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Bihar, sulle orme del Buddha




Basta chiudere gli occhi e, alla sola pronuncia del suo nome, la mente inizia un viaggio immaginario tra colori, profumi e vibrazioni magiche. L’India è una meta non commerciale, un angolo di mondo dove ci si reca non per fare shopping, non per trascorrere nottate brave all’insegna della baldoria ma per lasciarsi trascinare da quella contagiosa carica evocativa che solletica la propria spiritualità.

MISTICISMO SENZA CONFINI: CINQUE IMPERDIBILI TAPPE

A prescindere dal credo che si sostiene, una delle realtà da visitare è il Bihar, stato dell’India nord orientale considerato tra i meno sviluppati dell’interno paese là dove più del 40% della popolazione vive in povertà a causa dell’alta densità demografica. Al di là della sua arretratezza, la vera ricchezza prescinde dal mondo terreno e trova spazio nella spiritualità: basti pensare che il suo nome, Bihar, deriva dal sanscrito "vihara", che significa “dimora” a testimonianza del fatto che fu proprio qui che sorsero i primi monasteri buddhista che rendono omaggio a una delle religioni e dottrine filosofiche più diffuse al mondo.

Nel III fu il sovrano dell'impero Maurya Ashoka che, dopo essersi convertito al Buddhismo, si impegnò per farne la religione di stato inviando missionari nei paesi confinanti affinché predicassero il vero Dharma: nacquero così grandi centri monastici buddhisti, iniziarono i primi pellegrinaggi che, tutt’oggi, permettono di rivivere emozioni senza tempo.

Il circuito buddista inizia a Lucknow, capitale dello stato dell'Uttar Pradesh, città che conserva inalterato il suo fascino antico tra il Bara Imambara, costruito nel 1784 da Asaf-ud-Daula; il Chattar Manzil; la torre dell’orologio costruita da Nasir-ud-Din Haider nel 1880 o ancora l'Hussainabad Imambara là dove riposano Mohammed Ali Shah e sua madre.

Altra tappa è il distretto di Shravasti, strettamente legato alla vita di Buddha ma, sicuramente, una delle dimensioni più vibranti è Lumbini, importante sito religioso che ha dato i natali a Siddhartha Gautama, monaco mistico e filosofo asceta divenuto Gautama Buddha, fondatore nel VI sec. a.C. del Buddhismo.

Importante luogo di pellegrinaggio, la città di Lumbini è stata iscritta nel 1997 all'UNESCO nella lista dei Patrimoni dell'Umanità in qualità di “luogo unico e una testimonianza eccezionale di una tradizione culturale e di una architettura straordinaria illustrante significanti tappe della storia umana”. Tanti i siti da non perdere come l’Albero della Bodhi, la colonna di Asoka, le rovine di antichi monasteri e tempi, come quello dedicato alla madre Maya Devi.

Tra le rotte toccate nel corso della sua vita figurano anche Vaishali, capitale dello stato di Licchavi, dove Gautama Buddha predicò il suo ultimo sermone nel 483 a.C. e dove è possibile ammirare il Kutagarasala Vihara, il monastero che frequentava durante le visite in città; affascinanti anche Rajgir e, per chi volesse fare il pieno di cultura, le rovine di Nalanda, la più importante università buddhista dell'India antica fondata nel V sec. d.C. e dedicata allo studio di discipline teologiche, scientifiche, mediche e astronomiche.

L’iter sulle orme del Buddha tocca un altro gioiello tutelato dall’UNESCO, uno dei quattro più importanti luoghi di pellegrinaggio buddhisti: Bodhgaya: fu proprio qui che il Buddha, verso il 530 a.C., raggiunse l'illuminazione e oggigiorno, ospita monumenti come il sacro Tempio di Mahabodhi, l’Albero della Bodhi, sotto il quale il Buddha raggiunse l'illuminazione o ancora una statua del Buddha costruita negli anni ottanta.

L’India non è completa senza essere passati per Varanasi, uno dei luoghi più forti del paese dove gli hindù si recano per purificarsi nelle acque del Gange e, dopo Sarnath, realtà in cui diffuse il messaggio sulla “vita mediana”, si giunge a Kushinagar, dove si spense il grande Gautama Buddha.

 

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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