti indesiderati, come ad esempio l’acido caprilico (Caprilico Plus della Solgar).

Passato tale periodo, si può reintrodurre con cautela gli alimenti sopracitati, sempre cercando di limitare tutti gli zuccheri, privilegiando alimenti dolcificati con sciroppi di malto, uva o mela.

Susanna Berginc

BIBLIOGRAFIA
“Candida l’epidemia silenziosa: allergia del xx secolo?” –
V. Mangani – A. Panfili
“Guarire le Infezioni da Candida” – Valerio Pignatta – Macrolibrarsi

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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