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Giubileo 2015




Il cammino dell'uomo alla ricerca di se stesso e del suo dove. Un pellegrinaggio verso la misericordia di Dio.

Questo Giubileo dà la possibilità, partecipandovi, di ottenere l'indulgenza giubilare detta plenaria perché è una grazia straordianria che guarisce completamente l'uomo.

Secondo la dottrina della Chiesa cattolica, il peccato grave ha una duplice conseguenza: la privazione della comunione con il Signore (pena eterna, l’inferno) e l’attaccamento malsano alle creature (pena temporale da scontare in purgatorio). Al peccatore pentito Dio, attraverso la confessione, concede il perdono dei peccati e la remissione della pena eterna. Con l’indulgenza la misericordia divina condona anche la pena temporale per i peccati confessati. Le parole di Francesco sul perdono e la misericordia contenute nella bolla di indizione del Giubileo, ma anche pronunciate in tante occasioni pubbliche, sono chiare quanto semplici.
 
Il Cristianesimo ha trasmesso al Giubileo ebraico un significato di perdono generale, un'indulgenza aperta a tutti, che il Papa concede sotto determinate condizioni ai fedeli. E' fondato sul valore delle indulgenze e sul potere che la Chiesa ha di elargirle. Il Giubileo cristiano affonda le sue radici sia nella tradizione religiosa e culturale giudeo-cristiana, sia in un contesto storico-religioso  centrato sulle idee e sulla prassi del pellegrinaggio e della penitenza.
Il pellegrinaggio è metafora del vero "cammino dell'uomo", per sua natura viaggiatore, in cerca di se stesso, del suo 'dove', della sua casa, che non sempre è dove egli si trova con il corpo, ma dove il desiderio del suo cuore lo attrae e lo conduce. A questo proposito è interessante approfondire alcuni passi tratti dalla bolla di indizione del Giubileo dove nelle parole di Francesco sul pellegrinaggio appaiono chiarissime le motivazioni ed i significati che il pontefice vuole attribuire al prossimo anno santo.
 
Il pellegrinaggio quindi come un percorso di pentimento e di preparazione al rinnovamento interiore che il fedele compie sulle orme di Gesù. Si tratta di un un itinerario spirituale ma anche “materiale”. Per ottenere l’indulgenza giubilare bisogna andare pellegrini a Roma e recarsi in una delle quattro basiliche maggiori (San Pietro; San Giovanni in Laterano; Santa Maria Maggiore; San Paolo fuori le Mura), ma anche in ogni chiesa particolare di tutte le città del mondo. Francesco mette in condizione chiunque di essere pellegrino secondo le proprie possibilità, nelle intenzioni del pontefice il nuovo Giubileo non deve escludere nessuno. Un Giubileo per tutti, decentrato, inclusivo.
Per quanti arriveranno a Roma, l’8 dicembre 2015, giorno indicato dal pontefice quale inizio dell'anno santo straordinario, avverrà il primo rito, ovvero l’apertura della Porta Santa nella Basilica di San Pietro.
 
"Ho scelto la data dell’8 dicembre perché è carica di significato per la storia recente della Chiesa. Aprirò infatti la Porta Santa nel cinquantesimo anniversario della conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II".
 
Con tale apertura avrà ufficialmente inizio l’Anno Santo. La porta simboleggia il passaggio che ogni cristiano deve compiere per passare dal peccato alla grazia. Gesù infatti dice «Io sono la porta» (Giovanni 10, 7). I giorni successivi saranno aperte le Porte Sante delle altre tre basiliche maggiori di Roma: San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le mura e Santa Maria Maggiore. Le porte resteranno aperte durante tutto l'Anno Santo.
Il solo pellegrinaggio, però, non è sufficiente a garantire l’indulgenza.  Francesco ci ricorda che si devono compiere atti di carità nei confronti dei meno fortunati. 
 
Un'occasione straordinaria di meditazione come il Giubileo sulla natura dell'uomo, sul peccato, la redenzione e sulla misericordia spinge infine Francesco ad un richiamo forte su temi di grande attualità, con la condanna della criminalità organizzata e della corruzione. 
 
Le sue parole, potenti ed inequivocabili, "Per tutti, presto o tardi, viene il giudizio di Dio a cui nessuno potrà sfuggire" richiamano quelle altrettanto forti pronunciate da Giovanni Paolo II ad Agrigento nel 1993 nei confronti dei mafiosi e purtroppo rimaste finora inascoltate: "“Nel nome di questo Cristo crocifisso e risorto, di questo Cristo che è vita, via, verità e vita. Lo dico ai responsabili: convertitevi! Una volta, un giorno, verrà il giudizio di Dio!”"
 
Fonte: giubileo2015online.it
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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