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Papa Francesco e i 10 segreti per la felicit




Papa Francesco: ecco come essere felici

Per celebrare i suoi primi 500 giorni di Pontificato, lo scorso luglio Papa Francesco rilasciò una bellissima intervista al settimanale argentino Viva (supplemento del quotidiano El Clarins)

All’interno di questa, egli suggerì al suo intervistatore quali sono i 10 consigli per una vita serena.
 
Una sorta di decalogo della felicità che anche noi vogliamo condividere.
 
 
1 – Vivi e lascia vivere
 
Ognuno, secondo il Santo Padre, dovrebbe non curarsi troppo del resto, e pensare innanzitutto a vivere bene.
 
2 – Donati al prossimo
 
Bisogna essere generosi, altruisti, che le persone che perché « si chiudono in loro stesse corrono il rischio di diventare egoiste. E l’acqua stagnante diventa putrida in fretta».
 
3 – Vai con calma
 
Papa Francesco racconta una sorta di metafora prendendo spunto da un romanzo di Ricardo Güiraldes: Don Segundo Sombra gaucho ad un certo punto dice: «In gioventù era un torrente pieno di pietre che si portava dietro tutto, da adulto era un fiume impetuoso, e in età avanzata si muoveva ancora, ma lentamente». Questa immagine è una delle preferite dal Pontefice, una pozza d’acqua, che rappresenta «la capacità di muoversi con gentilezza e umiltà, una calma nella vita». Gli anziani sono così, delle pozze d’acqua che si muovono lentamente, «sono la memoria del popolo»
 
4 – Preserva il tempo libero
 

La letteratura, l’arte, persino giocare con i propri figli è un modo per vivere felici,

 
spegnere la TV, mangiare senza, la televisione ci tiene aggiornati, ma anche il comunicare con gli altri: «Il consumismo ci ha portati all’ansia di perdere una sana cultura del tempo libero», dice il Pontefice.
 
5 – Trascorri la domenica in famiglia
 
«L’altro giorno, a Campobasso, sono stato a un incontro tra il mondo dell’università e il mondo operaio: tutti chiedevano la domenica non lavorativa. La domenica è per la famiglia» racconta.
 
6 – Troviamo modi creativi per dare lavoro ai giovani
 
Il Pontefice riassume il suo pensiero sulla mancanza di lavoro: questa è la piaga che poi può far cadere i giovani nella droga. Bisogna essere creativi, non solo dar da mangiare ai giovani, ma anche inventarsi corsi per idraulico, sarto, elettricista. Portare il pane a casa significa avere dignità.
 
7 – Prendiamoci cura della natura
 
«Una delle più grandi sfide a cui siamo chiamati», dice il Papa è il degrado ambientale, bisogna agire per contrastare questo.
 
8 – Dimentica in fretta le cose negative
 
Chi dice cose negative sugli altri ha probabilmente poca stima di sé: così, anziché migliorare si tende a mostrare gli altri peggio di come sono. La cosa sana invece è dimenticare in fretta le cose negative.
 
9 – Rispetta il pensiero degli altri senza proselitismo
 
Dice il Papa: «Possiamo ispirare gli altri attraverso la testimonianza così che si cresca insieme, ma la cosa peggiore che ci possa essere è il proselitismo religioso, che paralizza: parlo con te per convincerti. No. Ogni persona dialoghi a partire dalla propria identità. La Chiesa si sviluppa per attrazione, non per proselitismo».
 
10 – Lavora per la pace
 
La pace deve essere cercata e voluta a gran voce, bisogna gridarla: «Viviamo in un tempo di molte guerre. La pace a volte dà l’impressione di essere qualche cosa di tranquillo, ma non è mai quiete: è sempre una pace attiva» conclude il Pontefice.
 
 
Fonte: elclarins
 
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Il PAPIRO DELLA MOGLIE DI GESU E AUTENTICO

Lo dice la studiosa di Harvard che sta analizzando il reperto dal tre anni

Come in un romanzo di Dan Brown si torna a parlare dell’ormai famoso «papiro della moglie di Gesù» un antico papiro che un collezionista tedesco avrebbe inviato nel 2011 a una professoressa di Harvard, Karen L. King, chiedendole di tradurne una parte in cui si leggerebbe la frase «Gesù disse, ‘Mia moglie’», una frase che riaprirebbe il dibattito sul celibato di Cristo. Un anno e mezzo fa gli esperti, annunciando al mondo l’esistenza dell’antico papiro, avevano affermato che il reperto non sarebbe stato da considerarsi una prova attendibile, mentre il Vaticano aveva liquidato la faccenda parlando di un falso. Ma oggi arriva un nuovo studio che potrebbe completamente ribaltare lo scenario.

IL PAPIRO NON È UN FALSO
Un articolo pubblicato oggi dalla Harvard Theological Review, firmato dalla stessa King, dimostrerebbe che quel papiro sarebbe un documento autentico e che farebbe parte di un dibattito dei primissimi seguaci di Gesù sul ruolo della donna, della famiglia e del valore del celibato nella vita spirituale. Sul papiro sono state condotte diverse analisi, tra cui un esame del carbonio che daterebbe il documento come risalente all’Ottavo secolo dopo Cristo. Il papiro sarebbe quindi di quattrocento anni più recente di quanto inizialmente pensato dalla King, che in un primo momento lo aveva datato intorno al 350 d.C.. Gli altri test effettuati hanno rilevato come l’inchiostro sia quello tipicamente utilizzato dagli egizi e che non è stato contraffatto né alterato nel corso dei secoli.

GESÙ ERA SPOSATO?
Insomma, sebbene il «papiro della moglie di Gesù» sembrerebbe essere autentico, questo non significa che Gesù fosse realmente stato sposato, che avesse auto una relazione con una donna o che, forse, non stesse parlando metaforicamente della Chiesa come della sua sposa. Dal canto suo la King non ha mai affermato questo, ma ha sempre sostenuto che il papiro sarebbe stato scritto parecchio tempo dopo i Vangeli, che sono da considerarsi le fonti più attendibili sulla vita di Gesù. «Spero che ora potremmo chiudere la diatriba sull’autenticità del papiro e passare a discutere di quello che potrebbe significare per i cristiani: Gesù era sposato oppure no? E perché questo è così importante per chi crede?» – ha detto la King che alla Harvard Divinity School tiene è docente di Storia del Cristianesimo antico.

UN DOCUMENTO IMPORTANTE
Karen King ha iniziato a lavorare su quel papiro nel 2011, dopo averlo ricevuto da un collezionista tedesco, che ha chiesto di rimanere anonimo, celando anche la provenienza del reperto. Nel documento, scritto in un antico dialetto copto, si leggono due frasi molto particolari: «E Gesù disse loro: ‘Mia moglie’» e, di seguito, «ella potrà essere mia discepola». La traduzione, comunque, può essere soggetta a diverse interpretazioni e il tema del celibato di Gesù è dibattuto da secoli. Secondo la King questo papiro sarebbe stato tradotto da un antico testo greco risalente al II secolo e costituisce comunque un tassello importante per lo studio della diffusione del Cristianesimo in tutta l’area mediterranea.

Fonte: http://blueplanetheart.blogspot.it





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