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Dentro ognuno di noi si muove guardinga un'Ombra




Dentro ognuno di noi si muove guardinga un'Ombra. Dietro la maschera che ogni giorno indossiamo, per nostro compiacimento o per quello altrui, occultato abilmente dietro il volto, il sorriso, le diverse espressioni mimiche che "esponiamo" al resto del mondo, vive un lato della nostra personalità. Tutti i giorni - quelli della luce - ripetiamo in modo automatico sempre lo stesso rituale nevrotico. Ma quando cala il sole e sorge la luna, la notte si avanza e ci abbandoniamo, senza le corazze difensive, al sonno, quell'immagine umbratile si affaccia e ci chiede un confronto vis à vis: è l'Ombra che attraverso i sogni ci rivela la nostra vita non vissuta.


Ciascuno di noi ama costruirsi un'immagine di sé: ci piace immaginarci, intelligenti, generosi, capaci, con un buon carattere, rispettosi, bravi padri, brave madri, bravi studenti, dotati di particolari qualità.
In realtà, presa nel suo insieme la personalità possiede altre qualità di natura inferiore e di cui non siamo affatto consapevoli e coscienti. Il nostro lato Ombra ci pone faccia a faccia con tali qualità inferiori: brutalità, tradimento, crudeltà, violenza, odio, astio, cinismo, invidia, gelosia  e lo fa attraverso le immagini oniriche.
Jung teneva in grande considerazione " l'acquisizione della coscienza” che comparava, usando un linguaggio metaforico, al più squisito frutto dell’”albero della vita” (Realtà dell’Anima,1933), pur riconoscendo che, senza alcun dubbio, il processo della coscienza, gettava il seme della frantumazione della continuità della Personalità totale, della dissociazione delle parti superiori dalle parti inferiori.
Il frammento di personalità inferiore, separato dall’IO, per la psicologia junghiana si manifesta principalmente nell’Ombra (L.Frey-Rohn, 1961). Scrive Jung (Psicologia dell’inconscio, vol.7,pag.67, nota 5) che con il termine “Ombra intendo il “lato negativo” della personalità, e precisamente la somma delle caratteristiche nascoste, sfavorevoli, delle funzioni sviluppatesi in maniera incompleta e dei contenuti dell’inconscio personale”.

L’Ombra personale, stando alla interpretazione data da Jung stesso, è una parte inferiore della personalità, un segmento includente i tratti delle qualità inferiori e indifferenziate; sono tratti deficitari e spesso negativi. Nel 1917 descrive in modo alquanto suggestivo questo aspetto della personalità umana accostandolo ad una sorta di alter ego […….]”è ”un altro”, un uomo reale che pensa, fa, sente e aspira a tutto ciò che è riprovevole e degno di disprezzo […]. L’uomo integro però sa che anche il suo più spietato nemico, anzi un’intera schiera di nemici, non vale […],quell’unico tremendo avversario, quell’”altro” che è in lui, che “abita nel suo petto””. Insomma un pericoloso mister Hyde alberga in ciascuno di noi.


L’Ombra è “qualcosa di inferiore, primitivo e comprende qualità inferiori, infantili e primitive”, sono qualità che per certi versi rendono l’esistenza dell’uomo, se vogliamo, “più vivace e più bella” ma, senza alcun dubbio, “urtano contro regole consacrate dalla tradizione”.
Tuttavia Jung sottolinea che l’Ombra è “negativa” soltanto dal punto di vista della coscienza, perché, e ciò è essenziale per la psicologia junghiana, non comprende solo quei contenuti giudicati incompatibili con i valori sociali come afferma la teoria freudiana, ma contiene allo stato potenziale anche valori della più alta moralità ancora sconosciuti per l’IO o non ancora riconosciuti da esso.
Quindi, Jung era dell’idea che l’Ombra non fosse negativa, al contrario, in essa vedeva una prospettiva di potenzialità costruttiva per uno sviluppo futuro; talvolta nell’Ombra c’è un lato nascosto che la società può valutare in termini positivi, ma giudicato ancora inferiore dall’individuo. Perfino nei contenuti più sottovalutati e inferiori della psiche inconscia, Jung coglieva sempre il seme della trasformazione da cui poteva nascere qualcosa di positivo nel futuro.


L’Ombra non è solo esclusa dalla coscienza, perché inaccettabile e incompatibile con i suoi valori,ma è anche soggetta a inibizione (resistenza) da parte della coscienza stessa, e in generale, meno differenziata, se non di natura inferiore.
Alla stessa maniera dei complessi, essa incorpora sia la tonalità affettiva che la rappresentazione e,come parte integrante del normale sviluppo della personalità, non è soggetta a meccanismi di separazione e sostituzione (come la rimozione freudiana), né ad una modificazione dell’investimento libidico. A parte il suo carattere inconscio, la personalità inferiore presenta i medesimi contenuti di quella superiore, vale a dire idee, pensiero, immagini e giudizi di valore.
Così è evidente che l’Ombra non è sempre patologica, ma può assumere caratteristiche della malattia mentale sotto l’influenza di atteggiamenti aggravanti, come ad esempio fenomeni di blocco dovuti a regressione. Inoltre si manifesta nella sua incessante attività immaginativa sia diurna che notturna e nella fenomenologia del mito, delle fiabe, del racconto fantastico, del romanzo e della poesia. Il termine e il concetto Ombra sono rintracciabili, talvolta anche con riferimenti indiretti, in Trasformazioni e simboli della libido, in Psicologia dell’Inconscio, in Tipi psicologici.


In Tipi Psicologici, ad esempio, Jung fa esplicito riferimento all’insieme delle funzioni e degli atteggiamenti non ancora sviluppati nella personalità. Più interessante ancora, è l’indicazione che il “lato oscuro” e inconscio viene accolto dal simbolo tramite la sua organizzazione compositiva e assimilatrice. Pertanto, una volta arricchito di nuovi significati, il termine Ombra ricorre in tutta l’opera junghiana e nei diversi ambiti nei quali la mente fervida e curiosa e attenta dello psichiatra svizzero si è cimentata.

Infine, l’Ombra si interfaccia e si intreccia con tematiche esistenziali, di cui il Male è solo una delle molteplici forme. 

Fonte guidapsicologiadsteck.blogspot.it

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Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

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