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L'Albero della vita




L’Albero della Vita, quanto è importante questo simbolo per Te che stai leggendo?

Se lo guardiamo bene, con calma, in silenzio, lasciando che ci entri dentro, lasciando che l’immagine parli sentiremo un profondo equilibrio. Stabile e maestoso, con il suo possente tronco, eretto a colonna del Mondo. In  basso una miriade di radici, ad ancorarsi alla Terra, e in alto a protendersi verso il Cielo, una folta chioma. E’ una immagine bella, che da serenità e allo stesso tempo trasmette un profondo senso di sacralità.

Ci sta insegnando qualcosa. -”Tu sei l’albero, sei un albero che sta nascendo, te ne rendi conto?-” sembra voler dire. Allora pensi al tuo destino. E prontamente arriva la risposta: -”E’ quello di divenire pilastro della tua Vita, con i piedi a terra e lo sguardo al Cielo.”-

Nel tuo cammino in questo Mondo dovrai affrontare delle prove, talune molto dure e i venti saranno anche impetuosi. Tante cose che cercheranno di spazzarti via, di farti perdere l’equilibrio, di farti cambiar rotta. Sono in quei momenti che ti senti perso e sembra che tutto quello che era stato fino a quel momento, le certezze che sembravano tali, crollino per sempre. E’ proprio allora che ti rendi conto di non aver avuto radici ben profonde, perché sei stato portato via dalla Terra. L’albero insegna il radicamento, è ancorato al suolo e nemmeno la tempesta più forte può spazzarlo. Per vivere questa vita pienamente dobbiamo entrarci dentro. Entrare dentro a ciò che è nascosto sotto Terra. Vuol dire cominciare a capire che non siamo solo ciò che vediamo, ma siamo molto di più, come un iceberg mostra solo la punta, e la sua immensità si nasconde sotto l’acqua.  L’acqua rappresenta il nostro inconscio, il mondo interiore che abbiamo dentro, e proprio come l’albero si nutre dell’acqua attraverso le radici, anche noi possiamo nutrirci se sappiamo guardare dentro noi stessi. Le nostre parti che agiscono in sordina, quelle varie personalità che abbiamo, nate da anni di condizionamenti o per eredità genetica, rappresentano una fonte illimitata di energia per la nostra Essenza. Se le riscopriamo e da esse prendiamo insegnamento cresceremo sempre più forti. Il nostro tronco sarà sempre più robusto, la nostra volontà si eleverà, più forte e integra si ergerà verso l’alto realizzando la sua Natura: osservare il Cielo, riprendersi gli ampi spazi e tendere a Dio.

Ecco che dalla conoscenza di ciò che è in basso si accarezza il sapere delle Stelle.

E l’uomo è finalmente un Uomo. Rami si amplieranno e ci espanderemo fino a toccare cose, esperienze, emozioni, persone che fino ad allora non avevamo mai immaginato, ci apriremo così alla Vita. Guarderemo al Sole come ad un Padre e allora le nostre foglie si stenderanno come in una preghiera, accettando tutta l’Abbondanza della Luce, l’infinito Amore che il Sole ha per noi. Ecco che la Vita, con l’apertura della nostra chioma ci dona caldi raggi che ci toccano e ci nutrono, proprio come l’acqua del nostro inconscio ci offriva i Sali della Terra. Proprio quando avremo il coraggio di scendere dentro di noi, con radici profonde allora anche le fronde dell’Albero giocheranno maestose con il Vento, e la Vita che abbiamo sempre sognato potrà finalmente manifestarsi ai nostri occhi.

Tu decidi quando accettare ciò che hai sempre desiderato.

Non esiste nulla là fuori che non siano i tuoi sogni. Scendi dentro e fai crescere l’Albero che Sei. Dio non abbandona. Dio accoglie e dona. L’Albero della Vita, percorrilo tutto, ogni sua foglia e ramo. Odorane il profumo e senti lo scorrere della sua linfa. Sei tu che stai nascendo, quando un seme si schiude e abbraccia il Mondo.

“Da succoso frutto proviene Chi Sono,

mi schiudo e rinasco ancora,

un nuovo Destino ho visto nelle Stelle e scritto sulla Terra.

Ritroverò la Luce attraversando le tenebre,

riscoprirò chi sono perdendomi ogni volta.”

Luca Carli.

Fonte lagiostradelsole.com/

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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