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DIALOGHI CON LĺANGELO: LIBERAZIONE DALLE CREDENZE LIMITANTI




Come avviene concretamente la liberazione da una credenza?

«Una credenza è una costruzione del pensiero che proietta nel presente o nel futuro una circostanza simile ad un’altra situazione già vissuta. Spesso la credenza ha origine da un’esperienza – benefica o meno – che non è stata compresa correttamente e che ha dato vita ad un’emozione. Questa emozione si è allora cristallizzata nei vostri corpi energetici come memoria cellulare. Una memoria cellulare può riguardare anche una credenza che ha avuto origine su un’altra linea temporale. In questo caso può essere molto difficile prenderne coscienza.

Le situazioni difficili della vostra vita sono originate da credenze derivanti da esperienze difficili del passato. Si tratta di credenze limitanti. E’ la vostra anima che per così dire “vi impone di vivere” tutte le vostre esperienze difficili, allo scopo di farvi prendere coscienza delle vostre credenze per liberare le memorie cellulari nelle quali si sono radicate. Il cambiamento di coscienza esige la dissoluzione delle vostre credenze limitanti.

Per liberarvi da una credenza limitante, occorre prima di tutto prendere coscienza degli effetti e delle conseguenze che questa ha nella vostra vita.

Una situazione sgradevole o stressante è una proiezione del vostro campo elettromagnetico polarizzata su un’esperienza negativa del passato. Quando questa esperienza si ripresenta nuovamente nella vostra creazione attuale, può dare vita ad un’emozione densa, come la paura. Questa emozione è generata dall’ego che viene influenzato dagli schemi ripetitivi inconsci e non vi permette di prendere coscienza che si tratta di una credenza. Alimentando questa paura a più riprese durante il corso della giornata, poco a poco la vostra credenza acquista spessore, poi viene veicolata attraverso il vostro campo elettromagnetico per cristallizzarsi nell’universo che voi create.

Fino a quando alimenterete in questo modo le vostre problematiche – rispetto a qualsiasi situazione si presenti a voi – continuerete a generare nella vostra creazione gli avvenimenti che riprodurranno le vostre credenze. Tutto questo fino a che non le avrete coscientizzate. E’ da questo processo che provengono gli schemi ripetitivi della vostra vita e che si attua la legge di attrazione.

Perciò, invece di lottare e di alimentare le vostre paure, cominciate a guardarle in faccia e ad accettarle, poi riconoscetele come delle credenze. Queste credenze rappresentano una sperimentazione potenziale, affinché possiate cambiare il vostro avvenire.

Consentite a voi stessi di pensare ad altro, cessate cioè di alimentare le credenze. Sarebbe auspicabile orientare il pensiero verso qualcosa che vi procuri gioia. Ad esempio guardare un film comico, incontrare degli amici oppure andare a rigenerarsi nella natura. Chiedete al vostro Essere Interiore, alle vostre guide, di illuminarvi, di inviare luce su quella problematica. Così facendo permetterete al vostro campo energetico di elevare la sua vibrazione.

Prendendo coscienza degli effetti causati dalle vostre credenze nella vostra vita quotidiana, ed in seguito osservando il tutto senza giudicarvi, gradualmente troverete l’equilibrio rispetto alla situazione che vi ha fatto soffrire.»

Caspita… sembra alquanto complicato!

«Il cervello dei lettori rischia di entrare in ebollizione, perché l’ego di ognuno entra in risonanza con l’energia di questo dialogo ed è costretto a prendere coscienza degli effetti causati dalle proprie credenze limitanti.

Basta semplicemente tenere a mente alcuni principi per alleggerire la vita quotidiana:

- Fai attenzione al linguaggio che usi, scegli le parole con cura.

- Non imputare mai la responsabilità della tua problematica al prossimo; gli altri sono solo lo specchio di un aspetto del tuo essere affinché tu possa imparare a conoscerti.

- Non parlare mai male né di te né degli altri.

- Fai sempre del tuo meglio in ogni circostanza per mantenerti integro; in questo modo, il tuo “meglio” evolve ad ogni istante.

- Fai ogni cosa semplicemente con consapevolezza, evitando di giudicarti, di colpevolizzarti e di avere rimpianti; questo ti consentirà di crescere e di imparare.

- Tieni a mente che ciò che fanno e dicono gli altri sono delle proiezioni delle loro realtà, delle loro credenze.

- Non fare supposizioni né proiezioni.

- Abbi il coraggio di esporre i tuoi interrogativi e di esprimere i tuoi veri desideri.

- Parla con gli altri in modo chiaro, per evitare tristezze, malintesi e drammi, e per offrire a te stesso tutte le possibilità nel momento presente.

Questo è tutto per l’insegnamento di questa sera.»

Tratto da: Dialogo con il mio Angelo N.14 – Sand e Jenaël

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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