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riflessioni -> Qualunque cosa pensiamo, diventa la nostra vita


Qualunque cosa pensiamo, diventa la nostra vita




Invocazione al Signore Dio del nostro Essere.
0 mio amato Dio,
da ciò che tu sei
il fuoco che tu sei,
o Misterioso,
attiva la mia mente
e sospingi la mia anima,
espandi la mia consapevolezza
e fa che la mia vita evolva,
poiché in questi giorni sto coltivando
ciò che tu sei.
Dio, benedici la mia vita.
Cosi sia.
Alla vita!

 

Sappiamo che consapevolezza ed energia creano la natura della realtà e che qualunque cosa pensiamo, è la nostra vita, e può essere ciò che viene chiamato un futuro prevedibile; ciò conferisce a “noi” quell’essenza divina. Perciò cerchiamo di utilizzare questo principio creatore.
Orbene, quand’é che se ne ha abbastanza di vivere la stessa noiosa esistenza?
Quand’è che vi svegliate e create ciò che è chiamato un nuovo sogno e un nuovo paradigma?

Nella vostra cultura le chiamereste avventure. E quando vi svegliate e decidete che volete vivere  un’avventura, non è davvero sorprendente che i modi e i mezzi per quell’avventura semplicemente si manifestino? Ciò accade perché voi lo volete e siete pronti per questo.
Anche questa è una qualità divina. Non si tratta di coincidenza. Se non applicate consapevolmente ciò che vi viene insegnato, non potrete mai realizzare quella che viene definita la vostra piena eredità, ciò che vi appartiene. Eredità che potremmo chiamare il regno dei cieli. Bene, questo non ha niente a che fare con un
qualche bene immobiliare che sta là fuori ed è chiamato cielo, ma riguarda la capacità di trasformare e invero di trasmutare la materia e il tempo.

E a quale scopo?
Per rendere conosciuto l’ignoto, per crearlo, farne esperienza, dissolverlo e creare di nuovo.
Questa è una qualità divina, e potremmo anche chiamarla crescita.
Se non applicate ciò che è chiamata conoscenza, la verità delle vostre esperienze nella vita quotidiana, non serve leggere semplicemente questi insegnamenti che riguardano chi vuole conoscere le chiavi della trasformazione. E dovete sapere che non basta semplicemente capire la cosiddetta filosofia o teoria. Non è sufficiente. Non basta sentire. Si tratta di agire. E se non siete gente che agisce, non dovreste perdere tempo a leggere queste cose.

Volete imparare a generare e a dar vita a quello che viene definito tutto ciò che è latente in voi. E ci sono molte cose latenti in voi. Se per tutta la durata di questa vita avete usato meno di un decimo del vostro cervello, che cosa sta accadendo allora a tutto il resto, e perché è ancora al suo posto e non avrebbe dovuto, proprio così, essersi deformato nel corso dell’evoluzione fino a diventare della misura di un pisello? Abbiamo mantenuto questo grande cervello soltanto per poter avere una faccia?
Immaginatevi come sarebbe la vostra faccia su un pisello!
Questo, come anche quella che chiamiamo rigenerazione delle esistenze, si erge per voi a muta testimonianza del fatto che c’è dell’altro che dovete fare – e non nel senso di faticare di più – ma nel senso dell’avventura e di quella che è chiamata scoperta e che avete tutto l’equipaggiamento e tutti gli strumenti per far nascere quel regno come manifestazione e che la vita è, proprio così, la nostra esperienza attraverso cui possiamo dimostrare quel fattore evolutivo e manifestare quella divinità ogni giorno.
Il maestro non lascia che la giornata accada; il maestro crea la giornata e la guida a diventare esperienza. Dovete compiere il lavoro e trovare la verità.

Ora, che cos’è la verità?
E’ prendere la conoscenza, la filosofia, metterla qui (in testa) e poi applicarla là fuori. Se produce un effetto e riuscite a metterla in pratica, a quel punto è verità; prima, è soltanto congettura.
E chi ha applicato questi insegnamenti sa che tutto questo funziona.
Quindi, poco per volta mettete in pratica gli insegnamenti, quando siete felici, perché allora è più facile applicarli.

Tratto da:
Creare una vita Straordinaria di Ramtha

Fonte visionealchemica.com

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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