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Il Papa: non mi rassegno ad un Medio Oriente senza cristiani, continuiamo a pregare per la pace




Non mi rassegno a pensare a un Medio Oriente senza cristiani. E uno dei passaggi forti del discorso che Papa Francesco ha rivolto, stamani, ai partecipanti alla plenaria della Congregazione per le Chiese Orientali. Il Papa ha inoltre esortato tutti i fedeli a continuare a pregare per la pace nella regione mediorientale, specialmente in Siria e Terra Santa. Nella prima mattinata, il Papa aveva incontrato i Patriarchi delle Chiese orientali cattoliche ai quali aveva detto di privilegiare sempre la sinodalit e la concertazione sulle questioni di grande importanza per la Chiesa. Lindirizzo domaggio stato rivolto al Papa dal cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali. Dopo le udienze di stamani, il Papa ha accolto i partecipanti alla Casa Santa Marta per il pranzo. I cristiani vivano in pace nella Terra di Ges. Papa Francesco ha colto loccasione delludienza alla plenaria della Congregazione per le Chiese Orientali per rinnovare il suo accorato appello per i cristiani del Medio Oriente che, ha osservato, subiscono in maniera particolarmente pesante le conseguenze delle tensioni e dei conflitti in atto. Vivono come piccolo gregge, ha soggiunto, in ambienti segnati da ostilit, conflitti e anche persecuzioni nascoste. La Siria, lIraq, lEgitto e la Terra Santa, ha poi rilevato, talora grondano di lacrime: Il Vescovo di Roma non si dar pace finch vi saranno uomini e donne, di qualsiasi religione, colpiti nella loro dignit, privati del necessario alla sopravvivenza, derubati del futuro, costretti alla condizione di profughi e rifugiati. Oggi, insieme ai Pastori delle Chiese dOriente, facciamo appello a che sia rispettato il diritto di tutti ad una vita dignitosa e a professare liberamente la propria fede. Non ci rassegniamo a pensare il Medio Oriente senza i cristiani, che da duemila anni vi confessano il nome di Ges, inseriti quali cittadini a pieno titolo nella vita sociale, culturale e religiosa delle nazioni a cui appartengono". Ed ha sottolineato che ogni cattolico ha un debito di riconoscenza verso le Chiese che vivono in quella regione: Da esse possiamo, fra laltro, imparare la pazienza e la perseveranza dellesercizio quotidiano, talvolta segnata dalla fatica, dello spirito ecumenico e del dialogo interreligioso. Il contesto geografico, storico e culturale in cui esse vivono da secoli, infatti, le ha rese interlocutori naturali di numerose altre confessioni cristiane e di altre religioni. Ma il pensiero del Papa non andato solo ai cristiani, ma a tutti i popoli del Medio Oriente che soffrono, e in particolare ai pi piccoli e i pi deboli. Continuiamo, ha detto, a vigilare come la sentinella biblica, sicuri che il Signore non far mancare il suo aiuto: Mi rivolgo, perci, a tutta la Chiesa per esortare alla preghiera, che sa ottenere dal cuore misericordioso di Dio la riconciliazione e la pace. La preghiera disarma linsipienza e genera dialogo l dove il conflitto aperto. Se sar sincera e perseverante, render la nostra voce mite e ferma, capace di farsi ascoltare anche dai Responsabili delle Nazioni. Il Papa ha dunque rivolto il pensiero alla dimensione della diaspora, notevolmente cresciuta in ogni continente, tema in primo piano nella plenaria della Congregazione per le Chiese Orientali: Occorre fare tutto il possibile perch gli auspici conciliari trovino realizzazione, facilitando la cura pastorale sia nei territori propri sia l dove le comunit orientali si sono da tempo stabilite, promuovendo al tempo stesso la comunione e la fraternit con le comunit di rito latino. A ci potr giovare una rinnovata vitalit da imprimere agli organismi di consultazione gi esistenti tra le singole Chiese e con la Santa Sede. Il pensiero del Papa andato anche a Gerusalemme, laddove, ha constatato, tutti siamo spiritualmente nati augurando pace e chiedendo lintercessione in particolare dei Beati Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II come anche della Vergine Maria. Daltro canto, il Papa ha messo laccento sulla rifiorita vitalit di diverse Chiese Orientali, a lungo oppresse sotto i regimi comunisti ed ha espresso apprezzamento per limpegno della Plenaria di riappropriarsi della grazia del Concilio Vaticano II e del successivo magistero sullOriente cristiano. Papa Francesco ha cos ribadito che la variet ispirata dallo Spirito, non danneggia lunit, ma la serve; il Concilio ci dice che questa variet necessaria allunit. E del patrimonio spirituale dellOriente cristiano il Papa aveva parlato anche nelludienza riservata ai Patriarchi della Chiese Orientali Cattoliche e agli arcivescovi maggiori. Da parte sua, anche un richiamo allimportanza dellunit ecclesiale: Essere inseriti nella comunione dellintero Corpo di Cristo ci rende consapevoli del dovere di rafforzare lunione e la solidariet in seno ai vari Sinodi patriarcali, privilegiando sempre la concertazione su questioni di grande importanza per la Chiesa in vista di unazione collegiale e unitaria. Il Papa ha rinnovato lesortazione ai vescovi affinch la loro testimonianza sia credibile, perch siano vicini ai loro sacerdoti e si impegnino per la trasparenza nella gestione dei beni. Il tutto, ha concluso, nella pi convinta applicazione di quellautentica prassi sinodale, che distintiva delle Chiese dOriente. Referral ID: 1



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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