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Religione e integrazione:Guida ai luoghi di culto e incontro a Roma




Migrantes e Caritas hano pubblicato la guida ai luoghi di culto e di incontro delle comunità straniere a Roma. Ne emerge un mosaico interessante di etnie e religioni che spesso usano le stesse strutture anche per iniziative di solidarietà ed inclusione.

A Roma la religione è uno strumento di integrazione, anche grazie alla Guida ai luoghi di preghiera e di culto degli immigrati: pubblicata dai due uffici pastorali di Roma, Migrantes e Caritas, la guida è una mappatura precisa delle religioni e delle etnie che abitano la città, che si (ri)scopre multiculturale e solidale al di là delle falle di un sistema istituzionale farraginoso e precario. Chiese e luoghi di culto, infatti, si trasformano quasi sempre in centri di assistenza e solidarietà, quasi sostituendosi ai servizi che le istituzioni dovrebbero assicurare; ormai sono diventati un vero punto di riferimento per gli immigrati.

Il conto degli stranieri. Secondo il censimento 2013 del comune, gli stranieri residenti a Roma sono 381.101, il 10% della popolazione romana. Ovviamente sono di più: i dati si riferiscono solo agli stranieri registrati. In totale i luoghi di culto e preghiera sono 293, di cui 234 in città e 59 in provincia. E naturalmente sono aperti a tutti gli stranieri, registrati e non. La guida fornisce una fotografia dei gruppi etnico-religiosi a Roma: tra i cattolici figurano - in ordine di grandezza numerica - filippini, polacchi, peruviani, ecuadoriani, romeni, francesi, spagnoli, brasiliani. I luoghi dove si riuniscono sono 172, 19 in più rispetto all'anno precedente:150 a Roma, 22 nei comuni limitrofi. Le chiese sono le stesse frequentate dai romani, anche se in orari diversi. Liturgia, musica e canti non saranno uguali, ma la fede comune è il collante tra popoli diversi.

Le comunità più rappresentate. Tra gli ortodossi le nazionalità più rappresentate sono: rumena, ucraina, moldava, greca, serba, bulgara, etiope, eritrea. I luoghi dove si riuniscono sono 53, 18 in più rispetto al 2012. Interessante notare che 25 si trovano in città e 28 in provincia: molte comunità (specie la rumena) risiede nella cintura intorno a Roma. I protestanti usano 34 strutture: le comunità più grandi sono quella rumena, britannica, filippina, tedesca, statunitense, brasiliana e etiope. Anche in questo caso una struttura accoglie comunità differenti, fino a quattro nello stesso giorno. Anche questa in fondo è integrazione.

Aumentano i musulmani. In espansione a Roma la religione musulmana, che può contare su 25 moschee e luoghi di culto; nel 2004 erano 7, ora a Monte Antenne c'è la moschea più grande d'Europa. I buddisti dispongono di 5 luoghi di culto, ma sono molto più numerosi i posti usati per fare meditazione. Gli induisti dispongono di molti centri saltuari e i sikh hanno un tempio nel quartiere di Massimina.

Le iniziative solidali. In quasi tutti i centri si svolgono iniziative di solidarietà e integrazione. A organizzarle sono associazioni volontarie ospitate presso le strutture, o le stesse comunità di stranieri, che spesso realizzano anche feste religiose e laiche. Tra i cattolici, i più organizzati sono i latinoamericani della chiesa Santa Maria della Luce a Trastevere, che offre attività di doposcuola, corsi di educazione sanitaria, di italiano, centri estivi. Più di 50 le strutture a disposizione dei filippini che nel rione Monti presso la basilica S. Pudenziana organizzano anche processioni, attività sportive, incontri formativi, orientamento scolastico. Sempre nel rione Monti si riuniscono gli africani cattolici, che organizzano la scuola di italiano e di inglese, centro di accoglienza per mamme e addirittura uno studio odontoiatrico. 

Le attività moschee. La stragrande maggioranza delle moschee offre ai suoi fedeli assistenza di prima necessità, servizi di biblioteca; la Grande moschea di Roma al Pincio offre servizi burocratici - sepoltura, morte, etc - compatibili con la legge islamica, mentre la moschea Al Huda, a Centocelle, organizza feste per bambini, matrimoni, tornei, doposcuola, corsi di taglio e cucito. Non da meno le comunità tibetane, induiste e sikh: la prima offre corsi di meditazione, scuole di yoga e attività editoriali, la seconda si è specializzata in educazione artistica e la terza prepara ogni domenica la mensa aperta a tutti.
 

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