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Giugno, mese del Sacro Cuore di Ges




Origine della Devozione al sacro Cuore di Gesù

Il Cuore di Gesù cominciò a palpitare d'amore per noi sin dal primo istante della sua Incarnazione. Ardeva d'amore durante la vita terrena ed a San Giovanni Evangelista, l'Apostolo prediletto, fu concesso di sentirne i palpiti nell'ultima Cena, quando posò il capo sul petto del Redentore.

Salito al Cielo, il Cuore di Gesù non cessò di palpitare per noi restando vivo e vero nello stato eucaristico nei Tabernacoli.

Nella pienezza dei tempi, quando gli uomini giacevano nell'indifferenza, affinché si risvegliasse il fervore, Gesù volle mostrare al mondo le meraviglie del suo Cuore lasciando vedere il petto squarciato e le fiamme che lo circondavano.

A ricevere le confidenze di Gesù fu scelta una povera Suora, Margherita Alacoque, umile e pia, dimorante nel monastero di Paray - Le Monial, in Francia.

Dopo il Natale del 1673, nella festa di S. Giovanni Evangelista, Margherita era nel coro del chiostro, da sola, assorta in preghiera davanti al Tabernacolo. Gesù Sacramentato, nascosto sotto i Veli Eucaristici, le si fece vedere in modo sensibile.

Margherita contemplò a lungo la Sacrosanta Umanità di Gesù, meravigliandosi, nella sua umiltà, di essere ammessa a tale visione.

Il volto di Gesù si era atteggiato a mestizia.

La fortunata Suora, in estasi di amore, si abbandonò allo Spirito Divino, aprendo il suo cuore al celeste amore. Gesù la invitò a riposare a lungo sul suo Sacro Petto e le svelò così le meraviglie del suo amore e gl'imperscrutabili segreti del suo Divin Cuore, che sino a quel tempo erano stati nascosti.

Gesù le disse. Il mio Cuore Divino è così infiammato di amore per gli uomini, e per te in particolare, che incapace di contenere più a lungo le fiamme della sua ardente carità, deve diffondere largamente con ogni mezzo e manifestarsi agli uomini per arricchirli dei preziosi tesori, che sono rivelati a te. Ho scelto te, abisso d'indegnità e d'ignoranza, per compiere questo mio grande progetto, affinché tutto sia fatto soltanto da me. Ed ora ... dammi il tuo cuore!

- Oh, ti prego, prendilo, Gesù mio! - Con un tocco della sua mano divina, Gesù estrasse dal petto di Margherita il cuore e lo mise entro il suo Costato.

Dice la Suora: Guardai e vidi il mio cuore dentro il Cuore di Gesù; sembrava un piccolissimo atomo che bruciava in una fornace ardente. Quando il Signore me lo ridiede, vidi una fiamma ardente a forma di cuore. Mentre me lo rimetteva in petto, mi disse: Guarda, diletta mia! Questo è un segno prezioso del mio amore! -

Per Margherita Alacoque: cominciò l'agonia, cioè una vera e propria angoscia fisica. Il cuore che era stato dentro a quello di Gesù Cristo, d'allora in poi divenne una fiamma, che bruciava dentro il suo petto e tale dolore le rimase sino alla fine della vita.

Fu questa la prima rivelazione del Sacro Cuore (Vita di S. Margherita).

Un apostolo del S. Cuore di Gesù

Il male che non perdona, la tisi polmonare, aveva colpito un Sacerdote. I rimedi della scienza non riuscirono a frenare il corso della malattia.

L'afflitto Ministro di Dio si rassegnò al volere divino e si dispose al gran passo, alla dipartita da questo mondo. I sogni dell'apostolato, la salvezza di tante schiere di anime ... tutto stava per svanire.

Nella mente del Sacerdote balenò un pensiero: andare a Paray-Le Monial, pregare il Sacro Cuore davanti al Tabernacolo, ove S. Margherita ebbe la rivelazione, fare delle promesse di apostolato e così ottenere il miracolo della guarigione.

Dalla lontana America si portò in Francia.

Genuflesso davanti all'altare del Sacro Cuore, pieno di fede, così pregò: Qui, o Gesù, manifestasti le meraviglie del tuo amore. Dammi una prova d'amore. Se mi vuoi subito in Paradiso, accetto la mia prossima fine terrena. Se operi il miracolo della guarigione, dedicherò tutta la mia vita all'apostolato del tuo Sacro Cuore. -

Mentre pregava, avvertì nel corpo come una forte scossa elettrica. Cessò l'oppressione polmonare, sparì la febbre e si accorse di essere guarito.

Riconoscente al Sacro Cuore, iniziò l'apostolato. Si recò dal Sommo Pontefice, San Pio X, per implorare la Benedizione e non cessò più di propagare la devozione al Divin Cuore, andando in giro per il mondo, tenendo corsi di predicazione, facendo conferenze, pubblicando libri e foglietti, consacrando famiglie al Sacro Cuore, portando ovunque il profumo dell'amore di Dio.

Quel Sacerdote è l'autore di una buona serie di libri, tra cui «Incontro al Re di amore». Il suo nome, Padre Matteo Crawley, resterà negli annali del Sacro Cuore.


Fioretto. Collocare l'immagine del S. Cuore nella propria cameretta, ornarla di fiori e guardarla sovente, recitando qualche pia giaculatoria.

Giaculatoria. Sia lode, onore e gloria al Divin Cuore di Gesù!

Qui potete trovare le meditazioni di tutto il mese di giugno

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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