Faredelbene.net



religioni -> chiesa cattolica -> Il Papa: la speranza cristiana dinamica e dona vita, liberiamoci da comodi clericalismi


Il Papa: la speranza cristiana dinamica e dona vita, liberiamoci da comodi clericalismi




La speranza non ottimismo, ma unardente aspettativa verso la rivelazione del Figlio di Dio. E quanto sottolineato da Papa Francesco nella Messa di ieri alla Casa Santa Marta. Il Papa ha ribadito che i cristiani devono guardarsi da clericalismi e atteggiamenti comodi, perch la speranza cristiana dinamica e dona vita.

Cos la speranza per un cristiano?

Papa Francesco ha preso spunto dalle parole di San Paolo, nella Prima Lettura, per sottolineare la dimensione unica della speranza cristiana. Non si tratta di ottimismo, ha avvertito, ma di unardente aspettativa protesa verso la rivelazione del Figlio di Dio. La creazione, ha detto, stata sottoposta alla caducit e il cristiano vive dunque la tensione tra la speranza e la schiavit. La speranza ha detto riecheggiando San Paolo non delude, sicura. Tuttavia, ha riconosciuto, non facile capire la speranza. Alcune volte, ha affermato, pensiamo che essere persone di speranza sia come essere persone ottimiste. Ma non cos:

La speranza non un ottimismo, non quella capacit di guardare le cose con buon animo e andare avanti. No, quello ottimismo, non speranza. N la speranza un atteggiamento positivo davanti alle cose. Quelle persone luminose, positive... Ma questo buono, eh! Ma non la speranza. Non facile capire cosa sia la speranza. Si dice che la pi umile delle tre virt, perch si nasconde nella vita. La fede si vede, si sente, si sa cosa . La carit si fa, si sa cosa . Ma cosa la speranza? Cosa questo atteggiamento di speranza? Per avvicinarci un po, possiamo dire in primo che la speranza un rischio, una virt rischiosa, una virt, come dice San Paolo di unardente aspettativa verso la rivelazione del Figlio di Dio. Non unillusione.

Avere speranza, ha soggiunto, proprio questo: essere in tensione verso questa rivelazione, verso questa gioia che riempir la nostra bocca di sorrisi. San Paolo, ha detto ancora, tiene a sottolineare che la speranza non ottimismo, di pi. E unaltra cosa differente. I primi cristiani, ha rammentato il Papa, la dipingevano come unancora: la speranza era unancora, unancora fissa nella riva dellAldil. E la nostra vita proprio camminare verso questancora:

Mi viene a me la domanda: dove siamo ancorati noi, ognuno di noi? Siamo ancorati proprio l nella riva di quelloceano tanto lontano o siamo ancorati in una laguna artificiale che abbiamo fatto noi, con le nostre regole, i nostri comportamenti, i nostri orari, i nostri clericalismi, i nostri atteggiamenti ecclesiastici, non ecclesiali, eh? Siamo ancorati l? Tutto comodo, tutto sicuro, eh? Quella non speranza. Dove ancorato il mio cuore, l in questa laguna artificiale, con comportamento ineccepibile davvero

San Paolo, ha aggiunto, indica poi unaltra icona della speranza, quella del parto. Siamo in attesa ha osservato questo un parto. E la speranza in questa dinamica, di dare vita. Ma, ha aggiunto, la primizia dello Spirito non si vede. Eppure so che lo Spirito lavora. Lavora in noi come se fosse un granello di senape piccolino, ma dentro pieno di vita, di forza, che va avanti fino a diventare albero. Lo Spirito lavora come il lievito. Cos, ha aggiunto, lavora lo Spirito: non si vede, ma c. E una grazia da chiedere:

Una cosa vivere nella speranza, perch nella speranza siamo salvati e unaltra cosa vivere come buoni cristiani, non di pi. Vivere in attesa della rivelazione o vivere bene con i comandamenti, essere ancorati nella riva di l o parcheggiati nella laguna artificiale. Penso a Maria, una ragazza giovane, quando, dopo che lei ha sentito che era mamma cambiato il suo atteggiamento e va, aiuta e canta quel cantico di lode. Quando una donna rimane incinta donna, ma non mai (solo) donna: mamma. E la speranza ha qualcosa di questo. Ci cambia latteggiamento: siamo noi, ma non siamo noi; siamo noi, cercando l, ancorati l.

Il Papa ha, quindi, concluso lomelia rivolgendosi ad un gruppo di sacerdoti messicani presenti alla Messa, in occasione del 25.mo di ordinazione. Chiedete alla Madonna, Madre della speranza, ha detto, che i vostri anni siano anni di speranza, di vivere come preti di speranza, donando speranza.Referral ID: 1



Ti piace il nostro sito ?

Ricevi gratuitamente gli articoli più belli via mail. Ci impegneremo ogni giorno per farvi conoscere notizie interessanti!

Indirizzo E-mail

Voglio ricevere la mail*

Ogni Giorno

Ogni Settimana

Ogni Mese

Interesse specifico?

Acconsento al trattamento dati *
Acconsento invio pubblicità*

* = campo richiesto!


MisterDomain.EU

Articoli Recenti

PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





Categorie

vegan & co.
vegan & co.
popoli e culture
popoli e culture
spiritualit ed esoterismo
spiritualit ed esoterismo
io non ci sto
io non ci sto
alimentazione e benessere
alimentazione e benessere
miti e leggende
miti e leggende
autismo
autismo
beneficenza
beneficenza
casa
casa
pedagogia
pedagogia
astrologia
astrologia
itinerari
itinerari
psicosomatica
psicosomatica
storia
storia
meditazione e preghiera
meditazione e preghiera


design & developed by impulsiva.net
All Right is Reserved © faredelbene.net - Condizioni Privacy - Obiettivi
 
 

Non mostrare piú / Sono gia iscritto

Ti piace il nostro sito ?

Indirizzo E-mail

Voglio ricevere la mail*

Ogni Giorno

Ogni Settimana

Ogni Mese

Interesse specifico?

Acconsento al trattamento dati *
Acconsento invio pubblicità*

* = campo richiesto!